| Archivio
p.1 |
SETTORE:
PSICOANALISI CLINICA E TECNICA - le schede dei mesi precedenti |
> vai a archivio p.2 |
| L'altra faccia della luna.
Emozioni e psicoanalisi L'autore comincia la sua ricerca partendo dalla responsabilità professionale: come mai in certi momenti "abbiamo le antenne", siamo in grado di ascoltare i nostri pazienti, dialogare creativamente con loro, proporre delle ipotesi di senso, ed in altri invece riusciamo a esprimere solo interpretazioni libresche? E queste due categorie di eventi sono peculiari della relazione analitica, oppure sono comuni a tutte le relazioni umane? Da queste domande nasce la proposta di un modello di mente e di relazioni col mondo fondato sull'universo delle emozioni, "l'altra faccia della luna" rispetto a quello rappresentativo e razionale. All'universo delle emozioni viene riconosciuta una funzione "semaforica" rispetto alla possibilità di fare esperienza e di costruire relazioni simboliche da un lato, e alla necessità di rifugiarsi nelle difese transferali o nella psicosi dall'altro. |
|
| L’analista "in gioco".
Quaderni di Psicoterapia Infantile 54 a cura di F. Borgogno, M. Vigna Taglianti Roma, Borla, 2007 ISBN: 978882631642-0 278 p. € 22,50 Settore PSICOANALISI CLINICA E TECNICA Da alcuni anni si affacciano nel panorama internazionale nuove idee, provenienti da paesi e culture anche assai differenti tra loro, riguardo alla tecnica psicoanalitica: l’elemento che le accomuna è una specifica attenzione alla posizione emotivo-affettiva dell’analista nel corso della seduta e alla maniera con cui egli la traduce nei suoi personali modi di intervenire e interagire – verbalmente e non – col paziente all’interno dell’analisi. Il filo rosso che collega i saggi raccolti nel volume è per l’appunto "l’analista in gioco": secondo un’ottica per cui “‘interpretare’ non significherebbe più esclusivamente ‘mettere in parole’ ma, affinché siano trovate parole efficaci e trasformative, principalmente ‘stare al gioco’ e ‘nel gioco’, e cioè ‘interpretare’ nel senso di essere disponibili a recitare temporaneamente le parti che il paziente ci chiede di recitare, al fine di esperire sulla nostra pelle i suoi accadimenti mentali e di vita per essergli veramente d’aiuto nel suo successivo poterli ricordare” (dall’introduzione di F.Borgogno e M. Vigna Taglianti). |
|
Angoscia
e depressione. Coordinate teorico-cliniche nella prospettiva
psicoanalitica Il volume propone due seminari inediti organizzati da Simona Taccani (del CeRP) e Paul-Claude Racamier, uno sull'angoscia, l'altro sulla depressione (riproponendo alcune pagine cliniche dello stesso Racamier sulla gelosia e l'aggressività depressiva). Due «affetti» fondamentali nello psichismo umano sono trattati in questo testo sia dal punto di vista teorico psicoanalitico, sia attraverso numerose esemplificazioni cliniche. La dimensione intersoggettiva e la dimensione relativa al Sé vengono viste nel loro intreccio reciproco come dimensioni strutturanti della psiche. L'angoscia, considerata nella sua radice umana e psicoanalitica originaria, è discussa attraverso esemplificazioni cliniche e infine applicata alle sue più inquietanti manifestazioni nel registro psicotico. La depressione non viene definita come patologia a sé, unica e rigida, piuttosto se ne vedono le manifestazioni e le emergenze distribuite in diversi modi espressivi, livelli e sintomatologia. L'attualità e la peculiarità del testo stanno in questa capacità di considerare sia la prova patologica sia le radici di questa nella psiche e nella sua interattività. La distinzione posta inizialmente tra questi due grandi affetti è ciò che permette di costruire l'esistenza dell'Io come sostanzialmente paradossale. |
|
L'Annata Psicoanalitica
Internazionale n. 2/2006 Questo numero della rivista presenta, nella traduzione in lingua italiana, una scelta di testi pubblicati nel 2004 in "The International Journal of Psychoanalysis". Saggi di: Fred Busch, Antoine Corel, Christian Delourmel, Peter Fonagy, James S. Grotstein, Theodore J. Jacobs, Juan Pablo Jiménez, Johan Norman, Thomas H. Ogden, Rosine J. Perelberg, Owen Renik, Neville Symington, Paul Williams. |
|
L’arte
della psicoanalisi. Sognare sogni non sognati Presentando un modo originale di concepire il ruolo del sogno nella psicologia umana, Ogden offre un punto di vista unico sulla psicoanalisi. A partire dal lavoro di Sigmund Freud, Melanie Klein, Donald Winnicott e Wilfred Bion, l’autore analizza l’idea che la psicopatologia sia legata al fallimento della capacità dell’individuo di sognare la propria esperienza. Con chiare esemplificazioni cliniche viene illustrato il ruolo che l’analista svolge nel partecipare psicologicamente ai sogni del paziente.Thomas H. Ogden è direttore del Center for the Advanced Study of the Psychoses e full member dell’International Psychoanalytical Association. |
|
Ascoltando tre generazioni.
Legami narcisistici e identificazioni alienanti Quanto un paziente può essere influenzato dalla trasmissione di forze inconsce provenienti da storie accadute prima della sua nascita? Quanto queste possono essere verbalizzate se né lui né l'analista le conoscono? Questo volume studia in modo originale il problema della trasmissione dei legami narcisistici tra generazioni, fornendo una base per comprendere fenomeni anche estremi come il genocidio e il terrorismo. Arricchendo di nuovi significati i concetti psicoanalitici classici, la Faimberg dimostra come i legami narcisistici che passano attraverso le generazioni possono schiudersi nell'intimità dell'analisi attraverso il linguaggio privato del paziente. I concetti di dimensione narcisistica della configurazione edipica e di identificazioni narcisistiche alienanti forniscono un importante contributo alla comprensione delle relazioni fra tre generazioni. |
|
L'assetto mentale dello
psicoanalista nella consultazione Questo volume raccoglie gli interventi degli psicoanalisti che hanno partecipato al Convegno sulla consultazione dello psicoanalista, che il Centro ha organizzato a Milano nell'ottobre 2004. Le manifestazioni del disagio psichico sembrano subire un costante aumento quantitativo oltre che una modifica di tipo qualitativo, interessando strati sempre più vasti della popolazione e coinvolgendo situazioni sempre nuove. In questo contesto oggi lo psicoanalista non è più solo colui al quale ci si rivolge quando si ha intenzione di intraprendere un'analisi personale, ma anche colui a cui si richiede un'attività di consulenza nei campi più disparati legati ad una società in continua trasformazione. |
|
L'assistenza terapeutica
