| Novità
|
SETTORE:
PSICANALISI LACAN |
Il trucco
per guarire. Prospettive per una clinica non soppressiva del
sintomo La psicoanalisi non è come la medicina, dove il paziente riceve una prescrizione da applicare, dei dosaggi da assumere, delle diete da seguire, degli esercizi da mettere in pratica. Dallo studio medico si esce con un'indicazione definita, perchè la lamentela riguarda una porzione circoscritta del corpo. La psicoanalisi invece entra nei serpeggiamenti dell'esistenza, investe il sesso, le angosce, gli amori e gli odi, e si capisce bene che non ci siano ricette subito disponibili, istruzioni chiare per risolvere i quesiti che la vita pone a ogni essere umano. Non c'è una "ricetta" per guarire, ma un "trucco". È Lacan che ne parla: lo psicoanalista, attraverso l'esperienza, riesce a sussurrare al paziente qualcosa che è in grado di indurlo a guarire. Non è il trucco del prestigiatore, non è un particolare gioco di abilità. Bisogna che le parole tocchino la carne, mettano in gioco il corpo, facciano emergere il reale dell'esistenza. A volte ci vuole molto tempo, a volte è sorprendentemente rapido, come nei momenti rari in cui la vita, improvvisamente e bruscamente, mantiene le sue promesse. Marco Focchi, membro dell'Associazione Mondiale di Psicoanalisi e presidente della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, mostra in questo libro la fruibilità clinica di testi lacaniani abitualmente considerati soprattutto nel loro valore teorico. |
|
Dal rapport
al transfert. Il femminile alle origini della psicoanalisi "Ponendo il femminile sempre alle origini della psicoanalisi, Elisabeth Roudinesco evoca il carattere strutturale, fondativo, del connubio tra la costituzione di un sapere che investe il campo della differenza sessuale e la differenza sessuale stessa connotata dal femminile. Nel presente lavoro tenterò di esplorare, in maniera necessariamente selettiva, alcune tra le diverse forme storiche rappresentative del legame tra femminilità e origini della psicoanalisi. Con il primo termine, femminilità, intendo sia la presenza e l’esperienza delle donne, presenza da rinvenire ed esperienza da raccontare o più spesso da inferire, sia l’insieme delle rappresentazioni culturali a vario titolo associate alla sessualità femminile in un dato contesto storico-sociale, sia ancora la dimensione fantasmatica, femminile e maschile, che informa le suddette esperienze e rappresentazioni; con il secondo mi riferisco ad uno dei percorsi storici comunemente chiamati in causa a rendere conto della costruzione della teoria e del metodo psicoanalitico, quello che muove dalla diffusione del magnetismo animale in Europa alla fine del XVIII secolo per arrivare, attraverso l’ipnosi della Salpêtrière e di Nancy, ai freudiani Studi sull’isteria del 1895" (dall’Introduzione dell’autrice). |
|
Le perversioni
nella clinica psicoanalitica “Che cos’è la perversione?” si domanda Franco Lolli, psicanalista lacaniano. Le perversioni contengono una tale variabilità di manifestazioni sintomatiche che risulta complicato tracciarne un’identità, incidendo di volta in volta la variabilità del contesto sociale, storico, culturale all’interno del quale esse si presentano e che, di conseguenza, ne modifica continuamente i tratti e la fisionomia. Il libro propone un percorso di approfondimento attraverso la rilettura dei principali testi di Freud e Lacan dedicati allo studio dell’importante struttura clinica, e presenta lo sviluppo della teoria psicoanalitica della perversione riconducendone i meccanismi di costituzione a una precisa logica del funzionamento dell’inconscio. Lolli, psicoterapeuta, psicoanalista, membro analista di ALI (Associazione Lacaniana Italiana di Psicoanalisi), docente IRPA (Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata), direttore scientifico CSeRIM (Centro Studi e Ricerca sull’Insufficienza Mentale), è autore di diverse pubblicazioni fra cui: "L’ombra della vita" (B. Mondadori 2004), "Percorsi minori dell’intelligenza" (Angeli 2009), "La depressione" (Bollati Boringhieri 2009). |
|
L'uomo
senza gravità. Conversazioni con Jean-Pierre Lebrun Rigetto del “reale” a favore del “virtuale”, banalizzazione della violenza, perdita di legittimità delle figure dell’autorità, espansione delle diverse tossicomanie, attitudini inedite di fronte alla procreazione e alla morte, nuove forme di libertinaggio, difficoltà di una giovinezza senza prospettive, moltiplicazione spettacolare degli stati depressivi. La lista dei cambiamenti più recenti testimonia una evoluzione radicale dei comportamenti degli individui e della vita sociale. In questa conversazione appassionante con Jean-Pierre Lebrun, l’autore individua “la nuova economia psichica” prodotta da questa mutazione della soggettività e dell’esistenza collettiva. Se ieri la maggior parte dei pazienti che si rivolgevano allo psicoanalista lo faceva per trovare uno sbocco diverso dalla nevrosi alla conflittualità inerente al desiderio, oggi il problema più ricorrente è un godimento eccessivo. Cosa è successo, e cosa succede, perché il godimento abbia avuto, e abbia, il sopravvento sul desiderio? Due dei più importanti psicologi della contemporaneità indagano la crisi dei riferimenti che caratterizza il nuovo millennio. Un volume rigoroso e fondamentale per capire le derive della mente dell’uomo contemporaneo, accessibile anche ai lettori non specialisti. |
|
Il seminario.
