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SETTORE:
PEDAGOGIA - le schede dei mesi precedenti |
Anche gli orchi hanno paura.
Una storia e un gioco cooperativo per insegnare ai bambini ad
affrontare le proprie paure Condividere le proprie emozioni negative non è mai facile, in
particolare non lo è parlare con i bambini e i ragazzi di ciò
che li spaventa e li angoscia. La narrazione e il gioco permettono di
avvicinarsi con delicatezza al mondo emotivo dei più piccoli e
di aiutarli ad esprimersi, offrendo parecchi spunti di riflessione su
come molte volte sia possibile superare le proprie paure, soprattutto
se si decide di condividerle. Il libro, la cui lettura dovrebbe precedere
o affiancare lo svolgimento del gioco, presenta le divertenti avventure
della famiglia De Orchis, che mostra al lettore le proprie paure, facilmente
riconducibili a quelle più ricorrenti tra gli umani, e intende
stimolare i ragazzi verso la ricerca di strategie per riconoscere e superare
le proprie. Il gioco, attraverso i personaggi degli orchi, intende aiutare
i bambini e i ragazzi a intervenire, parlare, interagire e collaborare
per trovare una soluzione alle paure che si incontrano via via nel percorso.
L’approccio è cooperativo e quindi si vince solo se tutti
vincono, oppure si perde tutti se anche un solo partecipante al gioco
non raggiunge l’obiettivo finale. |
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| Bambini, culture, persona.
Analisi di pedagogia dell'infanzia |
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Il bambino e la paura di
apprendere. Trame antiche e approcci
pedagogici moderni Cosa impedisce ai bambini intelligenti e curiosi di utilizzare a scuola
le capacità che indiscutibilmente possiedono? Al di là delle
colpe del sistema scolastico e dei metodi pedagogici, ci si accorge che
è l'apprendimento stesso a scatenare paure che disorganizzano la
mente. Il confronto con la prestazione, con la regola e l'autorità,
con il dubbio e la solitudine, risvegliano in alcuni bambini un'inquietudine
profonda contro la quale i soliti metodi d'insegnamento possono fare,
qualche volta, ben poco. |
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I buchi neri dell'educazione.
Storia, politica, teoria La storia, la politica, la teoria: oggetti che la pedagogia e l'educazione contemporanee sembrano avere dimenticato. Così si educa senza mostrare la storicità delle cose, delle azioni, delle scelte, senza sottolineare la politicità dell'educazione e il suo fondarsi su una determinata concezione della società, senza approfondire teoricamente ciò che si mette in pratica. Questo libro riabilita l'educazione alla storia, alla politica, alla teoria e soprattutto cerca di riscrivere la storia delle pratiche educative come pratiche di potere, di pensare a una politica dell'educazione, di riproporre una forte teoria filosofica dell'educazione. Il tutto sullo sfondo delle emergenze sociali e culturali che il XXI secolo ci mette di fronte e che è anche compito dell'educazione cercare di affrontare. |
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Le bugie vere.
Per imparare a dialogare con i propri figli Bisogna dire ai bambini tutta la verità sulla loro origine? In che cosa consiste la rivalità tra fratelli? Come si costruisce l'identità sessuale? A che cosa servono i sintomi, e bisogna proprio guarirli a ogni costo? A queste e ad altre domande, Marcel Rufo dà delle risposte concrete, frutto di trentacinque anni di pratica di psichiatria infantile. Ben lontano dal riferirsi a teorie astratte, l'autore dimostra, attraverso una serie di casi particolari, come i bambini e gli adolescenti esprimano, con il loro corpo e il loro comportamento, tutti i tormenti e gli smarrimenti che non riescono a verbalizzare. |
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Casca il mondo.
Giocare con la catastrofe: una nuova pedagogia del cambiamento La catastrofe è troppo complessa per racchiuderla con un unico pensiero. Per apprendere dalla catastrofe bisogna disporsi ad un approccio diverso, meno consueto e più sorprendente, anzi spiazzante. Il libro invita a ripensare il modo di affrontare le catastrofi (guerre, eventi climatici, epidemie ecc.): invece di continuare a vivere come se niente fosse, occorre modificare i propri stili di vita e i propri modi di concepire l’educazione, la civiltà e lo sviluppo. Tra citazioni, giochi e percorsi, storie vere, dubbi condivisi, scenari futuribili e memorie da rinverdire, il libro è una sfida all’idea che ‘ormai è fatta’, che il mondo si sta avviando alla sua fine definitiva, ed è un invito a provare a immaginare il mondo che può nascere. “Di fronte alla catastrofe - si chiede l’autore,docente di Metodologie e tecniche del gioco, del lavoro di gruppo e dell’animazione all’Università di Cagliari - come possiamo conciliare l’ideale educativo con la distruzione e la morte che devasta? A mio parere, divenire oggi consapevoli della catastrofe in corso, costruire insieme agli altri la capacità di ‘reggerne lo sguardo’, di ammetterla e riconoscerla, di esprimerla e di elaborarla in qualche modo condiviso, è l’unica ‘missione’ degna di dare un senso attuale e profondo all’educazione e alla formazione”. |
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La cultura della cittadinanza Educare ad una civile convivenza è un compito educativo stimolante ma complesso. Quali itinerari formativi proporre? Con quali modalità didattiche? Con quali collegamenti disciplinari? L'ipotesi curricolare delineata si snoda proprio a partire da questi interrogativi sviluppando percorsi didattici concreti. |
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| Educabilità cognitiva.