ai rifugiati. Nessun luogo è come casa propria Negli ultimi due decenni il mondo è stato testimone delle migrazioni più ampie mai registrate nel corso della storia. Si stima che ottanta milioni di persone abbiano abbandonato i propri paesi. Il libro affronta, in maniera magistrale, il problema dell'essere senza tetto dei rifugiati, i loro tentativi di recuperare un senso di «casa», le loro esperienze personali, o come testimoni, di violenze – fisiche ed emotive – subite. Il cuore del libro è costituito dalla ricerca mirata a far sì che l'assistenza terapeutica, nelle sue molteplici forme (legale, scolastica, medica, psicologica…), possa aumentare le opportunità dei rifugiati di guarire e di imparare a convivere con le loro incredibili perdite, ripristinando nel contempo il senso di coerenza e di significatività della vita. |
|
Attualità
del transfert. Articolazioni, varietà cliniche, evoluzioni Dalle prime concezioni che lo vedevano come ripetizione, cliché, ristampa, fino a quelle che lo consideravano un rifacimento che si lega ad un aspetto nuovo del presente ed è influenzato dalle caratteristiche attuali dell'oggetto, il concetto di transfert si è progressivamente allargato. Differenti modelli e teorie hanno sviluppato i significati impliciti nella parola: traduzione, comunicazione, trasmissione, proiezione, spostamento o trasporto. Come osserva Vincenzo Bonaminio nella Prefazione, "la scoperta del transfert, vero motore della cura psicoanalitica, attraversa tutta l'opera freudiana… È importante (...) riportare pienamente alla luce quella corrente insita ab initio nella psicoanalisi, che vede nella relazione con l'altro, nel transfert come nel sogno, l'essenza della pratica psicoanalitica". Il volume, nato dal lavoro condotto dagli psicoanalisti del Centro di Psicoanalisi Romano, mette in luce una straordinaria ricchezza e profondità sia clinica che teorica nell’approfondire temi importanti come il transfert in relazione ai livelli di funzionamento della mente, ai fattori terapeutici, alle caratteristiche emergenti nell'ora analitica. Ai quali si è aggiunto lo studio di alcune patologie particolari come gli stati limite o di setting specifici come quelli con i bambini, gli adolescenti e i genitori. |
|
L'azione
terapeutica. Una guida alla terapia psicoanalitica. Contiene lo Psychotherapy Process Q-set (strumento e manuale di codifica). Il volume propone un modo nuovo di considerare l’azione terapeutica, mostrando come individuare i pazienti che possono trarre beneficio dalla terapia psicodinamica, come descrivere quello che accade nel trattamento e come valutarne l’esito. Utilizzando trascrizioni di sedute cliniche, Enrico E. Jones ci offre una prospettiva unica sulle interazioni che si verificano realmente tra paziente e terapeuta, identificando specifici interventi in grado di promuovere il cambiamento. |
|
Biografie
dell'inconscio "Proporre una biografia dell'inconscio costituisce un'impresa particolarmente audace. Per Salomon Resnik, si tratta di una cosa ben diversa dal comporre una storia del concetto di inconscio. Certo, il capitolo che dà il suo titolo all'opera descrive con minuzia il lungo progredire dei suoi preconcetti attraverso le categorie dell'oscuro, dell'occulto, del nascosto, del segreto e dell'enigmatico. Questo argomento iniziale, tuttavia, viene costantemente chiarito e arricchito da altri due temi: l'inconscio è anche la nostra biografia; esso scrive la nostra vita ed è il percorso e l'esperienza della cura che ce lo fa conoscere. Infine, Resnik sa anche che egli propone nello stesso tempo in questo libro una vera autobiografia del suo rapporto con l'inconscio... Un percorso appassionante e commovente di un uomo che ha inscritto la sua vita nella psicoanalisi per scrutarvi l'identità umana e i suoi confini con la follia, con l'arte, con l'incessante interrogarsi della filosofia" (dalla prefazione di René Kaës). Salomon Resnik, psicoanalista e psichiatra membro dell'Associazione internazionale di psicoanalisi, ha studiato in Argentina, proseguendo la propria formazione a Londra con Melanie Klein, Wilfred Bion, Donald Winnicott ed Esther Bick. |
|
Buio dentro.
L'enigma della depressione nei bambini e negli adolescenti La depressione nei bambini e negli adolescenti è un fenomeno diffuso, spesso nascosto dietro sintomi come antisocialità, disturbi del comportamento, difficoltà scolastiche e iperattività. Data l'entità del fenomeno, quali criteri sono adatti a comprenderlo e curarlo? Quali le somiglianze e le differenze rispetto ai modelli che, come psicoterapeuti e psicoanalisti, utilizziamo per gli adulti? Risposte affrettate e generiche, volte alla scomparsa dei sintomi spesso cercata con il ricorso immediato al farmaco, finiscono per essere una falsificazione del problema, che ne ostacola la risoluzione. Il volume propone una riflessione teorica e clinica approfondita sulla depressione, sia nel suo significato patologico che in quello trasformativo ed evolutivo. Sostiene la possibilità di utilizzare il modello psicoanalitico come mezzo di comprensione dell'origine del problema e dei suoi legami con il contesto genitoriale e familiare e come strumento terapeutico di eccellenza per entrare in contatto con i nuclei interni profondi attraverso il paziente lavoro di decodifica realizzabile all'interno della relazione terapeutica. |
|
Il burnout
in psicoanalisi Una caratteristica comune delle professioni socio-assistenziali è che la natura del lavoro svolto comporta un intenso coinvolgimento emotivo: l’interazione tra operatore e utente è focalizzata su problemi e disagi di quest’ultimo (psicologici, sociali, fisici, lavorativi) ed è in quanto tale frequentemente gravata da sensazioni d’ansia, imbarazzo, inadeguatezza, paura, fino a raggiungere talvolta livelli di disperazione. Poiché non sempre la soluzione delle difficoltà disadattative o disfunzionali dell’utente è semplice o facilmente raggiungibile, la situazione può diventare ancora più ambigua e frustrante e generare una condizione cronica di stress, la cui esposizione prolungata può logorare emotivamente l’operatore e condurlo al burnout. |
|
Il cerchio
magico. Scritti sulla supervisione psicoanalitica |
|
Come vento,
come onda. Dalla finestra di uno psicoanalista. Coltivare ideali,
illusioni e sogni per proteggerci dalle angosce Senza (o quasi) parlare di pazienti o di teoria, uno psicoanalista «impegnato» abbandona temporaneamente lo stile scientifico scrivendo questi dieci racconti in cui si aggira tra argomenti di varia quotidianità (la cura della sofferenza amorosa; gli affetti legati al luogo in cui viviamo; l’esordio in corsia di un futuro medico; ma anche la curiosa ricerca di un cane raro e scorbutico; il memorabile passaggio, in una palestra di provincia, di un leggendario maestro giapponese di karate ecc.), mantenendo il gusto osservativo di chi, abituato al contatto col mondo interno, riflette su quello esterno in base a un punto di vista del tutto particolare. Le sue conclusioni, affettuosamente ironiche, sono che l’essere umano ha comunque la necessità - per vivere sufficientemente bene - di coltivare ideali, illusioni e sogni che lo proteggano almeno in parte dalle angosce e che diano rappresentazione e prospettiva ai suoi bisogni e desideri profondi. |
|
| Conflitti affetti cultura.
