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SETTORE:
PSICONCOLOGIA |
Mappe
psiconcologiche. Osservazioni di clinica e di terapia
in ambito istituzionale Questo libro è stato pensato dall'autore come una sorta di quaderno di bordo della sua esperienza ventennale accanto alla sofferenza oncologica. Con l'intento di tratteggiare delle mappe di clinica e di terapia da confrontare e condividere con quei colleghi, anch'essi esploratori dei territori desolanti della malattia, che ammettono come l'autrice di "ritrovarsi spesso a navigare senza bussola" ma che non rinunciano ad avere una cartografia di riferimento. Il volume dà conto, attraverso un ricco materiale clinico, del mestiere di terapeuta in oncologia, vale a dire di come si possa, non senza tempeste, deviazioni e naufragi, aiutare il paziente a traghettare dalle lande desolate di angosce mute e senza nome a quei territori rigogliosi di parole ed emozioni condivise, capaci di dare senso all'esperienza di malattia. Gli ultimi capitoli sono dedicati all'istituzione curante, anch'essa bisognosa, come la mente del terapeuta, di un continuo lavoro di attenzione e manutenzione. Paola Gabanelli, psicologa, psicoterapeuta, formatasi in ambito psicoanalitico, è responsabile del settore psicologico dell'area oncologica dell'IRCCS Fondazione Maugeri di Pavia, dove svolge attività clinica e di formazione del personale. |
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Guarire
il lutto perinatale secondo la psicosintesi Perdere un figlio durante la gravidanza, alla nascita o subito dopo, è un lutto aggravato da una serie di inadeguatezze sociali, mediche e giuridiche. È noto il legame fra lutto perinatale e suicidio delle madri entro l’anno successivo. Ma come elaborare il lutto di un bambino che non è mai venuto al mondo e quindi, per la legge, non esiste? Come dire il proprio dolore di “genitori”, quando nostro figlio non ha neppure un nome? Come ci si sente quando la società preme perché si “rimetta in cantiere un’altra vita”, dopo aver “messo al mondo” la morte? L’autrice, madre di quattro figli di cui due nati morti, ha scritto questo libro perché all’uscita dal reparto di maternità i genitori, gli operatori sanitari e i professionisti dell’accompagnamento lavorino insieme per restituire la legittimità dell’esistenza, della morte e del lutto del figlio perduto, e per favorire una riflessione che elimini le incongruenze della legge, secondo la quale un nato vivo, anche molto prematuro e rimasto vivo per pochi istanti, è un cittadino a tutti gli effetti, mentre non lo è il nato morto, anche a termine di gravidanza, per cui non compare nello stato di famiglia. Chantal Haussaire-Niquet è psicoterapeuta, consulente e formatrice nel campo del lutto perinatale: a lei si devono, in Francia, i primi gruppi di mutuo sostegno in questo campo. |
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La
terapia degli affetti. Piccola fenomenologia quotidiana
del mondo sommerso Terapia degli Affetti è un nome storico, nato dall'incontro tra Franco Fornari e Ada Burrone. Psicoanalista di fama mondiale il primo e tenace fondatrice di Attivecomeprima la seconda, hanno compiuto insieme un tratto di strada fecondo di idee sull'aiuto che si può dare a chi vive l'esperienza del cancro. Questa raccolta di articoli, pubblicati nell'arco di 15 anni sulla rivista Attive, origina dall'idea di raccontare, per brevi esempi, come il mondo degli affetti sia la guida segreta e potente della vita quotidiana. La relazione tra gli affetti e l'esperienza della malattia è fondamentale per tanti aspetti, ma soprattutto per uno: quando il pensiero della morte valica l'orizzonte, molti pensano improvvisamente alla vita, non solo perché temono di perderla, ma soprattutto perché non vogliono più sprecarla. Gli articoli qui pubblicati cercano di aprire qualche spiraglio di comprensione maggiore su come ci si possa ammalare dei propri affetti e anche guarire attraverso di essi. Stefano Gastaldi, psicologo, psicoterapeuta e ricercatore sociale, autore di diverse pubblicazioni, svolge la sua attività nel campo della psicoterapia dell'adolescenza e della coppia presso l'Istituto Minotauro, nonché nel campo della relazione d'aiuto in oncologia presso Attivecomeprima, del quale è responsabile scientifico. |
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Affrontare
il tumore femminile. Linee guida per le coppie e i professionisti
