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SETTORE: PSICOANALISI INFANZIA |
Il benessere
bambino "Parlando di 'benessere bambino' facciamo riferimento a quello stato esperienziale che il bambino incontra quando i suoi bisogni, le sue richieste e le sue fragilità, sono assunte nella mente degli adulti preposti alla sua cura e al suo accudimento. È la condizione ed il tipo di esperienza che il bambino, orientato alla vita, si aspetta di trovare in qualsiasi contesto lo ospiti. Condizione che necessita del pieno e goduto accoglimento della sua persona, e che facilita e consente la crescita, in quanto maturazione e possibilità di espressione delle proprie inclinazioni e potenzialità, fisiche e mentali... Il concetto di 'contenimento', introdotto da Winnicott parlando di 'holding' e ripreso poi da altri autori come Bion, rimanda, dal nostro punto di vista, alla capacità della coppiamadre di "tenere nella mente" il bambino. Una capacità, sostenuta dalla mente emozionale, legata alla possibilità di cogliere, sperimentandoli in sé, i bisogni e le esigenze del figlio e di rispondervi con modalità adattative..." (dall'Introduzione). |
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Il primo
anno di vita del bambino Un testo classico dello psichiatra e psicoanalista René A. Spitz (Vienna 1887 - Denver 1974) che ha introdotto concetti rilevanti per la ricerca e gli interventi terapeutici in psicologia evolutiva contribuendo ai significativi sviluppi della psicoanalisi post-freudiana, specialmente in riferimento all'ontogenesi e alla struttura dell'Io fondate sull'osservazione del bambino. Negli anni cinquanta Spitz aveva condotto osservazioni sul comportamento del bambino nei primi mesi di vita, in quello stadio che egli stesso definì della non differenziazione. Questo testo in particolare mostra come la relazione disturbata con la madre ostacoli gravemente lo sviluppo psicologico del bambino. |
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I dolori
della crescita L'autrice in questo libro si interroga sul binomio inscindibile che lega il dolore alla crescita, nei momenti cruciali della vita, dall'infanzia all'adolescenza alla vecchiaia. Ma dall'accresciuta capacità di sentire i propri moti interni o quelli che vengono dagli altri, o dalle opere letterarie o artistiche, nasce un affinamento percettivo, che ci rende più capaci anche di gioire e di scorgere orizzonti insospettati. L'avventura della crescita emotiva, sostenuta dalla curiosità e spesso necessitata dalla sofferenza, accompagna gli snodi della nostra esistenza e riguarda pazienti e terapeuti, anche se in modo dissimile. |
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I bambini
e i loro caregivers. Metodi e strumenti per l’osservazione
clinica della relazione e per l’intervento Le ricerche sullo sviluppo infantile, a cominciare da quello fetale e neonatale, convergono nell'indicare come questo avvenga in un contesto relazionale, dal quale dipende. Il fatto dunque che un neonato possa poi crescere con uno sviluppo ottimale piuttosto che a rischio di patologia dipende dalle sue relazioni primarie. Una valutazione circa il suo futuro sviluppo deve pertanto essere effettuata osservando, valutando e diagnosticando le relazioni e non soltanto il singolo. Il testo descrive le tecniche che, nel quadro di teorie diverse, sono state sviluppate negli ultimi trent'anni per osservare, valutare, diagnosticare la situazione relazionale tra il bimbo piccolo, neonato in particolare, e chi si prende cura di lui, in primis i due genitori. Tali tecniche, escogitate sia per la ricerca che per la clinica, si sono rivelate indispensabili per impostare interventi terapeutici nelle situazioni riconosciute come patologiche o interventi preventivi per le situazioni a rischio, o anche interventi per migliorare ulteriormente la qualità della relazione e con questa il futuro del bimbo. Anche tali interventi vanno effettuati nella relazione e sulla relazione: il "paziente" è la relazione, non il singolo individuo. |
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Psicopatologia
