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SETTORE:
PSICOANALISI STORIA |
Sognare
a libro aperto. "L'interpretazione dei sogni" di Freud
e la storia del movimento psicoanalitico "L'interpretazione dei sogni" è tra le opere più studiate e discusse del corpus freudiano. Molto se ne è scritto: ma oggi, a più di cento anni dalla sua pubblicazione, Lydia Marinelli e Andreas Mayer riescono a sorprendere il lettore con una coinvolgente indagine sulle vicende della nascita e diffusione di questo libro. Raccogliendo straordinari testi inediti, qui tradotti per la prima volta, ci portano nell'"officina" di Freud mostrandoci come, sin dall'inizio, i lettori dell'Interpretazione furono molto eterogenei e diedero vita a un dibattito acceso e accalorato, che finì per coinvolgere la stessa famiglia dell'autore e travolgerne la quotidianità. Gli autori offrono una nuova, originale prospettiva sullo sviluppo del pensiero psicoanalitico, mettendo in luce il ruolo da quelle discussioni fuori e dentro i circoli degli addetti ai lavori. L'Interpretazione, work in progress dalle svariate edizioni uscite a distanza ravvicinata, è infatti la testimonianza memorabile di una stagione culturale che vide gli orizzonti della disciplina psicoanalitica ampliarsi radicalmente. Frutto di entusiasmo per la ricerca e di grande accuratezza filologica, "Sognare a libro aperto", dopo aver suscitato ampio consenso di critica in Germania e Austria, è stato tradotto anche in Francia e Inghilterra. |
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Berggasse,
19. Lo studio e la casa di Sigmund Freud. Vienna 1938 "Ancora ricordo come fossi emozionato e timoroso in quell'umido mattino di maggio del 1938, mentre camminavo per le strade deserte verso il numero 19 della Berggasse. Reggevo una valigetta con macchine fotografiche, treppiedi, obiettivi e pellicole, e mi sembrava che a ogni passo divenisse sempre più pesante. Avevo la sensazione che a chiunque sarebbe bastata un'occhiata per capire che mi stavo recando dal professor Sigmund Freud per svolgere un compito che i nazionalsocialisti non avrebbero gradito... Mi avevano avvertito che la casa era costantemente sorvegliata dalla Gestapo. L'unica documentazione del luogo in cui Freud aveva vissuto e lavorato negli ultimi quarant'anni avrebbe dovuto essere raccolta senza destare il minimo sospetto. Temevo per la mia incolumità e per quella di Freud e della sua famiglia. Non volevo nel modo più assoluto che una mia imprudenza li mettesse in pericolo proprio ora che erano in procinto di lasciare Vienna verso la salvezza." (Dall'introduzione di Edmund Engelman) |
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Freud.
Il secolo della psicoanalisi "...La biografia è l'arte di essere l'altro che io sono... Quando ho confidato ai miei colleghi che pensavo di scrivere una biografia di Freud, hanno sobbalzato per l'audacia, la sfrontatezza forse, che un tale progetto esigeva. In un certo senso, non avevano torto: per uno psicoanalista, raccontare la storia di Freud vuol dire assillarlo, farlo stendere su un lettino, scrutare il suo corpo biografico e passarlo al setaccio, alla ricerca di pulci esistenziali. Questo tipo di scrittori sono dei sacrileghi... Il biografo nato è un individuo crudele, avido di aneddoti... Io sono tra questi" (Emilio Rodrigué). Nessuna biografia di Freud era a tutt'oggi riuscita a gettare uno sguardo così poco ortodosso e altrettanto penetrante sull'uomo Freud. Questo libro, che si legge come un romanzo, il romanzo di una delle più belle epopee intellettuali del XX secolo, costituisce un evento di capitale importanza per la letteratura psicoanalitica. Emilio Rodrigué (1923-2008), psicoanalista argentino, è stato autore di numerosi libri, tutti accolti con immenso successo, sia nel campo della psicoanalisi che in quello della letteratura. |
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Freud e
Severino Per Freud l'inconscio è "soprattutto fuori del tempo". Emanuele Severino definisce la propria filosofia come "la ricerca di quell'essere che è fuori del tempo". Freud ritiene che una riflessione sulla a-temporalità dell'inconscio, una sua "esatta valutazione filosofica", possa "aprire il varco verso le massime profondità", ed è questa la sua ultima parola sul tempo e sull'inconscio. La filosofia di Severino sembra prestarsi proprio a questo scopo. Ma le due concezioni non sono sovrapponibili. Né sarebbe sufficiente integrarle fra loro intendendo l'una come il complemento dell'altra. La possibilità più feconda è quella di confrontarle non solo per rilevarne identità e differenze ma per produrre fra loro una “reazione chimica”, dalla quale scaturisca qualcosa di nuovo, una sintesi più ampia in grado di comprenderle entrambe. Tali concezioni possono illuminarsi a vicenda in quanto ciascuna illumina qualcosa di esclusivo dell'oggetto a cui si riferisce, che in entrambi i casi è la radice più profonda della vita. Questo saggio, oltre agli addetti ai lavori, “dice” qualcosa a chiunque sia sensibile alle tematiche culturali. |
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Difesa