Libro XVIII. Di un discorso che non sarebbe del sembiante 1971 Il Seminario Di un discorso che non sarebbe del sembiante segue il Seminario dal titolo Il rovescio della psicoanalisi dove Lacan aveva delineato le modalità con cui si sviluppa il legame sociale presentandolo nella forma di quattro discorsi. La posizione dominante di ogni discorso è occupata da un sembiante. Ma è mai possibile sviluppare un discorso che non sarebbe del sembiante? Il problema è molto piú concreto di quanto non sembri, poiché concerne il rapporto, o meglio i rapporti, anche quelli sessuali e amorosi, che possono intessere tra di loro l'uomo e la donna. È questo, infatti, il tema intorno a cui ruota il Seminario, e Lacan tenta qui di delinearne la logica. Per farlo dovrà smontare i miti freudiani per cogliere con la logica, la matematica, la topologia e la scrittura quel reale che costituisce la loro ossatura. Alla fine del Seminario si potrà forse comprendere meglio l'aforisma lacaniano "non c'è rapporto sessuale". Testo stabilito da Jacques-Alain Miller; edizione italiana a cura di Antonio Di Ciaccia. |
|
Lacan e
il femminismo contemporaneo Lacan ha operato una rivoluzione nella teoria e nella clinica rispetto al tema della femminilità dal momento che l’ha estratta dal quadro edipico in cui era confinata fino a quel momento. Per Lacan infatti la donna non è la madre e la sua essenza non è riconducibile alla castrazione ma le si apre un orizzonte al di là dell’Edipo. Nonostante ciò occorre dire che non sempre il femminismo ha riconosciuto la rivoluzione operata da Lacan, il cui nome piuttosto è stato capace di destare sospetti in ambito femminista. Oggi che Lacan assurge a interlocutore negli scritti di molte teoriche femministe, si può davvero dire che la sovversione del suo approccio sia stata colta? E cosa viene espresso nei confronti di Lacan dalle due posizioni "tipo" nei confronti della femminilità e cioè dall’approccio essenzialista, che guarda alla femminilità com’essenza irriducibile, e da quello costruzionista, che guarda al genere come costruzione simbolica? Il testo cerca una risposta a tali domande senza tralasciare le tematiche che sono da sempre al centro di interesse degli studi femministi e cioè l’etica, la lingua, la scrittura nonché l’isteria e l’omosessualità. |
|
Soggettivazione
e destino. Saggi intorno al Flaubert di Sartre Una raccolta di saggi brevi che ruotano attorno all'ultima grande opera di Jean-Paul Sartre - "L'idiota della famiglia. Gustave Flaubert dal 1821 al 1857" - ingiustamente dimenticata dalla cultura contemporanea, nonostante la sua forza concettuale e stilistica inconfondibile la rendano unica. In piena epoca strutturalista, Sartre ha il coraggio, confrontandosi in particolar modo con la psicoanalisi di Freud e di Lacan, di porci, attraverso la biografia di Gustave Flaubert, le domande che restano al cuore della sua filosofia e anche della stessa pratica della psicoanalisi, e che egli vede perdersi nell'affermazione del primato della struttura: "Qual è la verità di un uomo?", "Qual è il rapporto dell'uomo con l'opera?". Un inedito di Sartre, sempre dedicato a Flaubert, impreziosisce ulteriormente il volume. |
|
Il seminario.
