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SETTORE:
PSICHIATRIA |
Il panico
tra mente e corpo Dal panico si può uscire se ci rendiamo conto che il disturbo in sè nasce da complesse interazioni tra stati mentali e stati corporei e fisici; si tratta di una complessa attivazione del sistema biopsiconeuroendocrinoimmunologico che agisce attraverso circuiti e reti neuronali, muovendo le molecole delle emozioni, le quali a loro volta, attarverso moduli e rappresentazioni mentali specifiche di ogni persona, intervengono per sollecitare e riattivare altri componenti e circuiti biochimici recettoriali e molecolari, scatenando di volta in volta, a seconda delle strutture cerebrali e neuroendocrinoimmunologiche coinvolte, le manifestazioni tipiche del disturbo di panico. Il libro è un primo tentativo di comprensione del disturbo, sia dal punto di vista medico, che da quello della psicologia scientifica e umanistica, della psicoanalisi e delle neuroscienze in particolare. Chi soffre di attacchi di panico sa cosa accade nelle mente e nel corpo nel momento in cui la crisi si verifica. Ai fenomeni psicologici di depersonalizzazione, derealizzazione, paura di impazzire ecc., si associano tachicardia, fame d'aria, sintomi neurovegetativi, alterazioni fisiologiche che allarmano e conducono quasi sempre al Pronto Soccorso. |
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Psichiatria
pratica dell'età evolutiva In quindici capitoli, tutti i disturbi dello sviluppo, dell'umore e del pensiero in età evolutiva. Si parte con un caso clinico emblematico. Poi, Esami da prescrivere e Criteri Diagnostici. Ancora: Test e Strumenti di valutazione. Infine: Trattamento. Che sia un manuale pratico lo conferma lo stile, sempre asciutto e improntato alla massima leggibilità. Ma soprattutto la presenza, in ogni capitolo, di un algoritmo o "albero decisionale" che guida dalla manifestazione dei segni e sintomi al follow up del trattamento. Stefano Vicari, Neurologo, Primario U.O.C. Neuropsichiatria Infantile I.R.C.C.S. Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, è Docente di Psicobiologia e Psicologia Fisiologica L.U.M.S.A. Roma; Alberto Villani, Direttore dell’U.O.C. di Pediatria Generale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, è Docente presso la Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università Sapienza di Roma e del Bugando University College of Health Science (BUCHS) di Mwanza – Tanzania. |
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Gli
occhi della bruttezza.
Dismorfofobia. Senso estetico e percezione distorta del proprio corpo “Questo studio si origina nelle difficoltà incontrate nel lavoro con pazienti diagnosticati come dismorfofobici e le cui psicoterapie analitiche si trovano spesso in situazioni di impasse. Questi pazienti che a uno sguardo esterno non appaiono affatto brutti, si percepiscono invece come tali. (...) Va subito detto che spesso i problemi concernenti la bellezza e la bruttezza vengono vissuti e presentati, da coloro stessi che ne soffrono, come problemi banali e superficiali. Esiste cioè, abbastanza diffusa, una certa vergogna (specie nel sesso maschile) a porre questa problematica. Occorre così non cadere nella trappola del preconcetto di considerare i problemi estetici come problemi superficiali. Dobbiamo essere profondamente consapevoli di quanto i problemi relativi alla bellezza e alla bruttezza possano fare soffrire.(...) Con i pazienti sofferenti per la loro presunta bruttezza, il nostro compito di terapeuti (in alcuni casi) è molto difficile. Ma è troppo presto per averne idee chiare e distinte. È pertanto necessario avere il coraggio di ammettere di non saperne ancora a sufficienza e continuare a cercare” (dall’Introduzione dell’autore). Giuseppe Maffei, libero docente in psichiatria, membro Aipa e Iaap, è autore di diverse pubblicazioni, redattore della "Rivista di Psicologia Analitica" e direttore della rivista "Psicoanalisi e metodo". |
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Lo
"Spettro" Bipolare Rivolto a psichiatri, psicologi, neuropsichiatri infantili, psicoanalisti, psicoterapeuti, operatori socio-sanitari, terapeuti della riabilitazione, genitori, pubblico colto, questo manuale tratta del disturbo bipolare, che colpisce tra il 2,5% e il 5% della popolazione e più frequentemente giovani. In Italia sono circa due milioni di persone a soffrirne. È un disturbo grave e ricorrente che può rovinare i rapporti interpersonali, causare la perdita del lavoro e, in casi estremi, portare a comportamenti suicidari. Il disturbo bipolare può essere curato. La maggior parte delle persone che ne soffrono anche in forme gravi può raggiungere un ottimo livello di stabilizzazione della malattia. È una malattia compatibile con una vita normale e produttiva, ma come alcune malattie fisiche, quali quelle cardiologiche e il diabete, il disturbo bipolare è di lunga durata e deve essere controllato costantemente durante la vita. A differenza delle malattie fisiche è più complicato riconoscerla e accettarla. |
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La Depersonalizzazione.
