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SETTORE:
PSICOANALISI |
Vino e
Psicoanalisi - Appunti e riflessioni di due Psicoterapeuti Un libro particolare e affascinante, che raccoglie appunti, pensieri e riflessioni di due affermati psicologi appassionati di vino e del mondo che vi ruota intorno. Fabio Sinibaldi e Giuseppe Ferrari hanno dedicato la loro vita professionale allo studio delle persone, dei loro mondi interiori e delle dinamiche che ci muovono nelle relazioni con gli altri, nello sviluppo di una propria struttura e personalità, che ci portano verso il dolore o in direzione del benessere. I due autori hanno anche coltivato nel tempo, in modo diverso e complementare, la conoscenza dell’enologia, la passione per i vini e i distillati come forma di cultura e conoscenza, di interazione con il Sé e con l’Altro. Questo volume contiene pensieri e spunti raccolti da i due autori, spesso rielaborazioni di idee nate proprio davanti a un buon calice o in stanza di analisi. Queste intuizioni sono state sviluppate e sistematizzate, pur mantenendo un tono colloquiale e coinvolgente che ci permette di conoscere in modo nuovo il mondo del vino e della psicoanalisi. |
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Scritti Sergio Bordi (1929-2006) pioniere del rinnovamento della psicoanalisi italiana, studioso di grande originalità, molto attivo anche nella formazione, è stato uno dei più autorevoli membri della Società psicoanalitica italiana. Il volume raccoglie in modo sistematico suoi testi inediti, che colmano una mancanza nella letteratura di ambito psicoanalitico. Gli scritti scelti rispecchiano i temi fondamentali degli studi di Sergio Bordi e mostrano la sua visione clinica e teorica, con un’attenzione particolare ai cambiamenti avvenuti nella terapia psicoanalitica e allo statuto epistemologico della psicoanalisi. |
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Generi
e generazioni. Ordine e disordine nelle identificazioni La trasmissione tra generazioni comporta processi di trasformazione che includono in modo aperto e reversibile elementi di tradizione e di innovazione. Nel tentativo di mettere a fuoco nuove ipotesi concettuali si torna a riflettere sulle strutture fantasmatiche di base - padre, madre, figlio-figlia - che consentono alle generazioni di alternarsi e mescolarsi. L'eredità psichica, come afferma P. Cupelloni nell'introduzione del volume, mette l'analista di fronte a complessità che travalicano la struttura individuale della mente e chiede l'ascolto dei fenomeni collettivi e impegna gli analisti nella ricerca di metodi di indagine anche nel campo inter e transgenerazionale. I temi affrontati in questo secondo Quaderno del Centro sono suddivisi in tre aree. La prima, organizzata intorno al polo tematico delle generazioni, ospita i lavori di Kaës, Ferruta e Bastianini. La seconda parte dal vertice e propone lavori di Fraire, Pozzi, Thanopulos e Zanardi. Infine una terza area tematica, dedicata alle trasformazioni della teoria e alla trasmissione dell'oggetto psicoanalitico, viene affrontata da Melandri dal vertice freudiano, da Di Ciaccia da quello lacaniano e da Vitolo con un approccio junghiano. A conclusione considerazioni di F.Conrotto su psicoanalisi e post-modernità. |
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L’ambiguità L'ambiguità è una delle parole del disagio, un piccolo crimine quotidiano inscritto nella malafede o nella falsa coscienza, una nevrosi che sta dilagando. Dove? Innanzitutto nel linguaggio, nella politica, nei comportamenti pubblici e privati, nella sessualità (dove si sono indebolite le "differenze" dell'identità di genere). Ma pur senza considerare le figure limite (comprendenti transgender e perversioni patologiche), resta il fatto che l'ambiguità è un meccanismo che fa colludere anche le cosiddette persone per bene con le più trite ipocrisie: c'è chi è favorevole alla guerra, ma che poi ammette serafico di aver fatto di tutto per evitare il servizio militare al figlio, o il divorziato che sfila convinto al Family Day... Anche quando comportano un senso di responsabilità attenuato, sono atteggiamenti nei quali concorrono, più che la lotta inesausta tra il bene e il male, la discesa in campo di diverse identità simultanee, scisse e oggetto di rimozioni. |
