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SETTORE:
PSICOLOGIA ARTE |
Immaginando |
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Arte e
espressione. Studi e ricerche di psicologia dell'arte |
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Francis
Bacon |
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La lente
di Freud. Una galleria dell'incoscio
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L'immagine
e lo sguardo. Dalla psicologia alla fotografia Il volume presenta l'attività di Tilde Giani Gallino in un campo, quello delle arti visive, la cui pratica, a prima vista, sembrerebbe non avere molto in comune con la ricerca e la riflessione psicologica. L'autrice ci mostra invece che tra psicologia e fotografia è possibile individuare numerose e sorprendenti affinità. Sono qui raccolte cento immagini fotografiche, suddivise secondo cinque tematiche (o capitoli): "Ombre lunghe in rue Joubert"; "Scenari urbani"; "In bianco e nero"; "Lo spazio aperto"; "Comignoli guerrieri, comignoli sognanti". Un breve testo narrativo introduce ciascun capitolo illustrando, anche attraverso notazioni di carattere psicologico, la scelta di determinate immagini piuttosto che altre, soprattutto alla luce delle emozioni che possono trasmettere. |
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Proiezioni
terapeutiche. Il cineforum della consapevolezza per una cura
da Oscar Cimentarsi nel linguaggio cinematografico in profondità con una formazione consapevole e guidata stimola l'immaginazione narrativa attraverso risonanze evocative per un'autoanalisi creativa. Il testo offre molteplici spunti di riflessione estetica per accrescere la sensibilità emozionale stimolando l'esperienza trasformativa. |
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Nuovi schermi
di formazione. I grandi temi del management attraverso il cinema
Formazione, apprendimento, cinema: attorno a questi elementi si sviluppa un volume che vuol essere al tempo stesso un manuale pratico per il formatore e un punto di riferimento per chiunque si occupi di risorse umane e voglia ritrovare i concetti chiave del proprio lavoro nei grandi film. Rivisto, aggiornato e ampliato rispetto all'edizione precedente, alla luce delle nuove esigenze formative e strategiche delle organizzazioni, il testo contiene 150 voci per 40 grandi temi, trattati e analizzati attraverso più di 600 film dei quali sono proposti i brani più idonei per un uso formativo. Da benessere a sicurezza, da coaching a sistema premiante, da coevoluzione a responsabilità, l'abc del comportamento organizzativo viene riletto attraverso alcuni capolavori cinematografici e lungometraggi recenti: Apocalypse now, Chocolat, Il mestiere delle armi, Million dollar baby, II Gladiatore, Otto e mezzo, Quarto potere, II posto delle fragole, Tutto su mia madre. Il volume è corredato da apparati bibliografici e filmografici, da note etimologiche e mappe di riferimento che permettono di orientarsi tra le voci trattate e i film proposti. |
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Psicoterapia
e immaginario cinematografico. Un percorso di formazione Il cinema è fatto della stessa stoffa di cui sono intessuti i sogni: il suo metodo espressivo, la sua tecnica consistente nella drammatizzazione, nell'espressione dei sentimenti tramite azioni, nell'utilizzo delle immagini e di aspetti polisensoriali (luci, colori, musiche) in grado di elicitare emozioni, nella capacità di rimescolare e connettere eventi avvenuti, o meglio girati, in tempi diversi, e riaccostati a posteriori in sequenze temporali (il montaggio), lo portano ad essere, analogamente al sogno, una via privilegiata per la rappresentazione dei movimenti inconsci, al di là dell'aspetto narrativo e del "plot" consapevole. Anche se, a differenza del sogno, il film non ci appartiene. Ogni analista, di fronte al tentativo del paziente di disappropriarsi del sogno e di separare le proprie responsabilità, è disposto a dire: guardi che lei è lo sceneggiatore e il regista del suo sogno. Il cinema può creare un ponte tra processo primario, sintassi inconscia, immagini profonde ed elaborazione secondaria. Quello qui proposto è, in primo luogo, un percorso di formazione. Da molti anni l'autore tiene un corso universitario volto a formare, attraverso il cinema, psichiatri, psicologi e psicoterapeuti. Da un lato si tratta di un volume autobiografico, legato all'esperienza formativa dell'autore, dall'altro vuole fornire un esempio di metodologia didattica esportabile, visto che i film sono alla portata di tutti. |
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Il grande