Una nuova prospettiva Ampio studio sul disturbo dissociativo della depersonalizzazione, che causa un'alterazione della percezione del sé e un senso di distacco dalla realtà. Proprio per le sue caratteristiche di diffusione e sporadicità, gli studi hanno spesso trascurato la specificità della depersonalizzazione come sindrome, privilegiandone la comparsa in concomitanza con altri disturbi. Questo studio, in linea con le ricerche più recenti, si propone invece di trattare la depersonalizzazione nella sua dimensione cronica e patologica, non sempre spiegabile come espressione di altre malattie mentali. In appendice, la Scala sulla depersonalizzazione di Cambridge, strumento che indaga la sintomatologia del disturbo, elaborato dall'autore all'interno dell'Istituto di Psichiatria del King's College di Londra. |
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Trattamento
cognitivo-comportamentale del disturbo borderline -
2 volumi indivisibili con CD Volume I. Il modello dialettico
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Volume II. I gruppi di skills training La prima edizione italiana integrale del manuale di Marsha Linehan
sul modello dialettico nel trattamento cognitivo-comportamentale del
disturbo borderline di personalità, in cui l’autrice mette
a disposizione del lettore la sua pluriennale esperienza clinica e
di ricerca in questo ambito. |
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Paranoia.
Dal disturbo dipersonalità alla psicosi delirante Nella storia della psichiatria molto si è detto a proposito della Paranoia, un disturbo psicotico che nelle diverse epoche storiche è sempre stato trattato con imprecisioni terminologiche e confusioni diagnostiche. Anni di esperienza peritale e clinica hanno indotto l’autore a riesaminare la letteratura specialistica e a ripercorrere casistiche cliniche e peritali per far luce sulla questione. La diagnosi di disturbo paranoide, afferma in conclusione Fornari, dovrebbe essere abolita o riconsiderata, quando ne esistono gli indicatori, come anticamera e prodromo di un funzionamento al limite o psicotico (paranoia e schizofrenia paranoide); altrimenti, non dovrebbe essere utilizzata per etichettare diffusi – ancorché non condivisibili – modi di essere e comportarsi. Ugo Fornari, medico psichiatra e analista, è professore ordinario di psicopatologia forense presso l’Università di Torino e direttore del Centro di Psicologia giudiziaria attivato presso la cattedra da lui diretta. |
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Disturbi
di personalità. Identità e conflitti in
una società in trasformazione I disturbi di personalità sono caratterizzati da contenuti di comportamento, vissuti, pensieri, ma anche e soprattutto, sono disturbi della “relazione”: implicano quindi la comunicazione, il rapporto, in una coppia, in un gruppo, una famiglia, una comunità. Riguardo alla terapia, non esistono farmaci per i disturbi di personalità: sembrerebbe quindi che questo sia il regno delle terapie psicosociali, ma sappiamo quanto le esigenze di un’evidenza di efficacia e le limitazioni di risorse umane e di tempo per gli interventi possano condizionare questo ambito. In alcuni settori si sono andate sviluppando terapie integrate, farmacoterapiche e psicoterapiche, innalzando probabilmente la possibilità di curare, consentendo ad esempio una maggiore accessibilità alle cure, come nel caso di alcuni quadri borderline. Ancor più che per altre problematiche psichiche, si rende necessario l’impiego di modelli di intervento che pongano in prima linea la costruzione di trattamenti con risorse diverse, accoppiandole, vincendo le divisioni, personalizzando le cure, ma anche dando alla fine le prove di efficacia e stabilità di risultati alla valutazione a distanza. |