Franco Fornari 2005. Atti del convegno Milano 20-22 Maggio 2005 Milano, CMP, 2007 (Centro Milanese di Psicoanalisi Cesare Musatti) 240 p. € 18,00 Settore PSICOANALISI CLINICA E TECNICA Il volume presenta i principali contributi del Convegno promosso - nel ventennale della scomparsa di Franco Fornari (1921-1985) - da Coirag, dal Minotauro e dal Centro Milanese di Psicoanalisi CesareMusatti. “Una riflessione critica sull’opera di Fornari dimostra l’attualità di molte sue elaborazioni teoriche e la fecondità dello sviluppo di diversi aspetti del suo pensiero. In un’epoca nella quale i conflitti in tante parti del mondo provocano sempre nuove guerre e nella quale assistiamo al tentativo di trasformazione nelle relazioni fra i popoli e le istituzioni, una lettura dei processi individuali e sociali di rappresentazione degli affetti può offrire un importante contributo alla costruzione di una nuova cultura della pace, come capacità di analisi e di gestione non ideologica dei conflitti.” (…) Fornari ha elaborato “un modello teorico che ha applicato non solo al lavoro clinico individuale, ma anche ad una originale analisi dei gruppi, dei conflitti istituzionali e sociali, della guerra, dei prodotti culturali dalla letteratura alle arti figurative e alla musica, passando per innovative intuizioni sul simbolismo di malattie somatiche come il cancro” e affermando “una caratteristica essenziale del pensiero psicoanalitico: ampliare i territori che mano a mano esplora” (dalla Presentazione di Giovanna Cantarella e Marco Sarno). |
|
Corpo e
Psicoanalisi A più di cento anni di distanza dalla nascita della psicoanalisi, la questione del corpo, della sua interrelazione con la dimensione psichica e della mediazione inconscia tra corpo e psiche, rappresentano, unitamente al controverso contenitore clinico della psicosomatica, uno degli ambiti di ricerca che maggiormente impegnano sul piano scientifico e culturale gli psicoanalisti. Lo statuto del corpo in psicoanalisi, presente già a Freud come tema irriducibile, costituisce l'argomento di questo volume, che raccoglie scritti originali di psicoanalisti che hanno fatto di questo tema il loro principale oggetto di studio. Si tratta di contributi diversi che, per prove¬nienza culturale e geografica, esprimono alcune delle differenze che il panorama psicoanalitico ha iniziato a presentare immediatamente dopo la morte del fondatore. In appendice, un lavoro di Georg Groddeck del 1929, finora inedito in italiano, riporta il lettore ad un'epoca nella quale la ricerca psicoanalitica era, innanzitutto, una scelta di campo. |
|
Credenza e immaginazione Il libro raccoglie i lavori dell'autore, scritti nell'arco di 15 anni, che affrontano i temi della relazione esistente tra credenza e conoscenza e del posto occupato nella mente dall'immaginazione. Esplorando i diversi aspetti delle credenze che emergono dal lavoro psicoanalitico, Britton esamina la relazione tra realtà psichica e narrativa, e i modi in cui le questioni della credenza, dell'immaginazione e della realtà sono esplorate nelle opere di Wordsworth, Rilke, Milton e Blake. |
|
Cura analitica
e Transfert. Dalla rimozione al diniego "Marucco rappresenta una punta avanzata di una specifica fase culturale della psicoanalisi argentina, interessata ad integrare contributi europei (soprattutto francesi) su una base di tradizione scientifica locale; ma la sua rilettura dei maestri europei (Freud per primo, ma anche Green e Laplanche, tra i suoi favoriti) e la loro ri-combinazione rigorosa dal punto di vista teorico avvengono nella sua opera seguendo percorsi del tutto personali, con uno stile di pensiero e di scrittura ricchi di originalità... La linea portante di molte sue riflessioni è, a mio avviso, soprattutto quella che si muove al confine tra i meccanismi di difesa nevrotici e quelli psicotici nel funzionamento di base, tra rimozione, scissione e diniego. In questo ambito, Marucco ha fornito una serie di concettualizzazioni ardite e geniali (basti ricordare, tra le altre, quella del "feticcio virtuale"), che lo rendono un ricercatore psicoanalitico contemporaneo d'avanguardia" (dalla Presentazione di Stefano Bolognini). |
|
Destini
delle identità Nuovi miti identitari e nuove forme di sapere sulle identità mettono in crisi il vecchio ordine familiare, la differenza tra i sessi e tra le generazioni, le identità di genere e la stessa etica. La molteplicità dei processi di soggettivazione nell'attuale epoca della «tecnopoiesi» ha generato una consistente varietà di modi di concepire l'identità umana. Questo cambiamento ha contribuito a dissolvere l'identità in una miriade di modelli progettati dalle ideologie presenti nella cultura attuale, generando negli individui e nei gruppi umani crisi identitarie. La scienza, la letteratura e le esperienze artistiche della nostra epoca insistono nel sottolineare questo fenomeno. Una trasformazione storica delle identità si è effettivamente compiuta e si manifesta nelle "identità mutanti", vere e proprie mutazioni antropologiche dell'umano, presentandosi nella soggettività di ognuno come una ferita aperta, una lacerazione, un evento enigmatico. Lucio Russo, psicoanalista con funzioni didattiche della Società Psicoanalitica Italiana, fa dialogare alcuni tra i maggiori psicoanalisti (Freud, Bion, Fédida, Lacan, Milner e Winnicott) e costruisce feconde ibridazioni tra il linguaggio psicoanalitico e quello letterario, ripensando, attraverso la sua esperienza clinica, i limiti delle identità per differenziare ciò che è invariante da ciò che non lo è nella formazione soggettiva del senso di sé. |
|
La diacronia in psicoanalisi La questione della diacronia, posta al centro dei dibattiti all'epoca dello strutturalismo, ha sollevato in ambito psicoanalitico una serie di interrogativi che hanno dovuto affrontare il problema dell'originario (fantasmi e significanti-chiave, Lacan) e quello della ripetizione, tardivamente scoperta da Freud, ma destinata a un ruolo fondamentale. La rimemorazione, tema centrale degli inizi della psicoanalisi, è ormai considerata nel suo rapporto con la coazione a ripetere. I ricordi da recuperare nella cura sono meno importanti dei segni della temporalità all'opera. L'illusione del completo superamento dell'amnesia infantile cede il posto alle costruzioni nell'analisi. |
|
Diagnosi e psicoterapia
psicoanalitica Gli autori riflettono sullo sviluppo dello psichismo. A partire dallo strutturarsi del legame, tracciano lo sviluppo psichico del neonato e l’evoluzione dell’attività di pensiero fino alla conquista delle capacità simboliche, che determina i differenti livelli di mentalizzazione, che a loro volta conducono a realizzare l’organizzazione della personalità. Nella visione psicoanalitica l’esperienza del vissuto edipico, genitale, rappresenta il livello più evoluto di sviluppo dell’organizzazione della personalità. L’interazione di variabili biologiche psicoaffettive conduce alla formazione della personalità, alla sua strutturazione normale o patologica. Il versante patologico viene affrontato tenendo conto delle caratteristiche strutturali che configurano le diverse categorie nosografiche di appartenenza della personalità: psicotica, nevrotica, stati limite. |
|
Dialogo sulla natura del