Libro III. Le psicosi 1955-1956 Il folle non deve essere misurato in termini di deficit e di dissociazione delle funzioni. Lo psicotico infatti è un soggetto nel pieno senso della parola. Da Freud sappiamo che il soggetto, sia esso nevrotico, psicotico o perverso, è sempre il soggetto dell'inconscio. Ma qual è la molla che scatta perché si arrivi ad avere come risultato un folle? Tutto il seminario ruota intorno a questo interrogativo. Lentamente, procedendo a spirale, Lacan arriva a delineare la causa della psicosi. Essa non si annida nell'immaginario, ossia nel rapporto duale, tra un io e un altro io, fossero anche madre e bambino. La causa si annida nel simbolico, ossia in quel rapporto di cui Freud aveva dato il paradigma nella triade edipica e che Lacan, utilizzando l'apporto di de Saussure e di Jakobson, arriva a tradurre in termini di metafora. In gioco è un difetto della metafora paterna, a cui Lacan darà il nome di forclusione del Nome-del-Padre. Nel Seminario Lacan ricorre per illustrarlo alle Memorie di un malato di nervi del presidente Schreber, a cui Freud aveva dedicato un saggio. Ma non è il testo di Freud a chiarire quello di Schreber. È il testo di Schreber a mettere in luce la pertinenza delle categorie forgiate da Freud, come ebbe a dire Lacan presentando le Memorie nella traduzione francese. |
|
L'inconscio
è il sociale. Desiderio e godimento nella contemporaneità
Il mito delle Danaidi, condannate da Giove a riempire perennemente una botte dal fondo bucato, è evocato da Lacan per definire la natura paradossale del godimento (jouissance), mai sufficiente a colmare il nostro corpo che ne è sempre alla ricerca. Il godimento ci attraversa incessantemente come un flusso inarrestabile. Come governarlo? Come arginarne le derive, gli eccessi, la dipendenza da ciò che lo produce? Con continuo riferimento alla lezione lacaniana, questo saggio esplora le difficoltà e le modalità del godimento nelle nostre società democratiche e liberali, egualitarie e individualiste, sessualmente disinibite. In realtà sofferenti, prive di legami identitari e di referenze simboliche, seppur attraversate da segnali di controtendenza. Alla base dell’indagine l’aforisma di Lacan che dà il titolo al libro: "l’inconscio è il sociale". La logica del "discorso del capitalista" risulta insostenibile e abolisce il soggetto, affermava Lacan all’inizio degli anni '70, e alla fine non può che produrre degli anticorpi. La psicanalisi è l’anticorpo per eccellenza, perché sostiene la centralità del soggetto, il suo desiderio e un legame sociale che sia con essi compatibile. |
|
L'uomo
senza inconscio. Figure della nuova clinica psicoanalitica Secondo l’autore, nelle più diffuse psicopatologie del disagio contemporaneo della civiltà - anoressie, bulimie, tossicomanie, depressioni, attacchi di panico, somatizzazioni - il soggetto dell’inconscio, cioè il soggetto del desiderio, non è più protagonista della scena. Al centro della nuova clinica non ci sono più fenomeni di inibizione del desiderio ma l’assenza, lo spegnimento, la morte del desiderio come tale. Prevalgono l’apatia, il vuoto, la fatica di esistere. In questo senso la nuova clinica è una clinica dell’anti-amore, una clinica senza il soggetto dell’inconscio: il soggetto ipermoderno appare come un soggetto smarrito, senza centro, dominato dalla spinta compulsiva a un godimento solitario (narcisistico e cinico) che esclude lo scambio simbolico con l'Altro. Massimo Recalcati, psicoanalista, insegna Psicopatologia del comportamento alimentare all’Università di Pavia. Ha pubblicato, tra gli altri, "Sull’odio" (Bruno Mondadori, 2004) e "Melanconia e creazione in Vincent Van Gogh" (Bollati Boringhieri, 2009). Ha fondato Jonas, Centro di ricerca psicoanalitica per i nuovi sintomi, e dirige l’IRPA (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata). Leggi l' intervista di Luciana Sica (Così l'uomo ha perso l'inconscio, la Repubblica 21/01/2010). |
|
Lavoro