della salute Le relazioni di coppia sono di vitale importanza per affrontare eventi stressanti e traumatici, soprattutto nel caso in cui alla donna sia stato diagnosticato un cancro al seno o di natura ginecologica. Come condividere i dolori e le difficoltà che la donna si trova quotidianamente ad affrontare durante il percorso di cura? Come aiutare lei - ma anche il suo partner - a fronteggiare l'angoscia e la paura della malattia? Come comunicare la malattia ai figli? Come tornare alla normalità alla fine delle cure? Le autrici, tra le più esperte all'interno del filone di ricerche dello "stress and coping", individuano e descrivono le sfide che la coppia è chiamata ad affrontare con l'obiettivo primario di aiutare i coniugi a prendersi cura reciprocamente di fronte all'esperienza della malattia. Il volume presenta numerosi casi clinici e consigli pratici su come gestire le più difficili situazioni cliniche, così come le tecniche e gli strumenti di assessment; vuole essere uno strumento per i vari professionisti che operano quotidianamente nel campo della psico-oncologia che vi troveranno linee guida per i loro interventi; ma anche per le coppie che sfidano il cancro giorno dopo giorno, perché possano trarne utili consigli e spunti di riflessione. |
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La dignità
nel morire. Intervento sociale, bioetica, cura del fine vita
Oggi “assistere i morenti” rappresenta un dovere fondamentale della società civile nei confronti delle persone. Il fenomeno è nuovo perché sempre più spesso si muore, lontano da casa e dall’affetto dei propri cari, in un ospedale impreparato ad accogliere tanti malati in fase terminale: l’istituzione sanitaria dispone di mezzi e personale specializzato, ma non in grado di compensare la perdita delle relazioni umane, e l’isolamento che circonda chi sta per morire è soprattutto una conseguenza del nostro modo di organizzare il momento della morte. Questo contesto configura un ambito cruciale in cui collocare l’azione di un servizio sociale che operi per ricucire la frattura relazionale tra il paziente, i suoi cari e il sistema sanitario. Frattura in cui si consumano decisioni di straordinaria densità sul fine vita. E senza quella relazione risanata non è possibile recuperare fino in fondo il senso profondo della compassione dalla quale può maturare la decisione sul momento ultimo. Nessuna norma giuridica può sostituire il valore etico di un accompagnamento sensibile e umano che consenta a ciascuno di aspirare a congedarsi con dignità. |
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La comunicazione
con il paziente oncologico. Valutazione e interventi Il volume, frutto di una metodologia chiara e originale e del lavoro del gruppo C.A.R.E. (esperti che a vario titolo operano nel campo dell’assistenza oncologica), analizza la qualità delle relazioni professionali e le capacità di accoglienza e comunicazione da parte di chi assiste i malati oncologici, approfondendo le diverse problematiche della relazione con le persone ammalate di cancro e con i loro familiari e gli aspetti comunicativi nelle varie fasi della malattia. Strutturato in riquadri tematici utilizzabili come strumento di valutazione e auto-valutazione delle competenze dei professionisti sociosanitari, esamina la comunicazione in tutte le sue forme: nella diagnosi e nella prognosi, nel piano terapeutico, negli esami diagnostici, nell’esecuzione di terapie, nel dolore, nel passaggio dalla fase di malattia guaribile alla fase terminale, nella fase del lutto. I criteri e le linee guida forniti nel manuale sono tratti dal rapporto ISTISAN 7/38 dell’Istituto Superiore di Sanità. |
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Fare amicizia
con la morte. Una guida buddhista all’incontro con la condizione