dello sviluppo. Modelli teorici e percorsi a rischio Il volume è un’introduzione a una disciplina che sta assumendo un ruolo sempre più rilevante per lo studio dello sviluppo e dei possibili esiti patologici nell’infanzia e nell’adolescenza. Descrive le sindromi cliniche, dai disturbi affettivi ai disturbi dell’attaccamento e a tutti i quadri clinici tipici di questa fase del ciclo vitale. Hanno collaborato qualificati studiosi italiani - Loredana Lucarelli, Giampaolo Nicolais, Anna Maria Speranza, Renata Tambelli - che hanno utilizzato un linguaggio particolarmente esplicativo facendo riferimento agli studi e alle ricerche più recenti in campo internazionale. Massimo Ammaniti, psicoanalista, insegna Psicopatologia dello sviluppo all’università di Roma “La Sapienza”. Ha curato per Raffaello Cortina il "Manuale di psicopatologia dell’infanzia" (2001) e il "Manuale di psicopatologia dell’adolescenza" (2002). |
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Bambini
depressi e genitori all'inferno. Storie di quotidiana psicoanalisi In una società in crisi come la nostra, non stupisce che nei giovani appaia oggi più radicale e più disperata la fisiologica "crisi" propria della loro età. Un'età di sogni di onnipotenza destinati inevitabilmente a infrangersi al contatto con la realtà. Bambini depressi, ipercinetici, ossessivi, ragazzi con fantasie persecutorie. Genitori e famiglie in cerca di aiuto. A partire da alcune storie cliniche che risultano a tratti agghiaccianti, l'autore riflette su quale contributo la psicoanalisi può offrire per la comprensione e la presa in carico di simili situazioni. Francesco Bisagni, Psichiatra psicoanalista, Psicoterapeuta dell'Età Evolutiva, Membro CIPA-IAAP, è autore di "Io non sono nulla. Riflessioni psicoanalitiche su bambini e uomini d'oggi" (Vivarium, 2006). |
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Fare psicoanalisi
con genitori e bambini Col rigore e la passione che le sono propri l'autrice ci offre in questo libro il risultato di 25 anni di lavoro. Muovendo da una competenza consumata nella pratica dell'Infant observation, mostra nell'impianto del libro il sapere sofferto non solo di chi osserva ma di chi si osserva. Si trovano, nel libro, indicazioni preziose non solo sull'interessantissimo aspetto di intervento preventivo precoce, ma su una visione della psicoanalisi infantile che mette il bambino al centro del suo mondo, di cui i genitori sono parte essenziale. Dina Vallino, psicologa e psicoanalista, membro ordinario con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana (SPI), psicoanalista di bambini e adolescenti della SPI e dell’IPA, docente di Infant Observation, è autrice di numerose pubblicazioni nel campo della psicoanalisi dei bambini e degli adulti. Il suo libro “Raccontami una storia. Dalla consultazione all’analisi dei bambini” (Borla 1998) ha ricevuto il premio Gradiva. |
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Psicosomatica
della prima infanzia A partire da una prospettiva psicoanalitica, le autrici mettono a fuoco le sfide, il terreno di lavoro e i possibili successi della consultazione psicosomatica con madri, padri e bambini, nell'affrontare le difficoltà che riguardano concepimento, gravidanza e primi mesi di vita della prole. Disturbi del sonno, dell'alimentazione, infezioni frequenti, manifestazioni allergiche, sono tutte espressioni somatiche cui la psicoterapia congiunta madre-bambino o madre-padre-bambino costituisce una valida risposta. Sintomi psicosomatici nel neonato sono originati da moltissimi fattori: le sue caratteristiche personali, un terreno ereditario, la mancanza di una "barriera" genitoriale che lo protegga da eccessivi stimoli esterni e interni. Disturbi assai frequenti nel bambino piccolo destano tuttavia invariabilmente, nella madre e nel padre, molta preoccupazione e ansia, cosa che a sua volta intensifica i sintomi del bebé. Questa spirale disorganizzante può essere interrotta se le angosce dei genitori trovano modo di esprimersi durante la consultazione. |
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Bambini