del lutto melanconia e creazione artistica Questo testo riproduce fedelmente le lezioni di Massimo Recalcati tenute nel corso di Psicologia dell'arte e della letteratura svoltosi all'Università degli Studi di Bergamo, facoltà di Scienze Umanistiche, nell'anno accademico 2007/2008. Recalcati, formato alla psicoanalisi a Parigi con Jacques-Alain Miller, è supervisore del SERT e presso il reparto di neuropsichiatria infantile dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna e insegna presso le Università di Pavia e di Bergamo; ha fondato Jonas, Centro di ricerca psicoanalitica per i nuovi sintomi, e dirige l’IRPA (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata). Le sue numerose pubblicazioni si sono occupate prevalentemente delle forme contemporanee della psicopatologia, della teoria psicoanalitica di Lacan e di estetica psicoanalitica. |
|
Conferenze
di estetica lacaniana e lezioni romane Presentazione di Antonio Di Ciaccia. Se c’è un’etica della psicoanalisi, come viene affermato in una di queste conferenze, non c’è estetica della psicoanalisi. Si rimarrà allora sorpresi che il titolo supponga che ci sia almeno un’estetica lacaniana. Ma il titolo può non implicare neppure questo, ma soltanto che possa esserci dell’estetica lacaniana. Vale a dire che a partire da Lacan possiamo orientarci in più modi: nelle questioni dell’arte, nell’arte di analizzare, nell’antifilosofia – come un’arte della disinvoltura nei confronti delle dottrine, prendendo qua o là una qualche trovata filosofica – e nella catarsi infine, cioè l’arte di gestire gli affetti, i propri e quelli degli altri. |
|
Leggere
Lacan. Guida perversa al vivere contemporaneo La psicoanalisi è morta? Se spesso in questo inizio di XXI secolo la domanda è stata più che altro retorica e la risposta inequivocabilmente affermativa, Slavoj Zizek, in questa sua breve e incisiva introduzione al pensiero di Lacan, si lancia arditamente controcorrente: non solo la psicoanalisi è in ottima salute, ma, anzi, solo ora, in questa nostra società che spinge al godimento a tutti i costi, le intuizioni freudiane si rivelano in tutta la loro lungimiranza e lucida esattezza. Zizek parte proprio dal lacaniano "ritorno a Freud", un ritorno sostanziale, per illustrare il pensiero dello psicoanalista francese. Così, se con Lacan la psicoanalisi è fondamentalmente un processo di lettura, Zizek in ciascun capitolo utilizza un passo dell'opera del maestro come strumento esegetico, chiave di lettura di altri testi filosofici o letterari, di fenomeni della contemporaneità, di manifestazioni della cultura pop: dalla politica estera americana all'ultimo Kubrick, da Shakespeare a Nietzsche, da "21 grammi" ad "Alien". Perché la psicoanalisi rimane, prima di qualsiasi applicazione clinica, uno strumento formidabile per mettere l'individuo a confronto con la dimensione più radicale dell'esistenza umana. |
|
Il tempo
del panico La figura psicopatologica del panico è una tra le figure più in evidenza nella civiltà ipermoderna. Questo libro prova tratteggiarne i contorni ricorrendo non solo alla psicoanalisi ma anche ad altre chiavi di lettura, come quella filosofica, quella letteraria e cinematografica. Il nostro tempo non è solo il tempo accelerato del consumo compulsivo. Non è solo il tempo dominato dalla girandola accecante degli oggetti gadget. L'esperienza ormai diffusa epidemicamente del panico rivela l'ombra spessa che accompagna il nostro commercio solo apparentemente euforico col mondo. Perdita di controllo, vertigine, disorientamento, caduta, dissoluzione dei confini, smarrimento di un centro di gravità permanente: il nostro tempo è il tempo del panico, tempo che scuce la maschera sociale del divertissement rivelandoci la nostra inermità più radicale. Jonas - Centro di ricerca psicoanalitica per i nuovi sintomi è un'associazione sorta nel 2003, diffusa sul territorio nazionale, composta da psicoanalisti, psicoterapeuti, psicologi e intellettuali, il cui orientamento teorico si ispira all'insegnamento di Jacques Lacan e della sua scuola. La sua finalità è quella di interrogare il male di vivere contemporaneo, le sue forme sintomatiche prevalenti e la sua intersezione col discorso sociale dominante. |
|
Melanconia