transfert Generalmente il transfert viene inteso come il fatto che il paziente assimila il padre, la madre alla persona dell'analista, rivive l'amore o il non-amore che ha ricevuto dai suoi genitori o che ha dato loro. Come tutte le idee correnti, questa idea non è falsa. Del resto, molti analisti la assumono tale e quale come propria. Ma essa nasconde quel che c'è di strano e di estraneo nel transfert, la sua "follia", in analisi. Un'altra idea corrente nasconde la follia della teoria: la psicoanalisi sarebbe - il dibattito non è nuovo - o una scienza o un'arte. Ora, il transfert fa della psicoanalisi una categoria anomala del sapere, crea un autentico paradigma a parte nel campo della conoscenza. Nella cura, due persone si parlano: questo apre a tutt'altra cosa che a un dialogo. E se, nella teoria, il transfert avesse la stessa virtù, paradossale, di mettere non solo il sapere ma anche lo scambio in una situazione irregolare? |
|
Il dialogo scientifico sull'osservazione
e sull'esperienza psicoanalitica Il volume raccoglie la documentazione sul lavoro svolto dal Comitato Nazionale per la Ricerca dall'ottobre 2002 al dicembre 2004. Dopo una introduzione che contiene riflessioni generali sull'attività e una breve storia ed evoluzione del comitato, una seconda parte riporta le conclusioni raggiunte in seguito all'analisi dell''esperienza del gruppo e alle risposte dei soci ai questionari e alle relative elaborazioni statistiche che ne sono conseguite. |
|
La dimensione
fraterna in psicoanalisi Il legame fraterno occupa una posizione satellitare nell'economia della teoria e della clinica freudiane, ordinate a partire dalla centralità del complesso di Edipo. Rivalità e legame risultano essere, alla luce dei più recenti contributi sul tema, le due polarità costitutive della questione fraterna, il nodo a partire dal quale essa prende forma. Se, da un lato, il fratello - o la sorella - rappresenta il primo nemico, rispetto al quale prendono forma vissuti di gelosia e di rivalità, la relazione fraterna è, d'altro lato, anche quella in cui il gioco dell'identificazione e dell'amore è più stretto. L'altro/simile, inteso come doppio speculare, forgiato in origine nel rapporto con la madre, diviene il punto di partenza del complesso fraterno. Ciò che lega intimamente i fratelli - e le sorelle - è l'avere gli stessi genitori; ma è questa stessa condizione, con l'inevitabile gelosia connessa al dover condividere un unico e identico oggetto d'amore, quella che li divide inesorabilmente e li vota alla concorrenza. I contributi presenti nel volume, di carattere teorico, clinico e culturale, individuano le tre direzioni in cui si muove oggi la ricerca psicoanalitica sulla questione fraterna, orientata sempre più alla reimpostazione del discorso metapsicologico. |
|
| La dimensione narcisistica
della personalità Esiste sempre, in proporzioni variabili, un funzionamento narcisistico coesistente ad un funzionamento oggettuale. Ciò presuppone una scissione evolutiva e difensiva della personalità. Quando questa dimensione narcisistica è predominante, si può parlare di narcisismo patologico, le cui forme di organizzazione sono due: il "narcisismo persecutore" ed il "narcisismo maniacale". Parallelamente, nelle cure analitiche e psicoterapeutiche si può mettere in evidenza l'esistenza di un doppio transfert narcisistico ed oggettuale. Arricchito di esempi clinici che illustrano i differenti aspetti di questo doppio transfert, questo libro propone un modello di comprensione originale del narcisismo, delle organizzazioni narcisistiche patologiche e delle loro manifestazioni nei trattamenti psicoanalitici e psicoterapeutici. |
|
Il dolore
estremo. Il trauma da Freud alla Shoah Dopo la ritrattazione, da parte di Freud, della teoria della seduzione da lui stesso formulata, e dopo gli scontri con Ferenczi, che del trauma come realtà rimarrà convinto, è necessario aspettare più di un secolo per arrivare ad una ridefinizione del trauma nei suoi elementi di realtà effettiva oltre che fantasmatica, di breccia aperta nella struttura psichica dell'individuo, di superamento irreparabile di una soglia, provocato appunto da eventi reali. In mezzo, c'è la tragedia della Shoah, insieme agli altri genocidi e atrocità di cui il secolo appena trascorso si è macchiato. Nel prendere atto che è una precisa responsabilità della psicoanalisi testimoniare, a partire dall'individuo, quanto è effettivamente accaduto, e tornare a occuparsi della realtà storica, si delinea con chiarezza una posizione etica specifica del terapeuta che ridefinisce la psicoanalisi stessa come "sopravvissuta", e quindi destinata a portare testimonianza, a farsi carico (della tragedia) dell'altro. Nella comprensione di come il trauma agisca persino nel passaggio da una generazione all'altra, nel lavoro coi figli di chi è sopravvissuto a traumi non provocati da catastrofi naturali ma dall'intento umano, singolo o socialmente organizzato e istituzionalizzato, si può intravedere una linea teorica e clinica della psicoanalisi contemporanea: da esercizio di responsabilità individuale a impegno sociale, quasi una presa in carico della sofferenza causata alla comunità dai suoi stessi membri, per non dimenticare. |
|
L’Edipo.
Il concetto cruciale della psicoanalisi "L’Edipo di cui mi accingo a parlare è una leggenda che spiega l’origine della nostra identità sessuale maschile e femminile, e che spiega anche, più al di là, l’origine delle nostre sofferenze nevrotiche. È una leggenda che riguarda tutti i bambini, ed è indifferente che questi vivano in una famiglia classica, monogenitoriale, ricomposta, o ancora che crescano in seno a una coppia omosessuale, o perfino che siano bambini abbandonati, orfani e adottati dalla società. Nessun bambino sfugge all’Edipo! Perché nessun bambino di quattro anni, femmina o maschio, può sottrarsi al torrente di pulsioni erotiche che lo invade, e perché nessun adulto dell’ambiente circostante può evitare di essere bersaglio di queste pulsioni e di doverle arginare". J. D. Nasio, psichiatra e psicoanalista, allievo di Jacques Lacan, già professore presso l’Università Paris VII, fondatore e oggi direttore dei Seminari Psicoanalitici di Parigi, scuola di formazione rivolta a psicoanalisti, psicologi e assistenti sociali, è autore di numerose pubblicazioni divenute classici di psicoanalisi. |
|
Elogio della psicoanalisi Ben duemila lettere testimoniano la saldezza dell’amicizia tra Freud e Ferenczi: allievo prediletto del maestro, che lo chiamava con affetto scherzoso il suo "paladino", il suo "gran visir". Quando nel 1922 Ferenczi si decise a raccogliere i saggi che compongono questo volume, Freud ne fu lietissimo, perchè il giovane movimento psicoanalitico stava allora lottando per riorganizzarsi dopo la guerra. Gli scritti della prima parte adempiono brillantemente ancora oggi alla loro funzione divulgativa. Ma e soprattutto nei saggi della seconda parte che Ferenczi dimostra l’originalità innovatrice del proprio pensiero. Con la sua concezione della psicoanalisi come scienza sociale, e con l’attenzione portata ai conflitti reali tra individuo e ambiente, Ferenczi appare qui un vero e proprio precursore della teoria critica della Scuola di Francoforte. |
|
Evitare
le emozioni, vivere le emozioni L'attenzione è rivolta alle modalità in cui si formano le emozioni, a come vengono vissute sia da parte del paziente sia da parte dell'analista. Com'è nello stile dell'autore, la teorizzazione viene "narrata" attraverso materiale clinico di pazienti adulti e bambini e si evidenziano gli strumenti che rendono possibili tali narrazioni. Di grande utilità è il capitolo dedicato alle esercitazioni cliniche, incluso per la prima volta in un testo di psicoanalisi. Viene posto un problema con differenti soluzioni possibili: sta al lettore, sulla base del contenuto del volume, cimentarsi con i quesiti proposti, che mettono alla prova la capacità di moltiplicare i punti di vista. |
|
Falsi idoli.
