CINQUE LEGGI BRONZEE DELL'ERA DIGITALE E PERCHE' CONVIENE TRASGREDIRLE (LE) di VARANINI FRANCESCO
CINQUE LEGGI BRONZEE DELL'ERA DIGITALE E PERCHE' CONVIENE TRASGREDIRLE (LE) - VARANINI FRANCESCO

CINQUE LEGGI BRONZEE DELL'ERA DIGITALE E PERCHE' CONVIENE TRASGREDIRLE (LE)

VARANINI FRANCESCO

GUERINI E ASSOCIATI

24,50
  • Macrosettore: PSICOLOGIA
  • Settore: PSICOLOGIA-INTERNET/NEW-MEDIA
  • Collana: SGUARDI SUL MONDO ATTUALE   nà 0
  • Data di pubblicazione: 10/09/2020
  • Prezzo di listino: 24,50
  • Disponibilità: Non presente in libreria
  • Reperibilità: Reperibile in pochi giorni
  • ISBN: 9788862507684

Abstract / quarta di copertina

Goethe e Leopardi introducono a una originale lettura della cultura digitale. Una propaganda interessata parla ai cittadini di radicale rottura con il passato. Eppure, questa stagione, in cui si celebrano i fasti di macchine e delle loro estreme incarnazioni - le Intelligenze Artificiali -, non è che l'ultima manifestazione dell'Illuminismo. Il mito del Progresso si conclude nel progettare macchine destinate a prendere il posto di noi esseri umani. Guru del nuovo tempo insistono nel ricordare ai cittadini la loro ignoranza, e quindi la loro incapacità di capire. L'innovazione è presentata come fatale manifestazione di Leggi di Natura, di fronte alle quali lo spazio per il libero arbitrio si riduce fino ad azzerarsi. Le Cinque Leggi sintetizzano in modo chiaro e evidente questa interpretazione canonica della novità digitale. Serve conoscere le Cinque Leggi per poterle trasgredire. Ricollocata la novità nella storia, smascherato il linguaggio tecnico, è possibile tornare ad una lettura politica. Le macchine digitali sono il nuovo strumento di governo. Il tecnocrate è la figura dominante. Il cittadino è ridotto ad utente di servizi digitali. L'illusoria convinzione di avere a disposizione una crescente potenza di calcolo porta a perdere il senso del limite e della misura. La presenza di macchine digitali, così, finisce per essere un benvenuto monito: ci spinge a tornare ad apprezzare, per differenza, la nostra umanità.