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SETTORE:
PSICOLOGIA ATTACCAMENTO |
Psicoterapia
e teoria dell'attaccamento Le conoscenze sulla relazione genitore-bambino, sulla psicopatologia e sul nostro mondo interno hanno fatto importanti passi avanti grazie alla ricerca sull'attaccamento. Tuttavia, finora, nella pratica clinica tali acquisizioni sono state in parte trascurate. Tanto più utile e prezioso risulterà perciò il contributo di quest'opera in cui Wallin unisce teoria, prassi e ricerca in un quadro omogeneo e integrato. Partendo dalla considerazione che la psicoterapia non può non confrontarsi con lo sviluppo infantile, l'autore elabora un modello di intervento innovativo e al tempo stesso solido, in cui i principali costrutti teorici vengono proposti nella loro dimensione applicativa. È così illustrato il fondamentale ruolo dell'attaccamento nella relazione terapeutica e nel cambiamento, inteso come una sempre più alta integrazione da parte del paziente di pensieri, sentimenti e bisogni. David J. Wallin, psicologo clinico, ha insegnato psicoterapia nel Wright Institute, nella Northern California Society for Psychoanalytic Psychology, nella California School of Professional Psychology e nell'University of California. |
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Il primo
legame. La teoria dell'attaccamento La teoria dell’attaccamento ha riscosso un successo stupefacente. Elaborata dalla psicoanalisi e dall’etologia, dopo un lungo sviluppo nella psicologia dello sviluppo, questa teoria ha suscitato l’interesse dei principali modelli teorici clinico-psicodinamico, sistemico, cognitivo-comportamentale. Per meglio comprenderne l’evoluzione scientifica, Pierrehumbert esamina i quattro momenti chiave che hanno segnato la storia della teoria nel corso della seconda metà del XX secolo. In particolare illustra come, da una teoria che riconosceva il primato alle prime relazioni affettive con i genitori, la teoria dell’attaccamento è arrivata a teorizzare lo sviluppo infantile come un’articolazione tra dati innati e acquisiti. Una segnalazione particolare meritano le considerazioni sull’accudimento dei bambini nei contesti extra-familiari e sul concetto di maternage insolite, mutuato dall’esperienza di Loczy, temi che interessano l’operatività dell’educatrice di asilo nido. |
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L`attaccamento.
Dal comportamento alla rappresentazione Gli scritti di Mary Main raccolti in questo volume arricchiscono in modo determinante le nostre conoscenze sulle forme di attaccamento organizzato e disorganizzato nella prima infanzia e nell’età adulta. I temi trattati includono le origini e gli sviluppi della teoria dell’attaccamento, l’interpretazione del comportamento evitante, il problema delle cause “ultime” dell’attaccamento. Tra le metodologie innovative introdotte dall’autrice e dal suo gruppo è di particolare rilievo l’Adult Attachment Interview, che si è imposta negli anni come strumento indispensabile nella ricerca e nella pratica clinica. Mary Main insegna al dipartimento di Psicologia dell’University of California di Berkeley. |
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Il modello
dinamico-maturativo dell'attaccamento Il testo illustra la struttura, l'uso e il significato di una metodica di valutazione psicologica di soggetti adulti, la Adult Attachment Interview. Pur non costituendo uno strumento di autoapprendimento, il testo consente a psicologi, psichiatri, neuropsichiatri infantili interessati alla AAI a scopo clinico o di ricerca, di farsi un'idea precisa delle potenzialità dello strumento, del tipo di informazione che esso può fornire, e di quali sono le modalità generali del suo utilizzo. Costituisce inoltre una fonte di riferimenti teorici e tecnici per chi si interessa di attaccamento e già conosce la AAI. Le novità dell'approccio teorico proposto dall'autrice stanno nell'enfasi posta sulle diverse configurazioni di attaccamento intese come strategie di protezione del sé: questa prospettiva “dinamico-maturativa” consente di cogliere le implicazioni che le modalità di attaccamento hanno per il funzionamento della gerarchia complessa di sistemi nell'ambito dei quali si ha lo sviluppo umano, fondando quindi un nuovo paradigma di classificazione psicodiagnostica. |
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Un tempo
per la maternità interiore. Gli albori della relazione
madre-bambino Il volume è frutto del lavoro di un gruppo di psicoterapeuti e psicoanalisti che si sono dedicati alla creazione di un "Osservatorio della maternità interiore", finalizzato a esplorare gli eventi mentali che attraversano l'esperienza della gravidanza. I partecipanti all'Osservatorio, coautori del libro, sono accomunati da una lunga esperienza di formazione e ricerca attraverso la metodologia dell'Infant Observation secondo il metodo di Esther Bick. In un'ottica psicoanalitica, il libro si rivolge a psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti, a tutti gli operatori dei servizi e agli addetti alla cura delle varie fasi della gravidanza e del parto (ginecologi, ecografisti, ostetriche), con lo scopo di favorire un nuovo clima di ascolto e di accoglimento delle gestanti,accompagnandole fin dagli albori della relazione col feto, aiutandole a far fronte alla complessa gestione biotecnologica della gravidanza e del parto e consentendo loro di costruire un'atmosfera emozionale materna più intima. |
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La regolazione