fuori-legge. L'infanzia e la crisi delle relazioni Il libro condensa, attraverso un linguaggio accessibile, una lettura del disagio infantile, a partire da una osservazione critica del discorso sociale ed educativo contemporaneo. Iperattività, aggressività, ansia, disturbi dell'attenzione sono tutti fenomeni in espansione. Quali sono le ragioni sociali di questi sintomi? Cosa significa essere genitori oggi? A partire da questi temi, si è voluto operare una riflessione che implicasse anche il ruolo giocato da tutte quelle figure che gravitano attorno ai bambini: genitori, insegnanti, educatori e curanti. Ne deriva un discorso che valorizza la dimensione dell'incontro tra il desiderio del bambino e quello dell'adulto, incontro necessario affinché per il soggetto possa dispiegarsi un progetto di vita. |
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Caos, labirinto,
villaggio. Bambini in una terapia di gruppo tra giochi e narrazioni Il libro descrive gli intrecci tra un gruppo di bambini e un gruppo di psicoterapeuti in un setting istituzionale. Rappresenta, per quanto possibile, un percorso di cura che non è inteso come un andare in una direzione certa e prestabilita ma un com-muoversi verso il poter sentire, sognare, pensare: "...ha il grande pregio di collocarsi...in un'area transizionale, nel senso di Winnicott, capace di offrire preziosi contributi all'integrazione tra il pensiero psicoanalitico, l'area gruppale e l'area infantile" (Eugenio Gaburri). «Questo testo è l'esito di un lavoro di cooperazione...Abbiamo osservato, per quattro anni, un gruppo terapeutico di bambini condotto da una psicoterapeuta - Laura Zannetti - in uno dei servizi territoriali della città di Bologna. Abbiamo avuto l'opportunità di osservare l'inizio, lo sviluppo e le fasi conclusive di alcuni componenti del gruppo, nonché la conclusione del gruppo stesso composto da bambini divenuti ormai pre-adolescenti...e ciò ha consentito di poter sperimentare un lutto nel vedere la conclusione di questa esperienza ed una possibilità di elaborare il lutto stesso. Si è quindi trattato di un'esperienza istituzionale in cui non è prevalsa l'esigenza della terapia "fast-food", bensì è stato consentito ai bambini un percorso terapeutico che rispettasse i loro tempi di crescita lacerati da pesanti disagi individuali, familiari e di socializzazione» (Ronny Jaffé). |
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Riprendersi
la vita. I traumi infantili e l'origine del male Marilyn Monroe, Jean Seberg, Dalila: tre donne bellissime, celebrate dive dello spettacolo che al culmine del successo hanno preferito la morte. Alice Miller, scrutando l'enigma di questi suicidi, vi scorge la sofferenza del bambino che ha visto prematuramente soffocata la propria vitalità. Niente è infatti più mortifero del mettere a tacere i propri sentimenti profondi di ribellione contro i maltrattamenti subiti da piccoli. Perché si può forse sopravvivere a un'infanzia di umiliazioni, ma non si può tornare a vivere davvero, riprendendosi l'esistenza, se non dopo aver riconosciuto la rabbia e il dolore di un tempo. Indagando su infanzie celebri o meno celebri, l'autrice ripercorre le tappe degli "omicidi dell'anima" perpetrati su bambini - sempre innocenti e inermi - che saranno poi desitinati a riprodurre sofferenze e violenze: scampati ai tormenti subiti, si tramuteranno a loro volta in carnefici. Ed è proprio nel circolo vizioso della violenza, prima patita e poi rimessa in atto in età adulta, che Alice Miller indica la radice del male, dai fatti di cronaca quotidiana, fino alle guerre e agli eccidi di massa. |
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Nella stanza
dei bambini. Tra letteratura per l'infanzia e psicoanalisi Quanti sogni infranti si sono rifugiati nella stanza dei bambini? E i bambini li usano per crescere, per diventare adulti capaci di sognare, o ne sono ostaggio, perché devono rappresentare la speranza che i "grandi" non sono riusciti a proteggere? L'infanzia narrata evoca metafore potenti e pone domande di senso aperte e sempre nuove, che suscitano altre curiosità e impongono nuove esplorazioni. Grandi temi dell'immaginario, quali il tempo, la crescita, la morte, lo sguardo, sono indagati da una studiosa di letteratura per l'infanzia e da una psicoanalista nelle loro zone d'ombra e nei loro aspetti meno conosciuti e rassicuranti. |