mortale Chiudere gli occhi sulla morte che ci attende, riempendoci l’esistenza di occupazioni futili, vuol dire vivere a metà, perdendo di vista il mistero e il senso della vita. Judith Lief, insegnante buddhista discepola di Chögyam Trungpa, insegna in queste pagine alcuni semplici esercizi e meditazioni per esplorare il proprio rapporto con la morte e aiutare i malati e i morenti con gentilezza amorevole, giacché saper morire vuol dire anche saper vivere con più compassione e meno paura. Il libro, basato sugli insegnamenti della tradizione buddhista tibetana, si fonda sulla possibilità di coltivare una consapevolezza personale e dinamica della morte. Entrare in rapporto con la propria vulnerabilità implica la disponibilità ad affrontare il dolore della vita, ma se si cerca di sfuggirgli non si fa altro che inasprirlo a lungo termine. In forme sottili o palesi, tutti vivono continuamente la realtà della morte. Tutto ciò che si sperimenta nasce, si manifesta per un certo periodo e poi si dissolve, che sia impalpabile come il respiro o il pensiero, oppure drammaticamente evidente come un licenziamento, un divorzio o il decesso. Osservare e stare in contatto con tale sorgere e dileguarsi dell'esperienza insegna a essere pienamente vivi, perché presenti a ciò che accade. Il volume include brevi esercizi e istruzioni meditative e spiega come impiegare tali pratiche contemplative nella vita quotidiana. L'ultima parte si rivolge in particolare a infermieri, professionisti del settore sanitario o volontari che mirino ad affinare la propria capacità di recare aiuto ai malati e ai morenti. |
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L'intervento
psicologico in oncologia. Dai modelli di riferimento alla relazione
con il paziente Negli ultimi anni la Psiconcologia ha fatto un notevole cammino anche in Italia ed è gradualmente emersa, nella pratica quotidiana con i malati, l’esigenza di ampliare l’ottica di osservazione e di attività per giungere a una riscoperta della teoria e all’elaborazione di una tecnica adattabile in modo specifico al singolo paziente e al suo vissuto. I vari modelli terapeutici di cui gli “operatori della psiche” sono portatori si trovano in notevole difficoltà nell’incontro con la persona malata di cancro: le difficoltà risiedono nel riuscire ad integrare e modulare il proprio strumento terapeutico nella relazione con ogni persona gestendo le dinamiche, qui fortemente investite, di transfert e controtransfert. L’aderenza acritica al modello teorico, che può essere difensiva rispetto alla sofferenza, impedisce l’autentico riconoscimento dell’altro: questo sì curativo. |
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The last
dance. L'incontro con la morte
e il morire Ampiamente riconosciuto come best-seller nel suo ambito disciplinare, The Last Dance, giunto ormai alla settima edizione negli Stati Uniti, illustra lo stato dell'arte e offre una copertura esauriente e interdisciplinare delle questioni relative alla morte, al morire e al lutto. Integrando il lato sperimentale e quello accademico, così come la dimensione emotiva e quella intellettuale degli studi sulla morte, questo notevole manuale combina solide basi teoriche e di ricerca con applicazioni pratiche alla vita. È un trattato necessario in questo momento in Italia a tutti coloro che si occupano a qualche titolo della morte e del morire: ci dice infatti che non si comincia dall'anno zero, che sulla morte e il morire ci sono conoscenze consolidate, studi accurati e fondati, un'immensa bibliografia e impostazioni originali ed eccellenti di cui non si può fare a meno nelle teorie, nei discorsi e nella pratica clinica sulla morte e il morire. |
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Cancro
complessità e derive psicoanalitiche Dalla medicina ufficiale la psicosomatica è stata ridotta a una banale competizione tra cause psicogene o cause organiche nell'instaurarsi di patologie non severe come un'ulcera peptica o una cefalea vasomotoria. Quel rigore scientifico che è parola d'ordine dei nostri tempi postula invece che lo sviluppo di un tumore sia un evento che riguarda esclusivamente una concreta biologia molecolare. Questo modo di pensare contiene un equivoco. La psiche vi figura come espressione di un'"anima" aliena al corpo. Poiché al contrario psiche e soma sono solo due categorie euristiche sovrapposte alla realtà, l'uomo - e dunque a maggior ragione l'uomo malato - va sempre pensato in termini di unità: tutti gli accidenti umani saranno per definizione psicosomatici. Si tratta di trovare gli strumenti culturali per trattare questa unitarietà. Una tale operazione deve tener conto delle parzialità della medicina scientifica attuale, dell'evoluzione delle teorie psicoanalitiche ma anche delle nuove conoscenze scientifiche generali nonché di un fraintendimento: tra le due aree non c'è una reale incompatibilità di argomenti trattati, bensì la difficoltà di intendere l'uno il linguaggio dell'altro e di considerare la serietà delle reciproche acquisizioni. Questo libro nasce dai contributi dei fondatori di Synaptica, un'associazione scientifica dedita alla psicosomatica studiata con gli strumenti della psicoanalisi. |