e creazione in Vincent Van Gogh Una lettura sintetica dell'opera di Van Gogh attraverso le chiavi della psicoanalisi. Il libro ripercorre la vita del pittore nei suoi sforzi per trovare, nonostante il rifiuto originario che ha patito, un'iscrizione simbolica possibile. Questo avverrà dapprima attraverso l'adesione, al limite del fanatismo, alla parola evangelica e, in seguito, attraverso la dedizione alla pratica dell'arte. Le maschere fondamentali del Cristo e del giapponese servono a Van Gogh per darsi un'identità di cui si sente privo. La sua pittura non è la semplice espressione di stati emotivi, ma lo sforzo estremo di attingere, attraverso la luce e il colore, direttamente all'assoluto, alla Cosa stessa. La dedizione all'arte, che lo aveva in un primo tempo salvato dalla sua melanconia originaria, si rivela però ciò che lo fa precipitare negli abissi della follia. Il suo movimento pittorico e biografico dal Nord verso il Sud lo avvicina troppo al calore incandescente della Luce e in questa prossimità, come nel mito di Icaro, egli finisce per consumarsi. Recalcati, tra i più noti psicoanalisti lacaniani in Italia, insegna Psicologia dell’arte all’Università di Bergamo e Psicopatologia del comportamento alimentare all’Università di Pavia. È fondatore di Jonas (Centro di ricerca psicoanalitica sui nuovi sintomi) e direttore scientifico della scuola di specializzazione in psicoterapia Irpa (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata). |
|
Psichiatria
non psichiatria. La follia nella società che cambia La vicenda della psichiatria - progetto di disciplina medica e organizzazione sociale delle cure - è innervata dalle contraddizioni di una democrazia che tenta di unificare il trattamento del soggetto, tra singolare e plurale. Fino all'inizio del Novecento si è applicato lo sguardo della medicina alla malattia mentale, senza però arrivare a stabilirne una processualità clinica. Quando, finalmente, l'estendersi della ricerca freudiana è approdato a fondare una clinica delle psicosi, la pratica sociale della psichiatria non è riuscita ad integrarla nel proprio funzionamento. Si arriva così alla contestazione della psichiatria e all'abbandono della clinica. A questo punto si sviluppano linee diverse, ancora alla ricerca di una politica capace di annodarle. Il mondo accademico proclama l'emancipazione della psichiatria dalla neurologia, per poi subito approdare alle neuroscienze. Le istituzioni sanitarie (OMS) si dedicano alla promozione della salute mentale e alla profilassi sociale con l'appoggio della psicologia. La psicoanalisi si trova sola a sostenere la pratica clinica e, quindi, a sviluppare una teoria dei processi sociali ad essa adeguata. Gli scritti qui raccolti testimoniano di quest'ultima ricerca, svolta nell'arco di più di trent'anni attraverso una pratica orientata dall'insegnamento di Lacan. Carlo Viganò, laureato in medicina e specializzato in neuropsichiatria, si è formato come psicoanalista a Parigi, con Jacques Lacan. Membro dell'Association Mondiale de Psychanalyse, è docente presso l'Istituto Freudiano di Roma e il Centro "Paul Lemoine" di Palermo. |
|
La depressione
Un dolore profondo, ma indicibile, impossibile da mettere in una parola, un dolore che rischia di apparire inesistente perché incomunicabile: la depressione condanna chi ne soffre a una doppia pena, quella che sorge dal disagio psichico e quella che deriva dall’invisibilità dello sguardo dell’altro. Che spesso si volge verso manifestazioni di dolore più tangibili, fisiche, e quindi più vere, imprigionando il depresso nel suo silenzio o spingendolo ad atti che sono grida di aiuto. Franco Lolli porta il lettore in un viaggio dentro a un autentico enigma dell’animo umano, misteriosamente propenso a «soddisfarsi, in una maniera apparentemente incomprensibile, in ciò che insoddisfa». Un’analisi lucida e inesorabile che scandaglia senza compromessi questo fenomeno pervasivo della nostra società, prona a un’ideologia consumistica e performativa e ormai incapace di simbolizzare e accettare la fondamentale impotenza dell’uomo davanti al fallimento, al lutto, alla morte. Psicoterapeuta, psicoanalista, Lolli è vicepresidente Jonas (Centro di ricerca psicoanalitica per i nuovi sintomi), docente presso l’IRPA (Istituto di Ricerca di Psicoanalisi applicata), direttore scientifico dello CSeRIM (Centro Studi e Ricerca dell’Insufficienza Mentale). |
|
Divertiti!