libro del cinema per manager. 50 film letti in chiave d'impresa Assassinio sull’Orient Express, Caccia a Ottobre Rosso, Lolita, Profondo Rosso, Miracolo a Milano, Billy Elliot, Shining, Sentieri selvaggi, Le invasioni barbariche, Volver: 50 grandi film letti in chiave aziendale e manageriale. Capolavori senza tempo e opere recenti appartenenti a tutti i generi, diretti da registi come John Ford, Stanley Kubrick, Oliver Stone, Steven Spielberg, Dario Argento, Nanni Moretti, Lars von Trier e molti altri. Ogni film, dopo una scheda anagrafica e una breve sinossi, viene letto e interpretato per gli insegnamenti che può fornire a chi lavora in impresa, in posizioni di responsabilità manageriale e imprenditoriale, come consulente, ma anche come giovane neoassunto con potenziale di crescita. Ogni scheda è completata da una serie di concetti chiave organizzati in un indice analitico a fine libro, oltre che da rimandi ad altri film, opere letterarie, teatrali, musicali, pittoriche eccetera che possano essere collegate per suggestioni culturali al film analizzato. |
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Gli occhi
d'oro, ancora. Il cinema nella stanza dell'analisi Gli "occhi d'oro" sono quelli che possono vedere nello schermo del cinema il potente motore di immagini e di analogie con lo schermo del sogno e con la sua drammatizzazione. Come il sogno, lo schermo del cinema ospita personaggi in relazione tra loro (la dimensione intrapsichica del sogno) e si offre alle nostre identificazioni di spettatori (la dimensione interpersonale del sogno). Come in questo schermo gli "occhi d'oro" possono vedere ciò che è invisibile, così nel sogno l'analisi può offrire al paziente gli "occhi d'oro" per cogliere, dietro alla realtà, la metafora che è alla radice del suo transfert. Secondo l'autrice "il film cura" proprio come il sogno, che permette al sognatore di oggettivare affetti ed emozioni proiettando sullo schermo le rappresentazioni dei propri oggetti interni: attori che il regista che opera in noi sceglie per mettere in scena le proprie esperienze ed emozioni collegandole alle esperienze ed emozioni dell'infanzia depositate nell'inconscio. |
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Le visioni
di uno psicanalista Le visioni dell'autore sono testi narrativi stimolati dalla visione di film: associazioni libere o visioni nel senso di Artemidoro, dove ogni film, come un sogno raccontato, porta l'immaginazione dello spettatore-analista verso la storia di un paziente e la sua relazione con lui. |
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Il lettino
e lo schermo cinematografico. Riflessioni psicoanalitiche sul
cinema europeo Il volume raccoglie una serie di articoli che esplorano il cinema europeo da prospettive psicoanalitiche. Film sia classici che contemporanei vengono presentati e analizzati da svariati autori, tra cui storici e teorici del cinema, psicoanalisti con una competenza specifica nella interpretazione dei film, e anche coloro chi i film li fanno. |
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| Psicoanalisi
per il cinema William Indick Roma, Audino, 2005 (Manuali di Script) ISBN: 8875271216 166 p. € 19,00 Settore PSICOLOGIA ARTE Questo libro indaga su come - da Freud a Jung, da Campbell a Erikson - le teorie psicoanalitiche siano state usate nel cinema e come possano servire a costruire storie che facciano sentire il pubblico "raccontato" nel profondo. Non un saggio, ma un testo pratico corredato da esercizi finalizzati all'applicazione delle teorie psicologiche nella scrittura di tipologie umane drammaturgicamente efficaci. |
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Schermi
perturbanti. Per un'applicazione del concetto
di Unheimliche all'enunciazione filmica È possibile parlare di un cinema Unheimliche, cioè di un cinema perturbante perchè in grado di produrre nello spettatore un'inquietante estraneità? A partire da questa domanda, e da una lettura puntuale dell'omonimo saggio di Freud, il libro ripercorre i principali pensieri che si sono applicati al concetto, da Lacan fino a Heidegger e Derrida. |
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Passioni
in scena. Teatro, psicoanalisi e società Gli autori mostrano come i traguardi raggiunti dalla psicoanalisi nella comprensione delle emozioni dell'inconscio e del subconscio possono portare a un nuovo modo di intendere il teatro. La tesi del libro, esposta nell'introduzione e chiarita attraverso lo studio dei drammaturghi e delle opere, è che il teatro, in Occidente, ha rappresentato le tensioni fondamentali della società come la crisi tra i sessi e le generazioni, attraverso la rappresentazione, sulla scena, della vita più intima dei personaggi. Un'interessante lettura per chiunque sia interessato al teatro, semplici spettatori, attori o studenti di psicoanalisi e letteratura. |