degli affetti e la riparazione del sé Secondo Peter Fonagy l'opera di Schore ha "radicalmente trasformato la nostra comprensione psicoanalitica dei disturbi psicologici". La questione di come e perché le prime relazioni della vita abbiano un'influenza così straordinaria su tutto ciò che avverrà in seguito va molto oltre ogni previsione della psicoanalisi degli inizi e costituisce un problema fondamentale per tutte le scienze umane. Come fanno le esperienze precoci, specialmente le esperienze affettive vissute con chi si prende cura dell'infante nei primi momenti di vita, a organizzare i modelli di crescita strutturale che hanno come esito l'espansione delle capacità funzionali dell'individuo in via di sviluppo? Per Schore, la possibilità dell'infante di sintonizzarsi con la mente di altre persone si rivela fondamentale per la maturazione dei circuiti cerebrali che mediano le sue capacità di autoregolazione: la relazione madre-bambino produce dunque veri e propri cambiamenti cerebrali. Questo studio, parte di una trilogia sul rapporto tra regolazione affettiva e organizzazione del Sé, affronta i temi cruciali dello sviluppo della mente, analizzando e illustrando con approccio interdisciplinare i possibili apporti delle neuroscienze alla psicoanalisi e alla psicoterapia. |
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Disturbi
dell'attaccamento. Dalla teoria alla terapia Karl Heinz Brisch dimostra chiaramente come la teoria dell’attaccamento di Bowlby possa essere impiegata nella prassi clinica. Dopo uno sguardo di insieme agli aspetti principali della teoria dell’attaccamento, Brisch sviluppa un modello e una classificazione delle diverse forme dei disturbi dell’attaccamento, prendendo in considerazione fasce di età differenti, dai neonati ai bambini in età infantile e fino agli adulti. Basandosi su numerosi casi tratti dalla pratica reale, egli dimostra come si possa applicare un approccio orientato all’attaccamento in diverse situazioni – ambulatoriali, ospedaliere o in collaborazione con pediatri e ginecologi – e dà vita a un modello prezioso per diagnosticare e trattare i disturbi psichici da una nuova prospettiva. Inoltre, quest’approccio si rivela utile in campo pedagogico, dove può aprire più ampie prospettive di assistenza. |
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L’attaccamento.
Dalla teoria alla pratica Il testo offre al lettore italiano una preziosa integrazione delle idee fondamentali che dal 1920 animano la psicoanalisi e la psicologia dello sviluppo. Dopo Freud e Jung, con Abraham e Ferenczi, prende forma, grazie ad Anna Freud e Melanie Klein, l'analisi infantile, a cui Winnicott e Bion, Bick, Harris, Meltzer,Tustin, Neumann e Fordham danno luminosi apporti. Col cruciale contributo di Bowlby, paziente di Klein, inizia nel secondo dopoguerra una complessa ricerca sull'attaccamento, che procede tra teoria delle pulsioni, teoria delle relazioni oggettuali, osservazione della relazione madre-bambino. Main, Ainsworth, Holmes e Fonagy approfondiscono il dibattito sul tema che la psichiatra e analista junghiana Jean Knox denomina "la mente emergente", ponendo in primo piano la valenza fenomenica di patologia e normalità nel ritmo che scandisce il concepimento, la nascita e la vita perinatale, determinanti per l'attaccamento tra adulti. |
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Attaccamento
e costruzione evoluzionistica della mente. Normalità,
patologia, terapia La mente è caratterizzata da un'intelligenza che la selezione naturale ha reso funzionale alla gestione delle relazioni affettive e sociali. Lo sviluppo normale delle facoltà mentali è però possibile solo se l'individuo è inserito, fin dalle prime fasi della vita, in relazioni di accudimento soddisfacenti. Gravi carenze nelle cure o l'assenza di una figura con funzioni materne alterano i processi cognitivi e sono all'origine dei disturbi della personalità, visti come disturbi dell'attaccamento. Il volume presenta la teoria dell'attaccamento, evidenzia la matrice evoluzionistica nella quale essa si inscrive e richiama l'attenzione sulle sue divergenze dalla psicoanalisi. L'autrice illustra poi i principali strumenti di valutazione dell'attaccamento infantile e adulto e le tecniche psicoterapeutiche, finora poco utilizzate in ambito clinico, che promuovono un'adeguata regolazione delle emozioni attraverso il ripristino dei sistemi cognitivi resi deficitari dalle prime esperienze affettive. |
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Teoria
e ricerca nell'attaccamento adulto I più autorevoli studiosi che operano nel campo dell'attaccamento adulto presentano gli importanti progressi teorici ed empirici compiuti negli ultimi dieci anni in questo ambito. I capitoli del volume, che offrono una rassegna complessiva di quest'area dinamica, considerano anche le implicazioni cliniche e presentano nuovi modelli teorici verificabili come guida per la futura ricerca. Mettendo in luce nuove direzioni e questioni emergenti, il libro è una fonte aggiornata per docenti e studenti interessati alla psicologia dello sviluppo, alla psicologia clinica e sociale e alle discipline connesse riguardanti l'area della salute mentale. |
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L’attaccamento
disorganizzato. Gli effetti dei traumi e delle separazioni Il libro tratta delle conseguenze e del trattamento dei traumi nelle relazioni genitore-bambino nella prima infanzia. Sin dal 1986, quando il concetto di "attaccamento disorganizzato" fu introdotto da Mary Main e Judith Solomon (qui curatrice) all'interno delle classificazioni della Teoria dell'attaccamento, tale costrutto - dimostratosi di grande portata conoscitiva - ha riscosso un notevole interesse all'interno della comunità scientifica e nel mondo della pratica clinica, per la sua capacità di fornire da un lato una spiegazione teorica dall'altro le linee guida di trattamento dei disturbi dovuti a relazioni traumatiche con le proprie figure di cura. Alla luce di questa crescente attenzione e grazie al contributo dei maggiori studiosi in questo ambito di ricerca, il volume presenta un completo e approfondito quadro sulla natura, l'eziologia e il trattamento dell'attaccamento disorganizzato, di cui vengono illustrate le conseguenze sociali e cognitive e le ricadute sui bambini (anche su gruppi "atipici"). |
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