Le culture del feticismo Louise Kaplan, la grande psicoanalista newyorkese che in "Perversioni femminili" aveva disvelato il mondo intimo delle donne, con questo libro racconta la marea montante di una nuova insidia della postmodernità: la strategia feticista. Non sono più in questione soltanto pratiche sessuali bizzarre che prevedono rituali «rassicuranti» e sostanzialmente innocui. Sono comparsi innumerevoli nuovi feticci: la maglietta griffata, i tatuaggi, i piercing e i tagli sulla pelle che gli adolescenti si fanno per cercare invano un senso «tangibile» in una vita che si svuota di significato; le merci, in particolare le innovazioni tecnologiche dal Blackberry all’iPod, deputate a colmare il vuoto identitario e relazionale; l’uso del corpo femminile nel cinema e nella televisione; lo stesso «addestramento» degli psicoanalisti, in cui le libere associazioni e la creatività della relazione paziente-analista vengono stritolate dalla camicia di forza degli schemi e delle procedure; la labilizzazione del confine fra umani e robot, in uno scenario che vede sempre più persone che si fanno inserire microchip e protesi in silicone, spettatori dei reality show che aderiscono a modelli di vita finta e superficiale, androidi che somigliano in maniera impressionante agli esseri umani. Scritto quasi come un thriller, con nuove scoperte ad ogni capitolo, questo libro evoca la capacità di convivere con l’incertezza e di saper restare in ascolto delle sollecitazioni e delle sorprese della vita, smascherando i falsi idoli che soffocano la nostra libertà. |
|
Far parlare il destino Tra L'interpretazione dei sogni (1899) e L'uomo Mosè e la religione monoteistica (1939), il mondo ha tremato. Dopo la rovina culturale della Grande Guerra, a quale rappresentazione del destino affidare il progetto di emancipazione dell'umanità? Come concepire le forze psichiche che assoggettano gli uomini? La «colpa tragica», quale Freud l'aveva ereditata dai Greci, permette ancora di comprendere il desiderio omicida inconscio, la sua rimozione e il senso di colpa che fonda la civiltà? A partire dal 1920 Freud rimaneggia il suo apparato teorico per individuare le fonti della ferocia psichica, introducendo la pulsione di morte per spiegare l'aspirazione alla distruzione, non rinunciando mai alle esigenze della ragione quando il fatto di «far parlare il destino» cerca di nominare le forze che dominano e tengono prigioniera l'umanità. Dall’inconoscibile dei romantici al mito dell'uccisione originaria, dalla controversia con gli avversari dell'inconscio alla riflessione sull'assetto scientifico della psicoanalisi, Freud non fa che sottoporre al giudizio critico il «pregiudizio entusiastico» del secolo dei Lumi, percorrendo il cammino di una disillusione di cui siamo gli eredi diretti. Freud, dunque, continuatore di Kant e di Goethe, e interlocutore di Thomas Mann, che ha condiviso la sua terribile lucidità di fronte al disastro che avanzava. Come valutare, oggi, l'effetto di questo disastro sul divenire della psicoanalisi? È esatto parlare solamente di «crisi» quando il crollo della scena tragica ha scosso l'architettura stessa del pensiero che permetteva di concepire la simbolizzazione dei destini? |
|
Femminile melanconico Femminile e melanconico: legare tra loro questi due termini può sembrare provocatorio nell'associare troppo affrettatamente la femminilità al masochismo e alla perdita. Ma, in tutti i trattamenti, si ascolta un duplice messaggio: uno che percorre le trame del complesso edipico, l'altro che si cela nei misteri di perdere l'amore. Il femminile accoglie nel suo vuoto il bambino, l'infanzia e la componente infantile, attribuendogli le immagini della passività, dell'impotenza, della mancanza di risorse. Questo femminile è presente in entrambi i sessi; è il punto di cristallizzazione della bisessualità e delle identificazioni, da cui dipende il destino sessuale di ogni individuo. La sua parte vivente può allora liberarsi dalle pastoie della melanconia. |
|
Ferite,
cicatrici e memorie. I precursori dello spazio e del tempo "Questo libro prosegue il discorso già sviluppato nel mio precedente Biografie dell'inconscio (Borla, 2007). Volgendomi indietro a guardare sia la mia vita personale, sia la mia esperienza professionale e culturale di persona immersa nella continuità dell'esistenza, mi convinco che la memoria inconscia costituisce un tema fondamentale che ci aiuta a comprendere l'origine dell'attività di pensiero e a "vivere l'esperienza" dei precursori dello spazio e del tempo. La psicoanalista francese Piera Aulagnier ha parlato dei "pittogrammi" dell'inconscio. Per quanto mi riguarda, ritengo che le esperienze percettive originarie lascino un segno doloroso, un'impronta che incide la materia estremamente fragile della nostra mente... Grazie ai miei pazienti e ai loro viaggi deliranti e non, sono riuscito ad approdare a zone impreviste del mondo inconscio, quelle che affascinarono Freud e altri viaggiatori di territori ignoti» (Salomon Resnik). |
|
Figure della depressione Le depressioni costituiscono una delle maggiori preoccupazioni nell'ambito della vita psichica. Il problema è se la depressione sia una malattia o possa essere considerata uno stato naturale della condizione umana. I saggi qui raccolti analizzano le forme cliniche della depressione, affermando la pluralità delle sue manifestazioni con un costante riferimento a dati interdisciplinari e senza dogmatismi. |
|
Figure
della relazione. Digressione intorno al doppio
legame Figure della relazione è una contrazione. Il titolo esteso potrebbe essere: Figure retoriche delle dinamiche di relazione. Si tratta di una scrittura ai margini della psicologia dinamica e degli studi culturali. L’analisi dei sistemi linguistici che hanno costituito le figure della relazione con l’Altro ci permettono di rivedere i lemmi della normalità (soggetto, creazione, emozioni) e i lemmi della patologia (isteria, degenerazione, delirio) nei termini di costruzioni culturali incarnate. Il doppio legame costituisce in questo senso, uno snodo decisivo di questa digressione. Le sue origini culturali possono essere scorte fino in fondo quando si comprende che l’essere familiare del doppio legame non significa che avvenga solo nella famiglia, bensì che coinvolge sempre le dinamiche linguistiche della relazione con l’Altro; quando l’Altro si trasforma in un correttore sintattico sistematico della mia intenzionalità. In questo senso l’Altro è, in primo luogo, un ordine discorsivo, una disciplina, l’orizzonte della civilizzazione. |
|
Forme del
delirio e psicopatologia Da quale stato d'animo nasce il delirio? In che modo la percezione di un oggetto apparentemente anonimo può scatenare un'esperienza delirante che sconvolge la vita di una persona? E ancora: quali nuove forme assume oggi il delirio, per esempio nelle personalità borderline? In che misura l'instabilità dei deliri borderline è il prodotto del nostro tempo? Una serie di risposte per chi abbia mantenuto la capacità di stupirsi davanti a fenomeni clinici che interrogano la natura stessa della condizione umana, un testo utile a ogni psicologo clinico e psichiatra. |
|
Forme della