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Manuale
di terapia psichiatrica integrata. Vol. 1 Terapie somatiche
e psicoterapia La terapia psichiatrica moderna si basa su tre pilastri principali: la farmacoterapia, la psicoterapia e gli interventi psicosociali e riabilitativi. In questa complessa rete terapeutica è di fondamentale importanza che lo psicofarmacologo clinico, il riabilitatore e lo psicoterapeuta concordino un comune piano con estrema chiarezza sui propri limiti e le proprie rispettive competenze. Il Manuale, un'opera costituita da due distinti volumi, rappresenta un'assoluta novità per il nostro paese e nel panorama della letteratura internazionale, e vuole essere, nelle sue diverse parti, il riconoscimento di tale complessità. Questo primo volume, dedicato alle terapie somatiche e psicoterapie, intende indicare le tecniche, le premesse teoriche delle stesse e le evidenze scientifiche a supporto di una "reale" impostazione di integrazione dei trattamenti somatici (psicofarmacologici e di neuromodulazione) e non somatici (psicoterapie) in psichiatria, al fine di evidenziare potenziali benefici nell'esito a breve e soprattutto nella prognosi a lungo termine. |
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Fantasmi
nel sé. Trauma e trattamento della dissociazione
strutturale Basandosi sulla teoria della dissociazione strutturale della personalità integrata con la psicologia dell'azione di Janet, gli autori, dopo una lunga esperienza clinica con pazienti traumatizzati, hanno sviluppato un modello di intervento a più fasi centrato sull'identificazione e il trattamento della dissociazione strutturale. La terapia ha l'obiettivo di aumentare la capacità del paziente di adattarsi all'ambiente, per affrontare i compiti della vita quotidiana e tenere a bada i fantasmi legati a ricordi traumatici non elaborati. Onno van der Hart insegna presso il dipartimento di Psicologia clinica dell’Università di Utrecht. Ellert R.S. Nijenhuis lavora presso il centro per la salute mentale Mental Health Care Drenthe, in Olanda. Kathy Steele dirige i Metropolitan Counseling Services, un centro di psicoterapia ad Atlanta (USA). |
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Il
disturbo borderline di personalità I pazienti con disturbo borderline di personalità rappresentano una straordinaria sfida per psicologi clinici, psicoterapeuti, psichiatri e operatori della salute mentale. Negli ultimi anni le conoscenze scientifiche relative a questo disturbo si sono ampliate con ricadute nelle tecniche di intervento e nella cura. Questo volume illustra lo stato dell'arte, offre una serie di chiavi di lettura cliniche di tale fenomeno e descrive le strategie di intervento terapeutico utili per il trattamento della personalità borderline. Piuttosto che scegliere un particolare approccio, Paris passa in rassegna le diverse terapie psicologiche, psicosociali, farmacologiche e individua gli ingredienti fondamentali per un intervento "evidence-based". Joel Paris insegna nella McGill University di Toronto dove ha diretto il Dipartimento di Psichiatria. È stato presidente della Association for Research on Personality Disorders. Tra le sue pubblicazioni in italiano: "Contesto sociale e disturbi di personalità" (Cortina, 1997). |
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Personalità
paranoide e psicopatica. Contributi alla patologia di personalità