Apprendere al singolare, insegnare al plurale Il volume affronta da un punto di vista teorico e metodologico il tema emergente dell'educabilità, attraverso un'analisi della componibilità e della compatibilità dei processi del conoscere. Come evolvono gli apprendimenti? Quanto è possibile educare? Il volume si propone di rispondere a questi e altri quesiti oggi all'attenzione dei docenti in servizio e in formazione. Il testo si rivolge a studenti universitari, docenti, formatori e a un pubblico interessato ai temi della relazione insegnamento-apprendimento e delle scienze bioeducative. |
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| Educare al pensiero Spinoza affermava che l’eccellenza è tanto difficile quanto
rara: e, tuttavia, proprio all’eccellenza – obiettivo arduo
da raggiungere – dovrebbe tendere, secondo Matthew Lipman, l’istituzione
più diffusa a livello mondiale, la scuola. |
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Educazione e modernità.
La pedagogia e i dilemmi della contemporaneità Le riflessioni pedagogiche e le prassi educative si trovano oggi a fronteggiare le molteplici prove imposte dalla contemporaneità, non potendo più trovare orientamenti certi in molte di quelle solidità economiche, sociali e culturali che hanno contraddistinto il Novecento. Il volume affronta alcune implicazioni pedagogiche della contemporaneità, con specifica attenzione alle modificazioni del lavoro, alla riduzione del vincolo reciproco tra cittadino e società, al rapporto tra locale e globale, all'individualizzazione e al tema della multiculturalità-interculturalità in connessione con i richiami alle dimensioni comunitarie. |
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Fine dell'educazione La formazione aziendale, Internet, l'Università: tutte queste realtà sembrano ignorare lo stato di crisi dell'educazione potenziandone i discorsi e perpetuandone, per mancanza di spirito critico, l'impotenza. Questo libro riflette sulla fine dell'educazione come esperienza umana, sociale e politica; e su ciò che si può schiudere dopo questa fine: l'alternativa, che sempre si ripresenta, tra umanità e barbarie, tra utopia e distruzione. |
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| Genitori alla lavagna.
Idee ed esperienze nella scuola La tematica del disagio psicologico infantile e adolescenziale viene affrontata sotto il profilo della prevenzione e della cura sperimentati in ambito scolastico. L'idea fondante è che l'infanzia e l'adolescenza possono essere incontrate e vissute come risorsa sociale e culturale e non solo problematizzate. Partendo da un richiamo sulle potenzialità della famiglia si raccontano alcune esperienze di interventi scolastici e alcune storie emblematiche di bambini e ragazzi in difficoltà, che hanno, seppur faticosamente, trovato una iniziale risposta ai loro problemi. |
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Genitori grandi maestri
di felicità Il volume raccoglie una selezione di articoli pubblicati negli anni da Bollea, all'interno delle sue rubriche di pedagogia. Il neuropsichiatra applica la sua esperienza pedagogica e la sua saggezza ad alcune importanti questioni di educazione dei figli. Anzitutto dice che i bambini e gli adolescenti hanno bisogno di spazi per crescere sani e vivere bene: di giardinetti per giocare, di scuole a loro misura dove sentirsi a casa, di luoghi per socializzare ma anche di posti dove stare soli e da gestire come piace loro. Ai giovani si può insegnare a migliorarsi, aiutandoli a capirsi, a responsabilizzarsi e a diventare altruisti, attenti ai problemi sociali. E anche l'istruzione può essere una cosa divertente |
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Giochi e
attività sulle emozioni.