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La psicoterapia
psicoanalitica madre-bambino. Prevenire e curare il disagio del
bambino e del suo ambiente Il disagio delle giovani coppie alle prese con la genitorialità costituisce un dato inequivocabile con il quale gli operatori del settore si confrontano da anni. Poiché elemento portante e costitutivo dello sviluppo del bambino è la relazione affettiva con l'ambiente primario, solo all'interno di tale relazione è possibile l'attivarsi e l'articolarsi delle potenzialità del bambino sia sul piano biologico funzionale che su quello psichico. I lavori italiani e stranieri raccolti in questa monografia si articolano intorno al tema della precocità dell'intervento terapeutico e riguardano le psicoterapie a orientamento psicoanalitico rivolte ai piccoli pazienti e ai loro genitori, in particolare alle madri, in un setting congiunto. |
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Apprendere
dal bambino. Riflessioni a partire dall'Infant
Observation «...La caratteristica più rilevante dell'atteggiamento conoscitivo assunto da Apprendere dal bambino mi sembra il rifiuto di considerare l'Infant Observation come una conquista realizzata una volta per tutte, atteggiamento che, sebbene a mio parere "dovuto" a ogni metodo empirico, può apparire inattuale in anni in cui l'osservazione è divenuta pratica diffusa e indiscussa in ambito psicoanalitico oltre che psicologico. Ma, come sa chi si occupa di Infant Observation, non basta avere gli occhi per saper osservare, occorre un lungo lavoro di apprendimento, autocritica e confronto con le osservazioni degli altri perché si giunga a una - provvisoria - obiettività... Il bambino è qui avvicinato con grande rispetto per la sua soggettività, con attenzione a non prevaricarlo, con la sensibilità di non proiettare su di lui la mente adulta dell'osservatore» (Silvia Vegetti Finzi). |
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Il bambino
e il rischio del virtuale Internet, blog, chat, messaggerie istantanee, videogiochi, reti...Lo sviluppo delle nuove tecnologie ha rivoluzionato le nostre consuetudini sociali, nello stesso tempo gli schermi sono diventati capaci di stimolarci a dialogare con loro. Non offrono più solo delle immagini da guardare, ma ci rimettono in contatto con gli scambi interattivi precoci che legano un bambino a un adulto nei gesti, nella mimica e nei vocalizzi condivisi. Queste modalità di utilizzo delle nuove tecnologie si accompagnano a forme inedite di socializzazione, ma anche di desocializzazione. Qual è il loro ruolo nella costruzione della personalità e nelle sue disfunzioni? In che cosa favoriscono oppure ostacolano i riferimenti dell'identità? Che cosa spinge alcuni bambini ad immergervisi? Quali aspettative soddisfano e quali rischi corrono? Si cerca una nuova cultura, che certamente può portare a nuove patologie, ma che non esclude un uso terapeutico delle opportunità che offre. Questo libro, chiaro e nello stesso tempo erudito, segna una tappa importante per comprendere i nostri rapporti con le macchine. Interesserà non solo i clinici, ma anche gli educatori e i genitori. |
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Manuale
di psicoterapia breve per i disturbi emozionali nei bambini Questo Manuale si propone di suggerire una via per la modificazione delle inter-azioni tra genitori e figlio che non sia semplicemente basata su indicazioni e prescrizioni ai genitori di modifica comportamentale. In tal senso la psicoterapia qui descritta può essere definita psicodinamica poiché è essenzialmente basata sull’aiuto a comprendere come le relazioni interne condizionano le relazioni esterne. Tuttavia, essa si differenzia in modo significativo dalle classiche terapie a orientamento psicodinamico che considerano il sintomo del bambino come un epifenomeno di meccanismi inconsci dal cui affronto e risoluzione