consultazione psicoanalitica La consultazione è uno dei momenti più importanti del processo psicoanalitico perché decide il destino di una domanda e del possibile attivarsi di una fiducia che motivi alla cura. L’ipotesi di ricerca che guida il tipo di consultazione prolungata proposto nel libro si basa sull’idea di permettere al paziente l’accesso a una prima significativa esperienza psicoanalitica che abbia un valore in sé, un suo ritmo aderente ai movimenti interiori, una sua compiutezza. Una consultazione quindi che renda possibile una trasformazione iniziale nel paziente. Il libro è strutturato con una prima parte teorica, una seconda, clinica, che offre un’ampia esposizione di casi, e una terza parte che affronta invece le tematiche relative al rapporto della consultazione psicoanalitica con l’istituzione. Con testi di C. A. Barnà, L. Boccanegra, B. Bonfiglio, C. Bonucci, G. Campoli, R. Candela, T. Giacolini, D. Petrelli, S. Salvadori, G. Spiombi, G. Verticchio, S. Vessella. |
|
Genealogia
e formazione dell'apparato psichico Viviamo in un'epoca dove il nuovo è molto distante dai nostri consueti punti di riferimento e spesso noi analisti ci chiediamo se il nostro apparato teorico sia adeguato a fornirci una bussola per orientarci. Dall'organizzazione della famiglia, alla definizione del genere, all'ingegneria genetica, alla gestione del corpo e della morte tutto è questione di contrattazione politica e culturale ancor prima che di pensabilità e di rappresentazione. Si può essere tentati di procedere per cancellazioni, tagliare con origine e passato, chiudere l'impensabile in uno spazio criptico che congela l'angoscia del senza nome. La cura analitica tenta di convocare l'ascolto di più generazioni per trovare un modello osservativo adatto a rappresentare traumi soggettivi precedenti la formazione dell'Io. Il tema della genealogia si fa così centrale per affrontare l'origine sia del pensiero psicoanalitico che della formazione di nuove teorie. I temi della costruzione e decostruzione, integrazione e scissione, origine ed esperienza dell'origine, intersecano le risorse intrapsichiche a fronte di quelle ambientali e culturali; questo riguarda il nostro essere persone ancor prima di essere pazienti o curanti. |
|
L'interpretazione
del femminile. Il carattere isterico Una tradizione filosofica e culturale tuttora prevalente attribuisce l'origine dell'isteria al carattere femminile. Lo conferma l'etimologia della parola stessa (dal greco ysteron=utero). L'isteria tuttavia non colpisce solo le donne. Comprendere i comportamenti umani (di cui l'isteria è uno dei più complessi) richiede un'indagine scientifica capace di andare oltre molti principi della filosofia affermati da secoli e luoghi comuni presenti nella cultura, e mettendo in discussione non pochi ruoli che la società e il costume corrente propongono come ovvi o necessari. Nella società governata dall'uomo la donna conta in quanto è utile e funzionale all'organizzazione della società stessa. A lei tocca capire, ma non le spetta il diritto di essere capita. L'origine del carattere isterico va quindi storicamente individuata nella compressione del ruolo sociale della donna, che non può decidere sui problemi comuni e nemmeno rendersi autonoma dall'uomo. Ecco allora che la sua ribellione manifesta energie vitali che non trovano sfogo in comportamenti socialmente riconosciuti. Giuseppe Roccatagliata è laureato in medicina, specialista in Neuropsichiatria e Professore di Psichiatria presso l'Università di Genova. Già insegnante di psicoterapia cognitiva e di psicopatologia, ha pubblicato trenta volumi, di cui tre negli Stati Uniti. |
|
L'intima
stanza. Teoria e tecnica del campo analitico Il volume raccoglie una serie di saggi che ruotano attorno alla teoria del «campo» analitico. L'intima stanza: la stanza d'analisi, innanzitutto, come cornice spazio-temporale della cura; poi, come visione interiore, ogni volta persa e recuperata, del terapeuta che guarda ai fatti della seduta in un'ottica radicalmente antirealista, quando considera, cioè, che tutto possa avere a che fare col transfert, col pensiero onirico della veglia e, in definitiva, con le espressioni della realtà psichica. Ma l'intima stanza è anche lo spazio interno che l'analisi mira a istituire nel soggetto, dimensione al tempo stesso privata e sociale in quanto fondata sulla relazione con l'altro. Per svilupparsi, infatti, la mente ha bisogno di un'altra mente che accolga le emozioni e le sensazioni primitive da cui è investita, trasformandole grazie alla propria maggiore capacità di sognare, ovvero simbolizzare. L'intima stanza, infine, come espressione che, attraverso San Juan de la Cruz, che la cita più volte e dall'opera del quale è ripresa, ci porta al Bion «mistico». Se è lecito usare tale attributo in riferimento allo psicoanalista britannico, è perché, al fine di comprendere i fatti dell'analisi, egli tende a superare la cesura che oppone l'intuizione al pensiero empirico e logico-dialettico. Bion presenta il reale, in ultimo, come inconoscibile, come un qualcosa cui ci si può avvicinare solo per opacamento e negazione e, suggerendo di rinunciare alla memoria e al desiderio, pone con forza l'esigenza di tollerare i paradossi, le ambiguità e le aporie della ragione. |
|
L'irrappresentabile
come origine della vita psichica Il volume mira a costruire un modello conoscitivo relativo alla natura dei fenomeni psichici, della loro genesi e del loro sviluppo: la lunga ricerca teorica e clinica dell'autore - sostenuta da una scrupolosa e filologica disamina dell'opera di Freud - approda a una concezione della rappresentazione come caratteristica centrale della vita psichica e a una visione dell'inconscio diversificata nella sua genesi da quella tradizionale di Es in quanto ricondotta nell'ambito di una concezione fenomenologica-empirica. Da tale prospettiva emerge che il carattere apparentemente paradossale dell'irrappresentabile costituisce invece la fonte di ogni possibile forma di rappresentazione e quindi di esperienze psichiche. Il libro integra un livello molto complesso di ricerca teorica con un'avvincente esposizione del lavoro clinico. L'autore rintraccia le esperienze psichiche che si verificano nelle condizioni molto precoci dello sviluppo: sostiene - sviluppando le intuizioni di Rank e di Freud - una continuità tra un'attività psichica primordiale nella situazione endouterina e quella riferibile alla condizione neonatale, che può avere esiti diversi, dal normale sviluppo all'insorgere di patologie psichiche precoci. Ciò mette in risalto l'importanza della funzione di accudimento e compensazione da parte della madre per l'accettazione da parte del neonato delle nuove condizioni. L'autore propone quindi una serie di indici che permettono di decifrare la presenza, anche in pazienti adulti, di tracce di vissuti di sofferenza verificatisi in tempi precoci della vita psichica. Seguono le indicazioni di trattamento di questi fenomeni che, se non individuati, rischiano di non entrare in un trattamento psicoterapeutico. |
|
Itinerari
e figure della passione. Uno studio psicoanalitico Le passioni umane sono sempre state osservate e trattate con sospetto "psicopatologico" dalla psicoanalisi, che le ha spesso confinate in un territorio marginale, in comproprietà con la psichiatria. Giorgio Sassanelli esplora premesse, dinamiche e sviluppi delle più sconvolgenti passioni, sospendendo il giudizio in favore della conoscenza, ben oltre i consueti schemi interpretativi e valutativi del senso comune o della psicologia tradizionale. |
|
