TESORI DELL'INCONSCIO. C. G. JUNG E L'ARTE COME TERAPIA di AMMANN R. (CUR.); KAST V. (CUR.); RIEDEL I. (CUR.)
TESORI DELL'INCONSCIO. C. G. JUNG E L'ARTE COME TERAPIA - AMMANN R. (CUR.); KAST V. (CUR.); RIEDEL I. (CUR.)

TESORI DELL'INCONSCIO. C. G. JUNG E L'ARTE COME TERAPIA

AMMANN R. (CUR.); KAST V. (CUR.); RIEDEL I. (CUR.)

BOLLATI BORINGHIERI

44,00 55,00 -20%
  • Macrosettore: PSICOANALISI E PSICOTER.ANALITICHE
  • Settore: PSICOLOGIA ANALITICA
  • Collana: FUORI COLLANA   nà 0
  • Data di pubblicazione: 28/11/2019
  • Prezzo di listino: 55,00
  • Disponibilità: Disponibile in libreria
  • ISBN: 9788833932330

Abstract / quarta di copertina

Carl Gustav Jung non si è rivelato soltanto un grande artista in prima persona. Ha sempre incoraggiato anche i suoi analizzandi (tra cui numerosi allievi) a esprimersi con colori e matite, vincendo la loro iniziale riluttanza a provarsi con mezzi che giudicavano impropri rispetto al tenore solo verbale dell'analisi, e di cui non comprendevano la finalità. Presto, però, tutti dovevano ricredersi. Raffigurare ciò che si agitava nelle regioni profonde della psiche era un «compito a casa» molto spesso risolutivo per l'evolversi della psicoterapia. Nelle mani di chi non aveva mai impugnato un pennello il contenuto dei sogni e delle visioni diurne prendeva forma materiale e, osservava Jung, «dispiegava completamente il suo effetto», ossia diventava «fantasia operante», e conduceva il paziente verso «qualcosa di inestimabile»: la «maturità psicologica». Ma, oltre all'efficacia terapeutica, qualcos'altro - non intenzionale, non messo in conto da nessuno, analista o paziente - traspare da queste figure e si impone: la bellezza. L'Archivio delle immagini conservato a Kiis-nacht dal C. G. Jung Institut di Zurigo custodisce 4500 opere di pazienti, raccolte da Jung tra il 1917 e il 1955, perlopiù anonime e di difficile datazione. «Tesori dell'inconscio» ne porta alla luce 178, selezionate e commentate da un gruppo di studiosi che vanta competenze sia analitiche sia storico-artistiche. Jung spiegherebbe l'aria di famiglia che colpisce subito negli acquerelli, guazzi e disegni inediti qui riprodotti riferendone il «simbolismo primitivo», l'«arcaismo inconfondibile» e la «barbarica intensità» alla comune radice nell'inconscio collettivo. Ed è la stessa forza - dischiusa dai soggetti raffigurati, siano essi paesaggi, demoni interiori, furie animalesche o mandala - che vediamo agire nelle tavole de «Il Libro rosso» o negli splendidi manufatti di «L'arte» di C. G. Jung.