dovrebbe dipendere quasi magicamente il cambiamento comportamentale. Rispetto a queste terapie, che solitamente mantengono ben distinto il lavoro con il bambino da quello con i genitori, il Manuale pone al centro il lavoro sulle inter-azioni attuali e passate. L’ipotesi è che ciò possa permettere una maggiore rielaborazione nei genitori, e nei figli, dei loro Modelli Operativi Interni e che tale rielaborazione abbia un effetto più stabile e duraturo nella facilitazione della presa di coscienza dei sintomi del bambino e del fatto che essi sono comunque sempre un'espressione di malessere nel rapporto tra sé e l’altro. |
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Psicologia
clinica in età evolutiva Un volume completo, che offre un'approfondita esposizione nell'ambito della psicologia clinica nell'infanzia e nell'adolescenza. Spazia dagli approcci teorici agli strumenti per la valutazione diagnostica, alla descrizione delle organizzazioni e delle classificazioni psicopatologiche con dovizia di casi clinici, e si conclude con tre contributi di possibile applicazione della psicologia clinica nei servizi. Questo testo rappresenta un efficace e articolato momento di sintesi nel panorama della letteratura psicopatologica, ma anche un utile strumento concreto per tutti coloro che, in una prospettiva psicoanalitico/relazionale, si occupano della cura e della prevenzione del disagio psichico in età evolutiva. Laura Fontecedro insegna Psicologia Clinica all'Università di Verona e si occupa di psicoterapia psicoanalitica nell'infanzia e nell'adolescenza. |
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Identificazione
e trasmissione psichica fra gli adulti e il bambino / 1. Quaderni
di Psicoterapia Infantile 56 Indice di questo numero: F. Borgogno, M. Vigna-Taglianti, Identificazione e trasmissione psichica fra gli adulti e il bambino; Storia: F. Borgogno, Perché ri-pubblicare L'identificazione di Alice Balint?; J. Dupont, Alice Balint: una vita breve ma fruttuosa; A. Balint, L'identificazione; G. Cassullo, Alle radici della psicoanalisi britannica. Tema del numero: D. Vallino, M. Macciò, La «svolta» di Bion; T. Rocha Leite Haudenschild, Esplorazioni della corporeità e accesso alla verbalizzazione nell'analisi di due bambini con difese autistiche; C. Fix Korbivcher, Bion, Tustin e le trasformazioni autistiche; M. Maranhão Fagundes, Un bebé sul lettino: un breve «sogno» sull'uso della funzione alfa; G. D'agostino, C. Marinetti, Gioco e trasformazioni del campo nella terapia di gruppo con bambini; M. Conci, Sullivan e Bion: un confronto illuminante; L. Casadio, Processi in co-evoluzione: Bateson, Bion e «l'infantile». |
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Identificazione
e trasmissione psichica fra gli adulti e il bambino / 2. QPI
n. 57 Indice di questo numero: F. Borgogno, M. Vigna-Taglianti, Identificazione e trasmissione psichica fra gli adulti e il bambino; Clinica: N. C. Marucco, Una revisione e un aggiornamento del concetto di trauma alla luce della clinica psicoanalitica; E. L. Bichi, Laura: una «passeggera in transito » tra infanzia e adolescenza; C. Nemas De Urman, Il romanzo familiare in adolescenza. Una questione di identità; M. Vigna-Taglianti, Il nido delle aquile: corpo, azione e trasformazione nella psicoanalisi infantile; P. Massaglia, E. Bonassi, R. Gemello, L'incontro terapeutico come campo di riscoperta di relazioni autentiche; C. Ricco, La matrice relazionale del sé: fallimento genitoriale e trauma evolutivo nei figli; G. Guasto, Bambini mal accolti e poppanti saggi; C. Romano, Edipo: un bambino mal accolto e la sua pulsione di morte; Esperienze: F. Borgogno, La psicoanalisi infantile a Torino; P. Massaglia, Livia Di Cagno: una nota biografica; P. Furgiuele, Da psicologa a psicoterapeuta psicoanalitica infantile: ricordi, esperienze, pensieri; F. Borgogno, A.S.A.R.N.I.A.: onore a un mio «campo di battaglia»; P. Arfelli, M. Gandione, A. Lombardi, Formazione e trasformazione: riflessioni su un percorso di crescita; M. Vigna-Taglianti, Un ricordo personale; Letture. |
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