| Novità
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SETTORE:
PSICHIATRIA TERRITORIALE |
Un'esistenza murata.
La riforma psichiatrica attraverso la vita e l'arte di un uomo Dal primo ricovero a 19 anni nel 1968, come “paziente pericoloso a sé e agli altri”, alle prime esperienze di psicoterapia psicoanalitica all’interno delle istituzioni, ai tentativi di reinserimento sociale, agli inizi della psichiatria sul territorio secondo la legge Basaglia, Skillinger ha subìto tutti i tradizionali interventi psichiatrici (neurolettici, ansiolitici, elettroshock). Per lui sono stati utilizzati tutti i supporti sociali (collocamento al lavoro, pensione di invalidità, fitto agevolato, visite domiciliari). Di lui si sono occupati psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, infermieri, assistenti sociali, educatori. La sua vicenda ci fa ripercorrere lo sviluppo di 30 anni di psichiatria in Italia, ed è una testimonianza di come la psicoanalisi abbia contribuito alla pratica di chi lavora in psichiatria: cercare di raggiungere i mondi lontani e deliranti nei quali lo psicotico si è sistemato per sopravvivere psichicamente, resistere alla tentazione di idealizzare la follia, non abbandonare il contesto umano e sociale condiviso cui anche lo psicotico vorrebbe poter partecipare, nonostante tutto. Skillinger è riuscito a stabilire una forma di legame con gli altri attraverso figure e parole, acquerelli e poesie, a provare piacere nel manifestarsi e nel comunicare, nel farsi conoscere. Aiutato in questo dall’Atelier di pittura allestito presso l’Istituto Fatebenefratelli di San Colombano al Lambro. Con una trentina di riproduzioni a colori, il libro si propone anche come una suggestiva galleria della produzione di questo artista. |
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| La psichiatria
di comunità tra scienza e soggettività. Linee di
pratica clinica nei Servizi di Salute Mentale Paola Carozza Milano, Franco Angeli, 2010 (Strumenti per il lavoro psico-sociale ed educativo) ISBN: 9788856824636 528 p. € 40,00 Settore PSICHIATRIA TERRITORIALE La psichiatria si è sempre dibattuta tra la necessità di trovare una validazione scientifica che la facesse entrare di diritto tra le attività specialistiche e il bisogno di valorizzare la dimensione della soggettività, rappresentata dalle caratteristiche uniche dell’incontro col paziente, dalla relazione che si stabilisce con lui e dalla sua esperienza con la malattia mentale. Negli ultimi anni, le neuroscienze hanno cercato di conciliare la corrispondenza tra alterazione cerebrale, malattia mentale e dimensione psichica, passando a un’impostazione dinamica del “sistema cervello”, che si modifica attraverso l’interazione delle sue strutture percettive “anatomiche” con le informazioni provenienti dall’ambiente. Da qui si sviluppa il paradigma bio-psicosociale, illuminante tanto per spiegare l’eziopatogenesi quanto per formulare strategie di intervento. Queste considerazioni, vero e proprio fil rouge del testo, sottendono alle sue cinque parti, delineando un percorso che integra le ricerche condotte dalla metà del XX secolo ai giorni nostri, le esperienze degli operatori e le testimonianze dei pazienti e dei loro familiari, per riflettere non solo sulla malattia mentale, ma anche sul sistema dei servizi, sulla loro funzione e organizzazione, e per proporre modalità di trattamento e indicazioni di pratica clinica rivolti a tutti coloro che quotidianamente vi operano. |
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| Cura psichica
e comunità terapeutica. Esperienze di
supervisione. Processi di mentalizzazione e azioni terapeutiche Marcel Sassolas, Ugo Corino Rovereto (TN), Edizioni Stella, 2008 (Per una clinica istituzionale) ISBN: 9788884461979 344 p. € 25,00 Settore PSICHIATRIA TERRITORIALE Il libro trae origine e spunto da un lavoro di molti anni di supervisione, consulenza e formazione realizzato dagli autori con equipe che si occupano in ambito residenziale della cura di pazienti psichiatrici gravi. Il testo ha volutamente conservato una forma colloquiale e ancorata ad una operatività pensata. "La mappa nel lavoro con i ‘pazienti difficili’ ha inizio con l’ipotesi sul funzionamento mentale del paziente stesso. Possiamo ben pensare a questo come ad una mappa per poterci orientare nella relazione e nel lavoro terapeutico con lui. Posso riconoscere la persona che ho di fronte come portatrice di un funzionamento mentale differente dal mio; questo è un nodo fondamentale nel lavoro con i pazienti difficili che non dobbiamo mai dimenticare. La diversità sta nel funzionamento della persona e non nella sua natura. Con questo intendo dire che non possiamo applicare il giudizio di buono e cattivo ai nostri pazienti, o almeno non differentemente da ogni altra persona non psicotica, tuttavia dobbiamo avere ben chiaro che i pazienti psicotici non funzionano come le altre persone e non si può fingere che la differenza non ci sia." (M. Sassolas) |
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| Le comunità
terapeutiche.