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Fuga a
cinque voci. L'anima della psicoanalisi e la formazione degli
psicoanalisti Attraverso cinque argomenti (verità, parola, alfabeto, maschera, oggetto) che sfumando continuamente uno nell'altro si rincorrono per tutto il libro come in una fuga a più voci, Giovanni Sias ricerca i motivi originari della pratica e della teoria della psicoanalisi, e riscrive, a partire dalla testimonianza di un'esperienza in corso, le modalità di formazione degli psicoanalisti. |
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Freud e
il Novecento Il volume raccoglie gli atti del convegno tenuto in Italia il 27/28 ottobre 2006 per celebrare i 150 anni della nascita di Freud. All'iniziativa, promossa dal Dipartimento di Filosofia, Storia e Beni culturali dell'Università di Trento, hanno partecipato prestigiosi esponenti della Società Psicoanalitica Italiana, psicoterapeuti, storici, filosofi, letterati e teologi. L'intelligibilità del sapere psicoanalitico, considerato nel nesso di conoscenza e cura, è stata ricostruita e discussa variamente, secondo i paradigmi epistemici e le forme della sua diffusione, utilizzabilità e applicazione. "Nelle tradizioni di ricerca continentali, francesi, tedesche e inglesi, ma anche italiane, Freud ci parla al di là della sua epoca... Come è stato delineato da molti interventi, l'orizzonte di comprensione che si abbozza con Freud sembra richiedere non tanto un "ritorno a Freud" quanto una maggiore ripresa del rapporto tra scienza, professione e forma epistemica/ermeneutica di relazione e di ascolto. Una maggiore critica psicoanalitica sembra significare oggi più intersoggettività, più comunità di diritti." (dalla Prefazione di Nestore Pirillo). |
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L'autonomia
della psicanalisi Contro la tendenza attuale ad assimilare la psicanalisi alla psicoterapia, questo breve ma tagliente saggio vuole differenziare nettamente l'una dall'altra. La psicanalisi oggi attraversa una profonda crisi dalla quale può uscire solamente rivendicando le sue peculiarità. Lo testimonia Freud e un'ampia letteratura psicanalitica. Viene osteggiata da una legge (Ossicini, del 1989) che ha istituito l'Albo degli psicologi e dei psicoterapeuti. Ancora oggi una parte di psicanalisti si oppone restando fuori dall'Ordine, ma rimane intatta la confusione che la legge ha generato. |
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L’esperienza
non formulata. Dalla dissociazione all'immaginazione in psicoanalisi In quest'opera l’Autore esplora la relazione tra due tipi fondamentali di esperienza: l’esperienza con cui si entra in contatto con l’altro attraverso la riflessione verbale e l’esperienza che non abbiamo ancora messo in parole, l’esperienza formulata, “il non verbale nel verbale”. L’esperienza non formulata è dunque il materiale che non è mai stato portato al livello della coscienza e non il materiale che è stato rimosso dalla coscienza. In questa prospettiva, la mancanza di consapevolezza non è più quindi definita dalla inaccessibilità ad una realtà celata e nascosta, ma viene a significare assenza di esplicita riflessione su una porzione significativa della propria esperienza soggettiva. Testo accessibile quanto brillantemente costruito, in cui l’Autore instaura un dialogo particolare tra l’ermeneutica filosofica di Gadamer, la psicoanalisi interpersonale di Sullivan e la prospettiva costruttivista. |
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L’emozione
