FEDELI AL SOGNO. LA SOSTANZA ONIRICA DA OMERO A DERRIDA di CURI UMBERTO
FEDELI AL SOGNO. LA SOSTANZA ONIRICA DA OMERO A DERRIDA - CURI UMBERTO

FEDELI AL SOGNO. LA SOSTANZA ONIRICA DA OMERO A DERRIDA

CURI UMBERTO

BOLLATI BORINGHIERI

13,30 14,00 -5%
  • Macrosettore: SCIENZE-UMANE-COMUNICAZIONE
  • Settore: FILOSOFIA
  • Collana: NUOVA CULTURA   nà 331
  • Data di pubblicazione: 30/09/2021
  • Prezzo di listino: 14,00
  • Disponibilità: Disponibile in libreria
  • Reperibilità:
  • ISBN: 9788833937182

Abstract / quarta di copertina

In questo breve saggio Umberto Curi, fra i più apprezzati filosofi italiani, riflette sulla sostanza dei sogni e sull'onirocritica dal punto di vista filosofico e storico-letterario, da Omero a Derrida. L'episodio omerico di Penelope che, sotto mentite spoglie, si rivolge a Ulisse chiedendogli di spiegarle un sogno (Odissea, XVIII libro) può essere considerato il primo esempio di quella disciplina che sarà chiamata onirocritica e che si svilupperà successivamente attraverso alcuni passaggi storici fondamentali (Artemidoro, Aristotele, Cicerone), fino a Sigmund Freud con L'Interpretazione dei sogni (1900). Il volume si sviluppa intorno a due aspetti fondamentali della dimensione onirica. Il primo riguarda la valenza profetica, ovvero il sogno che preannuncia il futuro. Il secondo è il rapporto che il sogno intrattiene con la verità (o nel senso di veicolarla, o nel senso opposto, ma anche complementare, di occultarla o deformarla). Ma secondo l'onirocritica c'è anche un modo differente di rivolgersi ai sogni, ossia scegliere di lasciarli deliberatamente nella loro indeterminazione e ambiguità, riconoscendo in essi non la preannunciazione del futuro, ma lo svelamento del passato. I sogni, dunque, diventano messaggeri della memoria. Un ulteriore approccio, le cui tracce conducono a Walter Benjamin, Theodor Adorno e Jacques Derrida, vede il sogno come qualcosa da sottrarre alla manipolazione insita nell'interpretazione. Secondo l'impostazione adorniana, si tratta di risvegliarsi, coltivare la veglia e la vigilanza, pur restando attenti al senso, avendo cura di ciò che il sogno dà da pensare, soprattutto quando ci offre la possibilità dell'impossibile.