tra psichiatria e psicoanalisi I disturbi di personalità condizionano l'individuo nella sua maturazione influenzandone l'identità personale, il grado di soddisfazione e inevitabilmente le modalità e la qualità delle relazioni interpersonali, trovando anzi in quest'ultime il proprio tratto distintivo: sia nella sfera personale che in quella professionale. L'implicazione che ne risulta porta a considerare, per meglio comprendere i "sintomi", la necessità di "conoscere" la persona che li accoglie. Nella prima parte del testo alcuni autori confrontano i disturbi di personalità classificati nel FDM (Manuale Diagnostico Psicoanalitico) con quelli presenti in altri manuali diagnostici già in uso da tempo come il DSM IV-TR e la SWAP-200. Vengono proposti anche ulteriori strumenti integrativi come il Questionario sul Funzionamento Mentale (QFM-200; Albasi C. et al); nella seconda parte, altri autori focalizzano la loro attenzione su due particolari disturbi di personalità: psicopatica e paranoide. Gli autorevoli contributi di Nancy McWilliams, che affronta l'importanza dell'approccio diagnostico e terapeutico dal punto di vista psicodinamico, sviluppano inoltre le implicazioni che questi disturbi hanno in ambito psichiatrico, istituzionale, sociale e legale. |
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Tolgo il
disturbo!!! I disturbi di personalità nella relazione
terapeutica Il libro presenta, in chiave prevalentemente umoristica, le caratteristiche interpersonali dei Disturbi di Personalità e quelle tipiche della relazione terapeutica che si instaura con questi pazienti. L'intento dell'autore è quello di dare seguito e completamento al libro precedente: "Scusate il disturbo!". A un manuale diagnostico, che cercava di dare utili indicazioni per comprendere cosa siano i Disturbi di Personalità e quali siano le loro caratteristiche, segue un libro più "terapeutico", che mette a fuoco soprattutto gli aspetti tipici della relazione d'aiuto. Come vivono la psicoterapia le persone con disturbi di personalità diversi? Cosa provano, come si comportano? Quali sono i sentimenti, le reazioni del terapeuta di fronte a loro? Quali le indicazioni terapeutiche da tenere presenti per cercare di "togliere il disturbo"? L'autore ritiene l'umorismo un importante, intuitivo e sintetico strumento conoscitivo, un modo divertente e stimolante di osservare la realtà, guardandola da un punto di vista diverso, creativo, che aiuta ad imparare e ricordare. |
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Esercizi
di visioning. Psicoanalisi, psichiatria,
istituzioni La coesistenza di diverse tradizioni teorico-cliniche caratterizza l'epoca del pluralismo in psicoanalisi. In questo nuovo contesto, la complessità intra e inter-disciplinare dei concetti richiede un radicale ripensamento degli strumenti di lavoro dello psicoanalista. Mentre per lungo tempo l'interpretazione è stata la punta di diamante dell'intervento terapeutico, oggi essa viene riconsiderata grazie alla decostruzione/ricostruzione dei fattori terapeutici (specifici e non specifici, interpretativi e non interpretativi) all'opera nel processo trasformativo. L'interpretazione "classica", che mirava al disvelamento di verità nascoste, viene dunque intesa in una prospettiva più flessibile e multidimensionale che consente di esportare le conoscenze della psicoanalisi nel lavoro con i pazienti gravi, nel lavoro di gruppo, nella pratica clinica delle istituzioni psichiatriche. In questa prospettiva, giocano un ruolo cruciale quelli che abbiamo chiamato "esercizi di visioning": ipotesi provvisorie e concettualmente eterogenee che mirano a sviluppare la capacità dei singoli e dei gruppi di generare rappresentazioni perspicue dei fenomeni con i quali di volta in volta i clinici si confrontano. |
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| Occasioni
di dialogo. Quarant'anni di presentazioni, interviste e recensioni