come esperienza infinita. Matte Blanco e la psicoanalisi contemporanea I saggi di questo volume esplorano le diverse implicazioni dell'infinito nella clinica psicoanalitica, nella letteratura e nell'arte, partendo dalle intuizioni di Ignazio Matte Blanco, che ha introdotto tale concetto nelle scienze della mente, sviluppato l'intuizione freudiana di un inconscio non-rimosso e riformulato le leggi del suo funzionamento nella bi-logica. Quando sentiamo, avvertiamo intuitivamente che il nostro sentire tende verso l'infinito. Le emozione più intense - amore, odio, gelosia, rabbia - emergono con connotati infiniti, come bene hanno espresso i poeti di ogni tempo. In psicoanalisi l'infinito emerge nelle manifestazioni di onnipotenza, di impotenza e di onniscienza. Se il modello freudiano poneva nelle pulsioni la fonte principale di angoscia, oggi è invece possibile guardare all'angoscia in relazione alla perdita di un confine mentale e al perdersi nell'abisso dell'infinito. L'infinito diventa il punto di incontro con l'impensabile e il confine con le catastrofi del pensiero. Un'implicazione pragmatica di questa prospettiva è la possibilità di utilizzare lo strumento psicoanalitico secondo modalità più plastiche di quelle fornite dalla psicoanalisi classica. Non è indispensabile entrare in una dimensione storica e ricostruttiva per avvicinare il funzionamento dell'Inconscio, perché esso diventa osservabile nelle disposizioni che il soggetto articola con le proprie emozioni. |
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Il verbo
e il miracolo. Seminario di psicoanalisi La traccia da cui nasce questo libro è costituita dai seminari condotti dall’autore durante l’anno 2006 nell’ambito dell’Associazione Tracce Freudiane di Torino, di cui è socio fondatore e presidente. Le serate sono state raggruppate individuando un tema generale da assegnare a ciascun capitolo. Si parte dal concetto di “parola” per proseguire con i temi fondamentali, non solo della psicoanalisi ma anche della nostra vita, quali “sogno”, “tempo”, “amore” e “poesia” per concludersi con “la vita come racconto”. L’effetto curioso di un simile raggruppamento non lineare delle varie serate è quello di enfatizzare l’impressione di un laboratorio in pieno e costante fermento e di promuovere la centralità di ciascun tema. Come dice l’autore, “il mondo è un miracolo, come può esserlo, all’orizzonte, la freschezza delle montagne rosate che se ne stanno placide un nuovo mattino. Sprofondate come sono nel loro miracolo che, a ben vedere, replica quello dell’incontro singolare del bambino con il volto materno”. In coda al volume si trova un glossario che riporta i termini più usati del seminario: anch’esso va considerato come punto di partenza di un viaggio verso i territori inesplorati della nostra realtà. Lodari è autore di numerose pubblicazioni, tra cui Il destino nella parola. Ricerca psicoanalitica sull’essere parlante (Ananke 2003). |
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| Omosessualità,
perversione, attacco di panico. Aspetti
teorici e tecniche di cura: il contributo di Franco De Masi a cura di Lucina Bergamaschi Milano, Franco Angeli, 2007 (I seminari di Area G) ISBN: 978-88-464-8589-2 175 p. € 16,00 Settore PSICOANALISI Il riferimento alla pluralità e ricchezza dei modelli psicoanalitici, la clinica come impianto radicale di ogni elaborazione teorica e la chiarezza nella trasmissione delle tecniche di cura caratterizzano il contributo di Franco De Masi per questa quarta raccolta dei Seminari di Area G curata da Lucina Bergamaschi. Il libro presenta una sintesi esaustiva delle ricerche di De Masi sulla natura della sessualità e dei contesti in cui si realizza; affronta temi ancora poco trattati in letteratura quali l'omosessualità, il transessualismo, il travestitismo e il sadomasochismo; fornisce una chiave di lettura critica dell'alternanza di posizioni sull'omosessualità (normale o patologica?) via via assunte nello sviluppo storico della concettualizzazione psicoanalitica. Attraverso il rapporto tra sessualità condivisa ed esperienza perversa e quello tra perversione e devianza è messo in luce l'aspetto estremo e specifico della sessualizzazione del piacere distruttivo nel sadomasochismo. Conclude la raccolta una proposta di integrazione tra conoscenze neuroscientifiche e psicodinamiche dell'attacco di panico, che ci fa cogliere gli aspetti essenziali e le possibilità di cura di questo malessere, tra i più diffusi della nostra epoca. |
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