e Psicosi. Studio su Freud L’Autrice si propone come tema di lavoro i meccanismi di difesa nel pensiero freudiano e, scelto il problema, formula una metodologia che caratterizza come “la via della paziente ricerca storica”, ovverosia, seguire le vicende di un concetto o di un insieme di essi lungo l’opera di Freud. "Per rispondere a una delle sue domande: io certamente non credo che si debba smettere di indagare la cronologia dei meccanismi di difesa. Il fatto è che al tempo in cui scrissi il mio libro non avevamo una sufficiente conoscenza della materia. Credo che oggi si sia andati un pò più avanti, su questo punto." (Anna Freud - lettera all'autrice). |
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Nei segreti
della Psicoanalisi e della sua storia Alla data di scadenza del divieto che impediva l'accesso ad alcuni archivi freudiani per ragioni di riservatezza e per proteggere la privacy di persone ancora viventi, un ampio materiale si è reso disponibile ai ricercatori. Si tratta soprattutto di diverse corrispondenze del fondatore della psicoanalisi. Tali scambi epistolari disegnano di Freud un volto diverso da quello che ci era familiare, composto dalle opere destinate al pubblico. Uno psicoanalista, un politologo e uno storico della cultura, tre esperti dei grandi movimenti della storia intellettuale del XX secolo, rivolgono la propria attenzione alla nascita della psicoanalisi, rendendo così possibile decifrarne la storia in filigrana attraverso le corrispondenze di Freud con Ferenczi, Binswanger, Jones, Abraham, Eitingon e molti altri. Ci presentano la vera genesi di un pensiero e di un movimento “partoriti nel dolore” che ancora continuano a segnare la nostra storia. |
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Sulla
soglia della psicoanalisi. Freud e follia infantile
Carlo Bonomi Torino, Bollati Boringhieri, 2007 (Nuova cultura) 295 p. € 22,00 ISBN: 8833917347 Settore PSICOANALISI STORIA Bonomi si propone di ridisegnare i contorni dimenticati o fraintesi dello sfondo su cui si proietta la costruzione psicoanalitica di Freud. Ripercorre le vicende dell'indagine sulla sessualità infantile nella pediatria della seconda metà dell'Ottocento, la nascita dell'ossessione per l'onanismo come principale causa di follia nel bambino, l'imporsi di una dialettica bambino-folle che attraversa la modernità, influenzando sia la disciplina psichiatrica che quella pediatrica. Riemerge l'importanza dell'esperienza di "Freud pediatra", che dopo aver conosciuto il trattamento delle isteriche da parte di Charcot, si dedicherà a Berlino nel 1886 a un training col pediatra Adolf Baginsky e lavorerà con bambini e adolescenti a Vienna per quasi dieci anni. Proprio le contraddizioni aperte dalla "grande paura" della masturbazione e dai conseguenti trattamenti chirurgici, punitivi e repressivi, sui genitali delle bambine e delle giovani donne schiudono la strada al passaggio "dalla fisiologia alla psicologia" e alla cura psicoanalitica del fenomeno isterico. Bonomi cerca di capire come si conciliano nell'esperienza freudiana "il dato della pratica della castrazione reale", incontrata nella pratica medica, "la sua elevazione a simbolo universale di ogni trauma" e "il vincolo della castrazione simbolica", ossia "la tendenza a conservare il termine di castrazione per designare un processo strutturante nello sviluppo individuale". |
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Sigmund
Freud e le sue donne Nonostante le sue grandi intuizioni e le sue rivoluzionarie scoperte sui meccanismi della psiche, c'è una domanda a cui Sigmund Freud non ha saputo rispondere: cosa vuole una donna? Eppure la psicoanalisi è nata e si è sviluppata in un contesto dove le donne sono state protagoniste. Dalle prime pazienti isteriche che ispirarono il giovane dottore a ricercare cause non organiche di questo fenomeno alle analizzate che esercitarono in seguito il mestiere, la partecipazione femminile è costante. |
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| Il libro
nero della psicoanalisi Quaranta autori internazionali sostengono in questo libro tesi che il pubblico italiano non è abituato ad ascoltare. La psicoanalisi è una scienza? No, è una potente e seduttiva fabbrica di favole. La psicoanalisi guarisce? Quando lo fa è spesso per un effetto placebo, o per il buon rapporto che alcuni analisti riescono ad instaurare con alcuni pazienti, e nel caso di molte sindromi è in netto svantaggio rispetto ad altre forme di psicoterapia e alla terapia farmacologica. |
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| I misteri
dell'anima. Una storia sociale e culturale della psicoanalisi La psicoanalisi ha modificato in maniera permanente il modo in cui in tutto il mondo gli uomini e le donne interpretano se stessi e gli altri. Eppure, nonostante gli innumerevoli studi, a tutt’oggi manca una sua storicizzazione. La psicoanalisi è “la prima grande teoria e pratica della vita personale”: un’esperienza di singolarità e di interiorità collocabile in uno specifico momento storico e fondata nei moderni processi di industrializzazione e urbanizzazione, oltre che nella storia della famiglia. Zaretsky non manca di interrogarsi sul “dopo”, sul destino della psicoanalisi oggi e ancor più sul destino di quelle forme di esistenza individuale che essa aveva accompagnato, talvolta creato. |