psicoanalitiche Fausto Petrella Venaria Reale (TO), Antigone, 2010 (Acheronta movebo) ISBN: 9788895283456 220 p. € 25,00 Settore PSICHIATRIA Fausto Petrella propone qui una scelta degli "scritti occasionali" che hanno affiancato, lungo quarant'anni di attività clinica e di ricerca, la sua produzione scientifica più impegnativa in ambito psicoanalitico e psichiatrico. Presidente della Società Psicoanalitica Italiana dal 1997 al 2001, codirettore della rivista Gli Argonauti, professore ordinario di Psichiatria presso l'Università degli Studi di Pavia, Petrella è autore di numerose pubblicazioni su riviste specialistiche in ambito psichiatrico o psicoanalitico, in cui la psicoanalisi si interroga e si confronta con le scienze umane e l’arte: fra le altre, "La mente come teatro. Antropologia teatrale e psicoanalisi", Centro Scientifico Torinese, 1985; "Turbamenti affettivi e alterazioni dell'esperienza", Raffaello Cortina, 1993. |
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| Lo sviluppo
antisociale: dal bambino al giovane adulto. Una prospettiva evolutiva
e psichiatrico-forense. a cura di Ugo Sabatello Milano, Raffaello Cortina, 2010 (Psichiatria, psicoterapia, neuroscienze) ISBN: 9788860303233 462 p. € 33,00 Settore PSICHIATRIA Il volume riunisce per la prima volta competenze diverse per mettere a fuoco la complessità del comportamento antisociale in età evolutiva. Nella prima parte traccia un profilo dello sviluppo violento, da differenti punti di vista e con una particolare attenzione ai recenti contributi neurobiologici e neurocognitivi e alle caratteristiche della mente adolescente, osservata in un’ottica psicodinamica. Nella seconda si tratta della perizia psichiatrico-forense in età evolutiva, nei suoi aspetti etici, giuridici e tecnici. Tra i temi di maggior interesse, la violenza giovanile, il bullismo, la violenza sessuale nei minori. Ugo Sabatello, neuropsichiatra infantile, è responsabile del servizio di Psicoterapia di bambini, adolescenti, genitori del dipartimento di Scienze neurologiche, psichiatriche e riabilitative dell’età evolutiva all’Università “La Sapienza” di Roma. |
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| Il disagio
psichico nella post-modernità. Configurazioni di personalità
e aspetti psicopatologici a cura di Daniele La Barbera, Maurizio Guarneri, Laura Ferraro Roma, Magi, 2010 ISBN: 9788874870295 304 p. € 20,00 Settore PSICHIATRIA Il volume propone un viaggio all’interno dell’area-limite della clinica e della psicopatologia dei disturbi di personalità che, nell’epoca attuale, sembrano diffondersi al pari di una normopatia. Attraverso il contributo di Autori di elevata esperienza clinica, ma anche attivamente presenti nel panorama scientifico, viene offerto uno scenario dai riflessi mutevoli, di interesse sia per gli specialisti che per il lettore attento a questi temi. Oltre a contributi di ricerca, sarà possibile porsi in ascolto di storie di vita e di sofferenza umana accolte all’interno della relazione terapeutica. In una fase della civiltà umana caratterizzata da una tumultuosa accelerazione del progresso tecnologico, che determina fenomeni di frammentazione e ibridazione culturale e radicali cambiamenti nella sensorialità e nella sfera cognitiva e affettiva, i processi di definizione identitaria rischiano di assumere quelle caratteristiche di eclettismo, indifferenziazione e liquidità proprie dei continui e caotici scambi e relazioni che oggi si realizzano in una miriade di spazi virtuali tecno-mediati. Riflettere su questi aspetti appare indispensabile per un corretto approccio alle patologie della personalità nell’epoca post-moderna. |
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