| Jean Laplanche. Un'introduzione Dominique Scarfone Milano, Franco Angeli, 2007 (Le vie della psicoanalisi - Saggi) ISBN: 978-88-464-8169-6 112 p. € 15,00 Settore PSICOANALISI CLINICA E TECNICA Il percorso di Jean Laplanche, prima di essere quello di un allievo dell'École Normale diventato psichiatra, psicoanalista e professore alla Sorbonne, è innanzitutto un itinerario interiore segnato da un'esigenza di ricerca il cui esito è la rimessa in questione di tutti i punti di vista incontrati, anche di quello freudiano. Dalla partecipazione alla Resistenza a Parigi ed in Borgogna (dove è nato nel 1924) all'attività politica con Cornelius Castoriadis e Claud Lefort (Socialisme ou Barbarie), dalla stesura della Enciclopedia della Psicoanalisi (con J.B. Pontalis) alla creazione della rivista Psychanalyse à l'Université ed alla traduzione della prima edizione francese delle Ouvres complètes di Freud, la stessa volontà e lo stesso identico rigore contraddistinguono il procedere di un pensiero e di uno stile che hanno rinnovato la psicoanalisi degli ultimi quarant'anni. Critico lucido di Lacan, di cui inizialmente fu allievo, Laplanche lo è altrettanto di quegli aspetti della teoria di Freud che considera caratterizzati da un fuorviamento biologizzante. La questione dell'originario ha condotto Laplanche alla formulazione della teoria della seduzione generalizzata, sotto l'insegna del primato dell'altro, e a considerare la pratica clinica alla luce della nozione di traduzione. D. Scarfone, psichiatra, psicoanalista, membro della Société Canadienne de psychanalyse, professore di psicologia all'Università di Montreal, è autore anche di Oublier Freud? (Montreal, 1999) e Les Pulsions (Paris, 2004). |
|
Il lavoro
psicoanalitico sul limite. Contributi teorici e clinici Raccolta di saggi teorici e clinici che approfondisce l'evoluzione e le possibili applicazioni di un tema sempre più presente nella psicoanalisi contemporanea, quello del "limite". A partire dal limite come "linea di demarcazione", che corrisponde all'esigenza di confinare e separare per promuovere un ordine topico, si sviluppa il concetto di "frontiera" che evoca uno scambio, una confluenza, una permeabilità e si arriva in seguito ad intendere il limite come una vera e propria "area di elaborazione psichica". Il limite e il confine sono qui esplorati da differenti prospettive, in quanto confini del Sé e dell'Io, delimitazioni-interazioni fra le istanze psichiche; passaggi fra alternanti modalità di funzionamento come processo primario e processo secondario, normalità e patologia di una organizzazione del limite o di una sua non organizzazione o disorganizzazione; nelle forme della patologia borderline, emblematicamente centrata sul problema del limite realtà esterna-realtà interna, e su quello psiche-soma; nelle manifestazioni acute e post-traumatiche che hanno alla base un collasso dell'Io nella sua funzione di involucro e di contenitore psichico, come gli attacchi di angoscia acuti, il panico, le fobie spaziali, la sofferenza narcisistica grave. L'ultima parte del testo esamina il limite come interfaccia fra il soggetto e le diverse risorse istituzionali che compongono il sistema preposto alla cura. |
|
Legami danneggiati Una delle difficoltà maggiori della vita è che i legami che nutrono comportino anche dei danni. Talvolta il danno occupa il centro della scena e, invece di gettarci nella vita, ci ossessiona. Quando pensiamo a legami danneggiati, pensiamo a vincoli reciproci, all'attaccamento madre-bambino, alle connessioni con se stessi, con l'altro, con l'universo. Nessuno sfugge al danneggiamento di questi legami o della propria capacità di instaurarne. Eppure viviamo con la nostra capacità relazionale danneggiata, e a volte viviamo bene. In tutto questo la psicoterapia rappresenta la posizione paradossale di chi aiuta le persone a vivere una vita meno danneggiata/dannosa, pur nella consapevolezza che ogni interazione umana ha aspetti nocivi. Eigen in questo libro ci incoraggia a guardare e ad affrontare le ferite prodotte dai legami di cui abbiamo bisogno per vivere. E la terapia, dandoci l’occasione di rallentare le cose, di rielaborare momenti di ferita/rigenerazione, di assaporare e digerire in parte ciò che normalmente passa inosservato, può essere un modo in cui la vita cerca non solo di riparare i danni e disintossicarsi, ma anche di arricchirsi e rigenerarsi. L'autore dedica attenzione ai processi che Freud chiamava “lavoro del sogno” e che hanno una funzione importante nel digerire l'impatto degli eventi e metabolizzare gli affetti, ed esplora gli scritti di Bion sui danni cui può essere soggetto il lavoro del sogno e sui modi per porvi rimedio. |
|
Il limite
dell'intimità In prima traduzione italiana, uno dei più prestigiosi rappresentanti della scuola psicoanalitica americana invita il lettore nell'intimitá che si stabilisce fra analista e paziente. Darlene Ehrenberg distingue fra la teoria della tecnica analitica, che ha a che fare con l'agire conscio e intenzionale del terapeuta, e la teoria dell'azione terapeutica, vale a dire con l'interazione (comunicativa, affettiva, partecipativa) che si stabilisce fra analista e paziente e che consente di ampliare il campo di azione dell'analisi. L'autrice dimostra come solo il controtransfert consenta di lavorare ai limiti dell'intimitá, ottenendo risultati importanti anche in quei casi (soggetti che hanno subito abusi e violenze) per lungo tempo considerati non analizzabili. Un libro che trascende i confini della terapia psicoanalitica e mostra la forza di un vero impegno interpersonale nell'ambiente terapeutico, indipendentemente dalle scuole e dagli orientamenti teorici. |
|
| Un lungo sogno "Stanotte ho fatto un sogno": il viaggio parte da lì. Si ascoltano antefatti di vita, si seguono tracce, si ri-costruisce il passato per svelare un destino. Freud partì dai sogni, anche i suoi sogni: si era alle soglie del Novecento, di quel secolo di cui la psicoanalisi si fece interprete decifrandone l'infelicità. Ora di fronte alla mutata infelicità dell'uomo e della sua civiltà, quale posto per la psicoanalisi? Nel mondo contemporaneo, la psicoanalisi può continuare ad avere una funzione fondamentale purché essa non smarrisca e sappia mantenere fede al suo progetto originario che coincide con la sua etica: il sapere analitico non si può dispiegare come pura conoscenza speculativa, esso trova senso all'interno di una cura. |
|
![]() |
La madre morta.
L’opera di André Green Uno dei problemi del nostro tempo consiste nel come utilizzare, anziché stravolgere, le scoperte di Freud e di Jung e delle loro reciproche scuole, e come operare una sintesi necessaria del loro lavoro. (…) La collana ‘Letture junghiane di testi psicoanalitici’ rappresenta in qualche modo una sfida e rappresenta un invito all’esistenza di ‘Letture freudiane di testi psicologici analitici’. Perché iniziare con un testo di Green? Va innanzitutto detto che molti junghiani hanno apprezzato e apprezzano il pensiero di Green e in particolare le sue idee sul lavoro del negativo e sulla ‘madre morta’. Il libro (...) ha un’introduzione molto corretta e precisa che esime dal compito di riassumere le riflessioni più interessanti. Basterà dire che si tratta di una collettanea di lavori anglosassoni che ruotano intorno al concetto di ‘madre morta’ (...). Quale lettura junghiana può essere data a un testo come quello che è pubblicato? Occorre ricordare innanzitutto che Jung e gli junghiani sono stati e sono molto attenti ai movimenti inconsci collettivi e che questa attenzione a ciò che è collettivo è una specificità importante del pensiero junghiano. Essa ha permesso e permette di cogliere movimenti psichici profondi riguardanti lo sviluppo della psiche umana, sviluppo diretto a un sempre maggiore allargamento del farsi conscio dell’inconscio” (dalla Prefazione all’edizione italiana di Giuseppe Maffei). |
La mancanza e l'eccesso.