Imperativo presente. Psicoanalisi, abuso di sostanze e «discorso
del capitalista» L'imperativo che orienta il programma ipermoderno della Civiltà è un imperativo di godimento. A partire da questo assunto teorico questo libro interroga una delle forme più diffuse del godimento contemporaneo: quello legato all'abuso di sostanze. Una nuova forma di schiavitù sembra emergere, che non ha più i connotati del passato. Nell'attualità, come ricordava Pasolini, il potere non esige più sudditi passivi ma consumatori attivi. Esponendo la cifra più pura dell'attività di consumo, il soggetto che abusa di sostanze tossiche, si isola artisticamente nel suo godimento staccandosi dal circuito dello scambio simbolico con l'altro. Jonas - Centro di ricerca psicoanalitica per i nuovi sintomi, associazione sorta nel 2003, composta da psicoanalisti, psicoterapeuti, psicologi, intellettuali, si ispira all'insegnamento di Jacques Lacan e della sua scuola con la finalità di interrogare il male di vivere contemporaneo, le sue forme sintomatiche prevalenti e la sua intersezione col discorso sociale dominante. |
|
Un'analisi
con Dio. L'appuntamento di Lacan con Kierkegaard Jacques Lacan considerava Kierkegaard come il più acuto indagatore dell’anima prima di Freud. Ne è stato un lettore assiduo e originale, e lo cita in alcuni punti cruciali del suo insegnamento, così che Kierkegaard illumina Lacan nello stesso movimento in cui Lacan illumina Kierkegaard. I paradossi del desiderio, le figure del godimento, i miraggi dell’amore, ma anche le astuzie ironiche dell’enunciazione, i chiasmi della temporalità, la ripetizione, l’angoscia, il senso di colpa, la creazione e il ruolo di Dio: ecco le questioni suscitate da questo dialogo. |
|
Mente e
inconscio nella disabilità intellettiva Questo libro costituisce la prima realizzazione editoriale di un progetto che prevede la pubblicazione annuale dell'intensa attività seminariale, sul tema dell'insufficienza mentale, promossa dallo CSeRIM. Molti gli studiosi che hanno accettato di entrare a far parte di questa nuova avventura. Per ognuno di loro, il testo che è qui pubblicato rappresenta il punto più avanzato del loro lavoro di ricerca, la versione elaborata dell'intervento di insegnamento, il ricco e meditato materiale che hanno avuto modo di presentare nell'ambito dei Seminari di Formazione organizzati nell'anno 2007-2008 a Porto Potenza Picena. Sebbene costituito da interventi teorici e clinici caratterizzati da impostazioni formative e prospettive culturali differenti, il libro presenta una uniformità assoluta nel porre l'attenzione alla comprensione del fenomeno senza scadere in facili formule o in considerazioni riduttive ed estremamente semplificatrici. Come sotto una lente di ingrandimento, la fitta rete di apparenti contraddizioni e incoerenze che rendono complessa la fenomenologia della insufficienza mentale si svela nella sua struttura logica e apre al lettore nuove possibilità di intuizione e di azione. |
|
Il seminario.