Tra caso e progetto Luisa Brunori, Cristian Raggi Bologna, Il Mulino, 2007 (Aspetti della psicologia) ISBN: 9788815120465 232 p. € 18,00 Settore PSICHIATRIA TERRITORIALE Le comunità terapeutiche hanno assunto una sempre maggiore importanza per il ruolo che svolgono nel trattamento della sofferenza mentale. Dopo la legge Basaglia e la chiusura dei manicomi, infatti, si è posto il problema non solo della cura, ma anche dell'inserimento sociale delle persone affette da gravi disturbi psichici. Nel panorama italiano sono sorte diverse iniziative a carattere privato e pubblico finalizzate alla creazione di comunità terapeutiche, intese come realtà di cura capaci di connettere struttura psichiatrica e ambiente sociale allargato. Tali iniziative tuttavia si sono caratterizzate per una certa casualità nel formulare modelli di integrazione, di cura e progetti di inserimento. Questo volume propone una riflessione approfondita sul ruolo della comunità terapeutica e, attraverso la descrizione di diversi casi di successo, fornisce una serie di strumenti e modelli di intervento utili per tutti quei professionisti (psicologi clinici, psicoterapeuti, psicologi di comunità, assistenti sociali, psichiatri) che operano nel campo del recupero di persone con difficoltà mentali e problemi di devianza. |
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| La comunità
terapeutica: mito e attualità. Prospettive di analisi e
contributi di discussione a cura di Alberto Rossati e Rita Gallo Torino, Ananke, 2007 (Collana di psicologia e scienze sociali) ISBN: 978-88-7325-177-4 190 p. € 14,50 Settore PSICHIATRIA TERRITORIALE Il libro raccoglie una selezione dei contributi presentati al Convegno “Le comunità terapeutiche in Europa e in Italia: mito e attualità” organizzato dall’Università di Torino. Si propone come momento di riflessione su una pratica ormai abbastanza diffusa anche in Italia ma non sufficientemente supportata da un adeguato livello di elaborazione teorica. Nel nostro Paese, dopo una prima fase di entusiasmo pionieristico legato all’opera di alcune figure carismatiche (laiche come Muccioli o religiose come don Picchi, don Mazzi, don Ciotti) è emersa l’esigenza di passare a un approccio più professionale, attraverso i contributi di varie discipline: psichiatria, psicologia sociale, scienze dell’educazione ecc.; di passare cioè “dal mito all’attualità”, intesa come efficacia operativa che sa consapevolmente valutare e documentare le proprie scelte metodologiche. |
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Riflessioni
sulle istituzioni. La follia e i contesti Bob Hinshelwood trae da una vita di lavoro clinico e intellettuale i lineamenti principali dei processi psicologici e sociali individuabili nelle strutture di salute mentale e in altre organizzazioni aziendali e sociali del ventesimo e ventunesimo secolo. Utilizzando concetti propri della psicoanalisi, esamina gli stretti rapporti che si sviluppano tra i gruppi e gli individui e il loro ambiente sociale. Queste relazioni possono essere creative o distruttive e possono portare alla soddisfazione o all’annichilimento personale. Il libro propone risposte al fondamentale interrogativo: “Perché dovremmo optare per gli ospedali e le comunità psichiatriche che in passato hanno portato a esiti così negativi?” In altre parole: “Qual era il vero problema degli ospedali psichiatrici?” |
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Manuale
di psichiatria nel territorio Con la nascita della psichiatria di territorio il manicomio ha perduto
la posizione di centralità che ha per molto tempo occupato e il
luogo ove si esercita la psichiatria non è più una istituzione
separata ma la comunità, il territorio, l'ambiente stesso in cui
la persona vive. Questo ribaltamento del modello operativo costituisce
la più recente rivoluzione nella storia della psichiatria e ha
consentito un mutamento di prospettiva - oltre che spaziale - anche, e
forse soprattutto, temporale. Al tempo immobile ed eterno del manicomio
si è sostituito il tempo in divenire della comunità. Al
manicomio, tradizionale principio organizzatore della psichiatria, si
è sostituito il principio "territoriale", che da un lato
si è tradotto nella specifica forma del servizio territoriale,
dall'altro ha corrisposto all’assunzione di un diverso e inedito
punto di osservazione sulla malattia mentale. “Questo manuale mostra,
in maniera che - se non fosse per la giovane età degli autori -
definirei |
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Osservare
le organizzazioni. Ansia, difesa e cultura nei servizi sanitari
Per prevenire o per risolvere i problemi che emergono nelle organizzazioni occorre non solo prendere in considerazione gli aspetti consci, ma anche comprendere quelli inconsci. Osservare le Organizzazioni presenta un approccio originale che deriva dalla diretta osservazione partecipe di alcune piccole unità all’interno di istituzioni più ampie, tutte appartenenti al settore dei servizi sanitari e sociali. Una serie di autori raccoglie ed elabora i risultati dei propri progetti osservativi – in contesti differenti come la mensa di un ospedale psichiatrico, un reparto di accettazione per pazienti psichiatrici adulti e un’unità di cure palliative – per mostrare come sono riusciti a raggiungere una conoscenza psicoanaliticamente orientata delle culture che si sviluppano all’interno dei sistemi di cura. Tale conoscenza può essere usata per superare le difficoltà che sorgono nelle organizzazioni. |
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Quale futuro
per la Legge 180 . Psicoanalisi e cure psichiatriche in Italia I lavori contenuti in questo volume testimoniano l'appassionata aspirazione di un gruppo di operatori del campo della salute mentale che si sono riuniti, prima in sede di Congresso e ora in questa pubblicazione, nel desiderio di riflettere sulle vicissitudini della legge 180. Le riflessioni partono dalla affermazione di Franco Basaglia, per la quale «il malato non è solamente un malato, ma è un uomo con tutte le sue necessità». La situazione culturale e legislativa precedente la legge 180 tradiva l'uomo nella sua completezza e risonanza di vita, era incapace di considerare, interpretare, curare l'emozione dell'uomo. Si studiava un essere umano teorico e inesistente, che ha ben poco a che fare con l'uomo reale. Franco Basaglia ha osato infrangere questo monolite con esiti del tutto rivoluzionari e rispettosi della vita umana. |
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La gestione
dei processi e la rete dei servizi per la salute mentale. Percorsi
integrati per l'inserimento lavorativo |