PSICOSI E LA RAPPRESENTAZIONE. PSICOANALISI E PSICOPATOLOGIA (LA) di MARTINI GIUSEPPE
PSICOSI E LA RAPPRESENTAZIONE. PSICOANALISI E PSICOPATOLOGIA (LA) - MARTINI GIUSEPPE

PSICOSI E LA RAPPRESENTAZIONE. PSICOANALISI E PSICOPATOLOGIA (LA)

MARTINI GIUSEPPE

BORLA

35,00
  • Macrosettore: PSICOANALISI-E-PSICOTER.ANALITICHE
  • Settore: PSICOANALISI-PSICOSI
  • Data di pubblicazione: 01/09/2011
  • Prezzo di listino: 35,00
  • Disponibilità: Non presente in libreria
  • Reperibilità: Non ordinabile
  • ISBN: 9788826318288

Abstract / quarta di copertina

ISBN: 9788826318288 - L’esistenza umana ha a che fare inevitabilmente con una dimensione di irrappresentabilità e incomprensibilità da cui si originano sia le angosce psicotiche, sia le angosce esistenziali, sia i processi di simbolizzazione. Questa dimensione è anche un possibile punto d’incontro tra il terapeuta e il paziente psicotico, nella consapevolezza che tuttavia, a partire di qui, le loro strade sono destinate a divergere drammaticamente. L’irrappresentabile fonte del simbolico e quello generatore di psicosi sono enormemente distanti: è possibile tuttavia «sfruttare» questa comune radice per consentire un loro sia pur limitato interscambio? Nasce di qui un’ipotesi della psicoterapia delle psicosi centrata sul limite, sul frammento, sulla presenza - sino al paradosso dell’incontrarsi senza comprendersi - e soprattutto sulla dialettica: tra rappresentabile e non rappresentabile, tra l’intersoggettivo e l’unipatico informe, tra inconscio rimosso e non rimosso. Se in questa psicoterapia il paradigma della narrazione ha un ruolo centrale è certamente per la sua stretta interconnessione con quello dell’inenarrabile e con la soggiacente dimensione sensoriale-emozionale. Il titolo La psicosi e la rappresentazione (anziché La psicosi e l'irrappresentabile, che pure gli sarebbe convenuto) vuole segnalare come l’impegno terapeutico con questi pazienti vada necessariamente nella direzione di consentire alla rappresentazione di emergere a partire da un fondo di non pensiero, sovrastato dall’angoscia e dal terrore senza nome. I capitoli sono intercalati da tre racconti, che tentano, anche con stili difformi, di esprimere il vissuto dell’isterico, del paranoico e dello schizofrenico, nella consapevolezza della intraducibilità del vissuto psico(pato)logico, ma anche della ineludibile necessità di approssimarlo attraverso la rappresentazione, e dunque la parola o l’immagine. Giuseppe Martini, psicoanalista S.P.I. e primario psichiatra presso il Dipartimento di Salute Mentale Roma E, ha tenuto per circa venti anni insegnamenti di Psicopatologia presso diverse Scuole di specializzazione in psichiatria e si interessa in particolar modo di psicoterapia delle psicosi e dei rapporti tra psicoanalisi ed ermeneutica. Tra i suoi lavori più significativi: "Ermeneutica e narrazione" (1998), "La sfida dell'irrappresentabile" (2005) e, in qualità di curatore, i volumi "Psicoanalisi ed ermeneutica. Prospettive continentali" (2006) e "Paul Ricoeur e la psicoanalisi" (con D. Jervolino, 2007).