Nuovi materiali per l'educazione razionale-emotiva Basato sui principi dell’educazione razionale-emotiva, questo kit di attività e giochi sulle emozioni consente a bambini e ragazzi dai 3 ai 16 anni di acquisire in modo divertente e coinvolgente una maggiore competenza nella gestione delle proprie emozioni. Nella scatola sono contenuti un libro ricco di indicazioni per l’insegnante e schede operative da utilizzare con i bambini, il Gioco del pensare, del sentire e del fare, le Carte delle emozioni e delle facce emotive e il Barometro delle emozioni. Nel Gioco, ad esempio, i partecipanti devono seguire un percorso sul tabellone lungo il quale si imbatteranno in alcune situazioni complesse dal punto di vista emotivo: per ognuna di esse dovranno spiegare come si potrebbero sentire se vi si trovassero coinvolti e cosa potrebbero pensare o fare per superarle. Oltre che in classe, i giochi possono essere utilizzati in un contesto di psicoterapia e counseling individuale. |
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Gioco, bambini, genitori.
Modelli educativi nei servizi per l'infanzia I Centri per bambini e genitori sono qualcosa di più di semplici luoghi di aggregazione, ma, come ha dimostrato l'esperienza pluriennale acquisita in paesi all'avanguardia nei servizi per i piccini, costituiscono un efficace sostegno all'infanzia, riuscendo a offrire ai piccoli opportunità di crescita e stimoli cognitivi appropriati, e offrendo agli adulti gli strumenti per essere dei genitori migliori. |
| Il lavoro educativo.
L'importanza della relazione nel processo di insegnamento-apprendimento a cura di S. Kanizsa Milano, Bruno Mondadori, 2007 (Campus) ISBN: 8842420506 XII-210 p. € 16,00 Settore PEDAGOGIA Il testo indaga il lavoro degli insegnanti partendo dalla relazione allievo-insegnante: ampio spazio viene dato alla questione fondamentale della relazione e a quella, non meno importante, del contesto in cui essa ha luogo. Spaziando dalle leggi che regolano il rapporto con gli allievi, con i colleghi e con genitori alle diverse modalità con cui gestire queste differenti relazioni, il libro approfondisce una serie di questioni chiave come la gestione didattica degli spazi, le potenzialità dell'insegnamento individuale e di gruppo, l'approccio ai bambini stranieri, i diversi modi di gestire il disagio. Un libro destinato agli insegnanti e ai giovani studenti che si stanno formando per diventarlo, che insegna a destreggiarsi all'interno di un'istituzione come la scuola e rendere più proficui i metodi di apprendimento. |
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Non di solo cervello.
Educare alle connessioni mente-corpo-significati-contesti Che cosa succede se guardiamo il mondo separando corpo e mente, emozioni e conoscenza, natura e cultura? Contro il rischio di impoverimento implicito in questo sguardo, gli autori propongono di procedere, nelle pratiche formative, di connessione in connessione, ridefinendo le cornici di senso all’interno delle quali corpo, mente, significati, contesti risultano inestricabilmente intrecciati e interagenti. Rivolgendosi a tutti coloro che sono impegnati come formatori ed educatori, il volume indaga la problematicità di un soggetto in grado di ridefinire il proprio essere nel mondo, insieme agli altri, prefigurando orizzonti di senso comuni e condivisi. |
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| Pace e guerra.
Questioni culturali e dimensioni educative
a cura di SergioTramma Milano, Guerini e Associati, 2007 ISBN: 978-88-8335-839-5 270 p. € 22,50 Settore PEDAGOGIA In una fase storica come l'attuale la tensione verso la pace deve costantemente interrogare se stessa, costruire strategie solide, pensare a un'educazione alla pace che si confronti con gli aspetti più inquietanti delle diverse forme di adesione alla guerra, che dichiari una, pur incerta e limitata, visione del mondo. Il libro è un invito a riflettere su importanti temi, tra i quali il nesso tra educazione, pace e guerra, raccoglie contributi maturati all’interno di sguardi disciplinari diversi, affronta alcuni aspetti della pace e della guerra come si presentano oggi, nella loro originalità e nel loro volto di sempre. |
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Le parole della pedagogia.
Teorie italiane e tedesche a confronto Un originale dizionario in 105 lemmi che mette assieme i migliori specialisti italiani e tedeschi, in un confronto ricco di spunti e suggestioni per ulteriori approfondimenti. Di ogni lemma viene dato il punto di vista di uno studioso italiano e di uno tedesco. Un utile strumento per chi studia, deve aggiornarsi, vuole capire quale sia lo stato dell’attuale riflessione pedagogica. Franco Frabboni è ordinario di Pedagogia generale all’Università di Bologna; Gerwald Wallnöfer ordinario di Pedagogia interculturale presso la Libera Università di Bolzano; Nando Belardi ordinario di Pedagogia sociale presso la Technische Universität di Chemnitz; Werner Wiater ordinario di Pedagogia scolastica presso l’Università di Augsburg. |
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Pedagogia e narrazione cinematografica.