Che cosa significa guarire? Che cosa significa guarire? Per la medicina, si è sempre trattato di compensare una mancanza o un eccesso, perseguendo, nelle diverse epoche, ideali di "armonia" e di "normalità". La guarigione in psicoanalisi, invece, non è uno stato da raggiungere ma piuttosto un processo in cui entrare. Non è la meta finale, ma quel che nasce con il viaggio stesso, se questo non si arresta al naufragio. |
|
Manuale
per il colloquio psicologico "Bisogna soltanto cercare di pensare e di esprimersi esattamente, senza aver la pretesa d'indurre gli altri al nostro gusto e al nostro modo di sentire". Le parole di Jean de La Bruyère (1688) riassumono in modo esemplare la direzione che gli autori hanno voluto mantenere nel progettare e realizzare questo manuale, rifacendosi, però, anche al pensiero di Wittgenstein: se il linguaggio di chi parla sarà perspicuo, saranno i fatti a costituire un ponte tra punti di vista diversi. Il richiamo al "parlar chiaro" per "pensar chiaro" percorre le tre parti in cui si articola questo manuale introduttivo alle teorie e alle tecniche del colloquio psicologico: il preludio introduce al tema del colloquio proponendo il resoconto di un ultimo colloquio ed evocando un'atmosfera di intimità empatica perché i successivi capitoli non appaiano troppo teorici o tecnici; la seconda parte presenta un'introduzione ai temi e alla metodologia del colloquio; la terza si concentra sulle tecniche, declinate di volta in volta in relazione ai soggetti - minori, anziani, disabili - e sui contesti - il colloquio clinico e nella selezione del personale e, infine, caso raramente trattato dalla letteratura, la comunicazione del lutto e la richiesta di donazione degli organi in ambito medico. |
|
| La meravigliosa avventura
della psicoanalisi. Scritti scelti 1974-2001 Questo è il libro che Glauco Carloni, nella sua incessante attività di psicoanalista, psichiatra, conferenziere, docente, pubblicista, viaggiatore, cinefilo, direttore editoriale, critico, polemista, rappresentante istituzionale e quant’altro, ha scritto, ma non ha mai «composto» in vita sua: troppo impegnato a occuparsi di volta in volta del nuovo, di ciò che strada facendo lo incuriosiva e lo appassionava, per potersi disporre a un certosino lavoro di selezione e di riordino della sua vastissima produzione scientifica e culturale. Il volume raccoglie 16 dei 159 articoli da lui scritti nel corso del tempo. |
|
Mestiere
e ispirazione. Guida alle psicoterapie illustrative L’“ispirazione” di cui parla Lichtenberg è una sorta di talento creativo che mobilita lo spirito di ricerca sia nel terapeuta sia nel paziente e che è in grado di sostenerli durante tutto il corso del trattamento. Ne scaturisce un nuovo approccio, fondato su strategie utili a negoziare i dilemmi che sorgono nella terapia come processo diadico e che consente di curare una gamma sempre più ampia di persone con disturbi gravi. Joseph Lichtenberg è l’autore di "Psicoanalisi e sistemi motivazionali" (1995) e di "Lo scambio clinico" (con F.M. Lachmann e J.L. Fosshage, 1996), edititi da Raffaello Cortina in questa stessa collana. |
|
Il momento
freudiano. Due interviste di V. Bonaminio a C. Bollas e altri
scritti Bollas è uno degli autori più rilevanti della psicoanalisi contemporanea per l'originalità e lo sviluppo continuo di un pensiero mobile, ampio, in continua evoluzione, eppure di straordinaria coerenza interna. Bollas sostiene un ritorno alla comprensione di come la psicoanalisi freudiana operi da inconscio a inconscio, da quello dell'analizzando a quello dell'analista e viceversa. La difficoltà di sfruttare e seguire fino in fondo le ipotesi freudiane fondamentali sull'ascolto psicoanalitico ha progressivamente determinato l'abbandono delle libere associazioni e della ricerca della "logica della sequenza", espressione primaria del pensiero inconscio secondo Freud. Nelle due ampie interviste e in alcuni saggi collegati, tutti del 2006, seguiamo Bollas nella sua più recente e radicale sfida alla psicoanalisi contemporanea. Quello che egli chiama il "Momento Freudiano" costituisce "una pre-concezione genetica che esiste da anni e che l'invenzione della psicoanalisi realizza". La sua proposta dell'immagine di uno spartito sinfonico per rappresentare l'articolazione inconscia apre un nuovo modo concettuale di cogliere la complessità del pensiero inconscio. |
|
Muoversi
in analisi. Il comportamento non verbale nella pratica clinica Attualmente si fa un gran parlare nella teoria psicoanalitica, specie in quella che si ispira alle più recenti ricerche e scoperte neuropsicologiche, della comunicazione non verbale; tuttavia sono rari, se non introvabili, i contributi che prendano in esame la sua manifestazione concreta, e che cerchino davvero di fondare una clinica sulla sua fenomenologia. Frances LaBarre, danzatrice e psicoanalista, si occupa di analizzare la comunicazione non verbale nella seduta psicoanalitica concentrando l’attenzione sul modo in cui i pazienti si muovono, parlano e ‘stanno’ nella stanza d’analisi, e su come lei stessa, a sua volta, fa esperienza delle proprie risposte corporee ad essi e usa queste fonti di informazione per dar forma al pensiero negli interventi analitici. |
|
La Neuro-psicoanalisi Si tende spesso a contrapporre fra loro la psicoanalisi e le neuroscienze, come se le concezioni della prima escludessero, a partire dalla loro stessa essenza, la validità di quelle riconducibili alle seconde e viceversa. Eppure, entrambe le discipline propongono dei modelli di funzionamento del pensiero, e comuni sono anche le entità alle quali esse si interessano, come la memoria o la coscienza. A partire dall'inizio degli anni '90, alcuni psicoanalisti e alcuni neuroscienziati hanno cominciato a mettere in comune e a far interagire le rispettive conoscenze allo scopo di rendere intelligibili le relazioni sussistenti fra vita psichica e sistema neuronale ed arrivare ad una migliore comprensione dei processi di somatizzazione. Il volume offre una sintesi di questi approcci incrociati, del loro apporto e dei percorsi di ricerca aperti da una disciplina ancora in costruzione. Jean-Benjamin Stora, psicoanalista e psicosomatista, lavora presso l'ambulatorio di psicosomatica del Policlinico Universitario La Pitié-Salpêtrière di Parigi. |
|
Nuovi ritratti del perverso
morale Partendo da numerosi casi clinici e letterari, l'autore deduce che il perverso morale soffre in fatto d'incertezze riguardanti la sua filiazione che lo portano a costruire un "romanzo familiare al negativo", una finzione che non è fantasmizzata ma agita, in particolare attrraverso l'impostura e il furto. Il volume intende migliorare le possibilità terapeutiche di questa personalità. |
|