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Linea di
confine. Viaggio di uno psicologo nell'oncologia pediatrica La psico-oncologia è un settore della psicologia relativamente nuovo; è soltanto a partire dagli anni Ottanta, infatti, che inizia a diffondersi un'attività clinica di supporto alla persona affetta da patologia tumorale. La malattia comporta una situazione traumatizzante che, per l'impatto psicologico e sociale che la contraddistingue e per l'entità delle cure che richiede, necessita di un supporto globale, psicologico e sociale, che aiuti il paziente e la sua famiglia ad affrontare le difficoltà che incontrerà. Questo bisogno diventa ancora più forte, quasi indispensabile, quando ad essere colpiti sono bambini e ragazzi. |
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Conoscere
per guarire. Il tumore al seno: come prevenirlo, come combatterlo Umberto Veronesi è stato uno dei pionieri della ricerca sul cancro, ed è oggi il massimo esperto mondiale nel campo del tumore al seno: ha introdotto tecniche rivoluzionarie che allo stesso tempo hanno enormemente accresciuto le probabilità di guarigione e restituito alle donne una vita piena e serena. In questo libro, Veronesi fornisce tutte le informazioni che una donna deve conoscere nel campo della prevenzione, della diagnosi, delle tecniche chirurgiche e delle terapie per il tumore al seno. Senza allarmismi, e mostrando proprio nei fatti le più forti ragioni della speranza, questa guida fornisce un aiuto prezioso alle donne (e ai loro familiari) chiamate ad affrontare una prova difficile della loro esistenza. |
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Come non
essere mio paziente Come oncologo, il dott. Creagan ha curato per 30 anni malati gravi e sa che, se avessero fatto le scelte giuste durante la loro vita, specialmente dopo la diagnosi della malattia, non sarebbero diventati suoi pazienti. Questo libro non parla solo di scelte di stile di vita o di piani di previdenza sanitaria, ma tratta anche di come usare i pochi minuti di visita, di instaurare il giusto tipo di relazione con il medico, e di capire e usare il sistema sanitario, invece di esserne spesso usati e maltrattati. |
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Imparare
a dirsi addio. Quando una vita volge al termine. Guida per familiari,
operatori sanitari, volontari |
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Saper ascoltare,
saper comunicare. Come prendersi cura della persona con tumore |
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Quale uomo
per quale cura? Argomenti per una clinica etica |
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La sofferenza
psichica in oncologia. Modalità di intervento Situazioni di stress emotivo e di disagio psichico sono di frequente riscontro nelle persone malate di tumore, e rappresentano una reazione comprensibile e naturale di fronte a un evento capace di destabilizzare l'individuo e quanti appartengono alla sua rete sociale. Ancora oggi, in Italia, buona parte della sofferenza psichica connessa alla malattia tumorale continua a non essere correttamente rilevata ed efficacemente trattata. Questo volume vuole essere un agile strumento di consultazione per rispondere alle esigenze formative di quanti si cimentano quotidianamente, per la prima volta o da anni, nell'impresa di rendere l'impatto con la malattia tumorale un'esperienza condivisibile e verbalizzabile. |
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Speranza
di domani. Conoscere e combattere il cancro Il cancro lo si combatte ogni giorno, dentro e fuori dagli ospedali. Ed è appunto su due fronti che Khayat, oncologo è quotidianamente coinvolto nella lotta contro il tumore, sente di dover lottare: con il camice in reparto e con la penna in mano fuori da lì. Perché la prima battaglia da vincere è proprio quella contro l'ignoranza, contro quel non sapere che genera spettri, che trasforma le malattie in fantasmi, le degenze in condanne. Con una prosa delicata e quasi premurosa, che non occulta il dolore, ma che assegna finalmente alle cose dei nomi, alle malattie delle cause, Khayat trasforma l'incontro con uno dei flagelli del presente in un viaggio affascinante nel corpo umano, nei suoi misteri, e in tutte le sue drammatiche contraddizioni. |