Libro VIII. Il transfert (1960-1961) A cura di Jacques Alain Miller, Antonio Di Ciaccia. Il transfert è vero amore? Sí. Eppure la situazione che mette in relazione l'analizzante e l'analista è la piú falsa che ci sia. Freud, scoprendo la potenza del transfert, ha tuttavia deciso di servire l'amore che gli è connesso, di servirlo per servirsene. A quale scopo? Per un unico scopo: affinché l'analizzante si schiuda alla dimensione del desiderio. Per illustrare ciò Lacan si appoggia al Simposio di Platone, offrendone un commento inedito e puntuale. Socrate è la prima figura dell'analista: è il desiderante a oltranza ma è anche colui che si sottrae quando si tratta di mostrarsi nella posizione del desiderato. E infatti, pur racchiudendo per Alcibiade l'oggetto agalmatico, Socrate afferma perentoriamente di non essere niente. In questo seminario Lacan delinea quella funzione di motore della cura analitica che egli chiama il desiderio dell'analista. Riprendendo infine il rapporto tra tragedia e desiderio inconscio, illustra come questo si delinei nell'arco di tre generazioni dando voce ai personaggi della trilogia dei Coûfontaine di Paul Claudel. |
|
La parte
oscura di noi stessi. Una storia dei perversi Dove comincia la perversione e chi sono i perversi? Il libro risponde a questa domanda combinando l'analisi della nozione di perversione con i ritratti delle figure più emblematiche dei perversi dall'età medievale ai nostri giorni. Nel corso di questa finora sconosciuta storia delle idee e dei comportamenti il lettore si imbatterà quindi in personaggi noti e in alcuni insospettabili: da Gilles de Rais - compagno d'armi di Giovanna d'Arco - il più grande pervertito criminale del Medioevo ai flagellanti; da alcune sante e mistiche famose come Caterina da Siena e Margherita Maria Alacoque al marchese de Sade; da Rudolf Hòss, moralista e massacratore di ebrei, al medico Josef Mengele, stupratore di bambini, esibizionista, voyeur e autore di macabri esperimenti sui prigionieri dei lager nazisti. (leggi > Intervista di Fabio Gambaro a Elisabeth Roudinesco) |
|
Scenari
dell'Angoscia L'angoscia è l'inatteso, la visita, la notizia, tutto ciò che esprimiamo con il termine presentimento. Secondo Freud, ci appare come estranea benché tocchi l'intimità del nostro essere sino a farlo vacillare. Costituisce il lato più sgradevole, più difficile da dire e da rappresentare. Al suo manifestarsi, qualcosa del rapporto con il mondo s'incrina, le certezze vengono sospese e si apre una dimensione che non è più della realtà, sebbene stia al cuore della nostra vita: Lacan la chiama la dimensione del reale. È un'esperienza logicamente necessaria, non accidentale, benché improvvisa e non padroneggiabile. Senza di essa non potremmo diventare soggetti responsabili, né avere desideri e costruttivi rapporti con gli altri. I contributi del volume, che raccoglie il lavoro di insegnamento della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi a Padova, esplicitano il ruolo dell'angoscia come rivelatrice della verità, come fenomeno espansivo prioritario che dissolve tutto il resto. Alla storia del concetto, con i suoi sviluppi teorici, fa seguito una sezione su angoscia e scrittura e una sul rapporto tra l'angoscia e le donne. Una quarta parte fa riferimento all'emergenza clinica attuale mettendo in evidenza i rapporti tra l'angoscia, le varie forme di dipendenza e il panico. |
|
Jacques
Lacan e la filosofia L'opera di Lacan chiama in causa la filosofia confrontandola con la psicoanalisi, ma quali sono gli elementi filosofici utilizzati dallo psicoanalista francese? In che modo concorrono a formare l'orizzonte concettuale della psicoanalisi, e in particolar modo della psicoanalisi lacaniana? Seguendo le indicazioni dello stesso Lacan, è possibile individuare alcune istanze filosofiche che innervano, in modo esplicito o implicito, la sua teoria psicoanalitica e filosofica. Si tratta degli studi di Koyré sulla scienza moderna, delle lezioni di Kojève sulla Fenomenologia dello spirito di hegel, delle filosofie di Kant e di Heidegger. inoltre il pensiero di Lacan ha avuto conseguenze rilevanti nella filosofia contemporanea, come attestano le interpretazioni fornite da Deleuze e Zizek, che qui sono analizzate e discusse. Emerge dai testi lacaniani una filosofia della psicoanalisi che costituisce un modello di filosofia delle scienze umane: il suo nucleo critico è il rapporto tra affetto e linguaggio. |
|
Il seminario.