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Alle radici
dell'odio: un'analisi del fenomeno terrorismo. Atti del convegno,
Milano 13 maggio 2006 Gli atti qui pubblicati vogliono non tanto testimoniare una proposta interpretativa psicoanalitica del fenomeno del terrorismo, quanto indicare come il metodo interpretativo, fondamento della pratica psicoanalitica clinica, non debba essere pensato solo come uno strumento "inventato" da questa pratica per una sua applicazione in un ambito limitato di tipo terapeutico-conoscitivo, ma anche come una ripresa riparativa di una modalità di funzionamento psichico, fondante dell'identità di pensiero e di riflessione dell'essere umano, che nel tempo ha subito dei blocchi di sviluppo, in senso psicopatologico. I comportamenti e i linguaggi terroristici possiedono al massimo livello le caratteristiche di incomprensibiltà, di apparente assurdità ed estraneità: il fenomeno terroristico rappresenta quindi uno stimolo, una sfida per la riflessione dello psicoanalista. |
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Melanie
Klein. La madre, la follia Madre di due figli e moglie infelice, Melanie Klein decide di entrare in analisi, diventando lei stessa, senza alcun tipo di istruzione superiore né una laurea in medicina, analista all'età di quarant'anni. Un percorso biografico e intellettuale straordinario, che apre la via a una nuova e provocatoria idea di maternità, rivoluzionando la stessa nozione di psiche. L'intreccio narrativo si fa ancora più avvincente perché Julia Kristeva riconosce in Melanie Klein una figura centrale nell'elaborazione della sua stessa visione teorica, una vera e propria madre spirituale, per cui misurarsi con il suo genio diventa occasione di confronto con se stessa e con il senso della pratica psicoanalitica. |
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Heinz Kohut.
Biografia di uno psicoanalista Heinz Kohut (1913-1981) è stato la figura più saliente nel panorama psicoanalitico americano del ventesimo secolo. Austriaco di nascita, ha trovato una nuova patria a Chicago dove, emigrato a 26 anni, è rimasto per il resto della sua vita. È considerato il capostipite della scuola della "psicologia del sé", caratterizzata da un forte accento sull'empatia rispetto alla psicoanalisi freudiana. Come molti altri grandi personaggi, la sua figura presenta innumerevoli sfumature e ambiguità ma, malgrado le tante contraddizioni, Kohut appare come una figura paradigmatica della vita intellettuale americana. |
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Rorschach
a Norimberga. I gerarchi nazisti fra memoria storica e riflessione
psicoanalitica Il volume propone un'analisi integrata dei risultati del test di Rorschach, sommnistratato ai gerarchi nazisti a Norimberga, e delle testimonianze, degli scritti autobiografici del periodo della prigionia, dei documenti psicologici e delle notizie storiche dell'epoca. Gli autori delineano così le personalità di alcuni tra i maggiori esponenti del Terzo Reich: Hermann Göring, Rudolf Hess, Albert Speer e Hjalmar Schacht. Dietro un'apparente normalità risaltano alcuni aspetti peculiari della struttura personologica dei gerarchi nazisti, che rinviano a un universo di profonda ipocrisia che mente su morte e vita e misconosce e autorizza la violenza. |
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Sigmund
Freud. Il padre della psicanalisi Con l"'invenzione" della psicanalisi, Sigmund Freud introduce una degli emblemi più significativi della cultura occidentale moderna. Il suo pensiero appartiene ormai indissolubilmente alla nostra sensibilità: dopo circa un secolo dalla sua nascita è difficile pensare alla contemporaneità senza la psicanalisi, senza cioè quella sorgente incessante di domande che arrivano al fondo della soggettività dell'uomo e ne sondano il disagio esistenziale. La grandezza della ricerca di Freud è anche quella di non essersi limitato agli ambiti strettamente "patologici", ma di aver esteso il campo della sua analisi con un approccio "etico", ancor prima che scientifico, alla società e ai suoi valori, all'origine della religione o alla genesi del processo artistico. |
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Perceval.
Un paziente narra la propria psicosi, 1830-1832 Si tratta di un testo ritrovato e pubblicato, con un'introduzione e un'attenta cura editoriale, da Gregory Bateson negli anni sessanta del Novecento. Il protagonista, John Perceval, è figlio di Spencer Perceval, ministro di Giorgio III d'Inghilterra (il "re pazzo"), che aveva avuto una parte nelle decisioni riguardo alla follia del re e alla sua cura, e nel 1912 fu assassinato da un folle nella Camera dei Cammei. Per un curioso destino, anche il figlio John, giovane ufficiale, diede segni di follia (allucinazioni religiose) e venne curato nelle migliori case di cura dell'epoca. Guarito, raccontò la sua esperienza in questo memoriale. |