Libro VII. L'etica della psicoanalisi 1959-1960 L'etica consiste essenzialmente in un giudizio sulla nostra azione. La psicoanalisi apporta qualcosa che si pone come misura della nostra azione, ma lungi dal proporre un ritorno agli istinti o una ripresa degli ideali della morale tradizionale, essa pone l'accento sul rapporto dell'azione con il desiderio che la abita. Il desiderio non si confonde né con il volere né con il potere, né con il piacere né con l'utile. Comporta invece la dimensione dell'inconscio. In questo seminario Lacan illustra come il desiderio inconscio ruoti attorno a un vuoto di senso: Freud lo chiama das Ding, Lacan la Cosa. Questo vuoto, esemplificato nelle forme della sublimazione dell'amor cortese e dell'arte, Lacan lo delinea nel rapporto paradossale che egli stabilisce tra il Kant dell'imperativo categorico e il de Sade del fantasma perverso. Di questo vuoto Lacan svela l'orrore, esemplificato nella tragica figura di Antigone e celato dal comandamento dell'amore verso il proprio prossimo. |
|
Delucidazioni
su Lacan Troppo spesso il destino dell'insegnamento di Lacan è stato quello di rimanere occultato dietro la potenza di seduzione della sua figura. A volte le sue frasi, staccate dal contesto, venivano esposte senza spiegazione, come se capirlo fosse una pretesa vagamente inopportuna. Tra gli allievi di Lacan, Jacques-Alain Miller spicca come un lettore diverso da tutti gli altri. Senza indulgere a manierismi o a tentazioni identificative, si propone di capire e far capire, presentando con grande chiarezza un discorso che in alcuni casi rischierebbe di apparire aforistico o oscuro. I "seminari brasiliani" di Miller, qui raccolti, delineano la logica e la particolarità della clinica lacaniana, e permettono a ogni lettore di scoprire, oltre il Lacan dell'"inconscio strutturato come un linguaggio" e di altre formule, un pensiero dalle innumerevoli e insospettate sfaccettature. |
|
A nuda
voce. Vocalità, inconscio, sessualità Un testo che rivisita in chiave psicanalitica la fisiologia del canto, il timbro, il ritmo, l'intonazione e l'improvvisazione jazzistica. Propone, inoltre, una stretta parentela tra voce, godimento femminile ed estasi mistica, senza dimenticare spunti originali intorno alla voce delle Sirene. Sul piano della clinica, il volume discute l'inflessione della voce, gli inciampi, i lapsus, le balbuzie, il silenzio dei soggetti autistici, la voce che all'improvviso cambia in un momento cruciale della seduta psicoanalitica. Capitoli importanti sono dedicati alla voce come legame primario tra madre e bambino e alla voce strutturante del padre. Chiude il libro un capitolo sulla voce e l'amore. Laura Pigozzi fa parte del Movimento Psicanalitico Nodi Freudiani, canta jazz, insegna canto ed è formatrice di insegnanti di canto, conduce corsi di prosodia per attori e speakers e percorsi sulla voce in gravidanza e nella relazione madre-bambino. |
|
Il bambino
adulterato. Psicoanalisi e questione infantile: ipotesi di lettura Nella ormai vasta letteratura psicoanalitica dedicata all'infanzia mancava un libro come questo che Angelo Villa, psicoanalista che da anni si occupa della clinica del bambino, ci propone con linguaggio chiaro e rigoroso. Per un verso il lettore vi troverà raccolte in modo sintetico le principali teorizzazioni psicoanalitiche intorno a quel mistero che ogni bambino incarna nel suo essere al mondo: Sigmund Freud, Melanie Klien, Anna Freud, Donald Winnicott, Jacques Lacan e Francoise Dolto. Per un altro potrà apprezzare il tentativo dell'autore di restituirci un bambino il meno "adulterato" possibile, dunque liberato dalla morsa terribile del fantasma degli adulti. Ne scaturisce il ritratto di un soggetto in bilico tra il suo essere oggetto delle cure e delle aspettative degli adulti - "assoggettato" afferma Lacan - e il suo divenire creativo, capace di gioco e di invenzioni singolari. |
|