Metafore del pensiero e della formazione In un itinerario che si snoda attraversando le suggestioni dei Cognitive Film Studies, gli spazi interstiziali di Merleau-Ponty, percorrendo le diverse coordinate metodologiche della pratica formativa mediante il cinema, l’autrice disegna un’immagine di cine-formazione in cui la matrice finzionale del film si coglie come profondamente inscritta nella costituzione affettiva e cognitiva del soggetto. |
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Pensare la scuola.
Contraddizioni e interrogativi tra storia e quotidianità
È sempre più diffuso il dubbio se oggi la scuola sia ancora un contesto di apprendimento che coinvolge, emoziona, fa crescere ragazze e ragazzi o se, invece, la sua attuale struttura sia anacronistica e priva di efficacia. A partire da questi interrogativi, il libro propone alcune riflessioni sulla dimensione concreta della forma “scuola”, presentando le aporie e gli interrogativi irrisolti che emergono dalla storia delle istituzioni educative e scolastiche in Occidente e tracciando un’analisi della quotidianità scolastica, fatta di spazi, tempi, corpi, codici e oggetti propri. |
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Per una pedagogia e una
didattica della scrittura La scrittura, nelle sue molteplici declinazioni e forme, ha da sempre assolto un ruolo cruciale nella storia del genere umano, nel consentire al singolo ed alle collettività di trattenere, documentare e successivamente rileggere l’esperienza quotidiana, professionale, affettiva. A maggior ragione oggi, tempo in cui un crescente numero di persone, tanto giovani quanto anziane, si rivolgono alla scrittura con entusiasmo, anche avvalendosi delle nuove tecnologie, è fondamentale che la comunità scientifica torni a discutere, a progettare, a riflettere su di una questione, quella inerente alla scrittura – così come alla lettura – specificamente pedagogica e didattica. Un passo importante è stata la realizzazione, ad opera della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca in collaborazione con la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, di un Simposio in Pedagogia e Didattica della Scrittura, cui hanno partecipato numerosi pedagogisti e studiosi da varie Università italiane. Il presente volume raccoglie le riflessioni portate in quella sede, dal cui fruttuoso confronto è nato il progetto, oggi felicemente realizzato, della costituzione di Graphein - Società di Pedagogia e Didattica della Scrittura, con l’intento di promuovere spazi di riflessione e di promozione, in chiave pedagogica e didattica, delle pratiche di scrittura, delle sue tecniche e delle sue arti. |
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Perché si devono
amare i bambini Sue Gerhardt spiega perché l’amore è essenziale per lo sviluppo cerebrale nei primi anni di vita e in che modo le interazioni precoci tra genitori e figli hanno conseguenze importanti e permanenti. Il volume espone, in modo brillante e accessibile, le più recenti scoperte delle neuroscienze, della psicologia e della psicoanalisi ed è una lettura preziosa per i genitori ma anche per chi si occupa di salute mentale e di educazione. |
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Per una pedagogia delle
competenze. La costruzione di un
modello di formazione in contesti aziendali Quale ruolo svolge la formazione nelle politiche aziendali? Quali le pratiche di formazione oggi più diffuse nelle grandi aziende? Quali i bisogni di formazione emergenti nei lavoratori? Questi, in breve, gli interrogativi al centro del presente volume che, partendo da un’ipotesi relativa ad una predominanza del modello tecnocratico di formazione, svolge una ricerca sulla qualità della formazione agita nelle aziende. Il volume intende sostenere la necessità di introdurre, nei contesti di lavoro, una formazione che trovi la sua ragion d’essere, non solo e non tanto nell’acquisizione di specifici know-how, quanto nella formazione del sé, delle competenze, intese come struttura portante della professionalità e della personalità dei soggetti. |
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La pratica dell'aver cura Tutti hanno bisogno di essere oggetto di cura e di avere cura. L’essere umano necessita di essere accudito perché, a partire dalla nascita, questa è la condizione necessaria affinché si dischiudano le stesse possibilità di vita. Allo stesso tempo, ha bisogno di avere cura di sé, degli altri e del mondo per costruire il significato nella sua esistenza. Con un’attenzione particolare alla cura nell’ambito della pratica educativa, Luigina Mortari esamina le radici filosofiche di questo concetto, istituendo un nesso chiarissimo con le modalità fondamentali delle concrete pratiche di cura (dalla relazione madre-bambino alla relazione amicale, fino al rapporto paziente-infermiere) e costruendo una sorta di mappa delle “buone pratiche”. |
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Psicologia pedagogica.
Attenzione, memoria e pensiero «Il presente libro si pone principalmente degli obiettivi di carattere pratico. Vorrebbe venire in aiuto alla scuola e all’insegnante favorendo lo sviluppo della comprensione scientifica del processo pedagogico in relazione ai nuovi dati della psicologia.» Così Vygotskij esordisce nella prefazione di questo volume che, pubblicato per la prima volta in Russia nel 1926 e ora nella sua prima edizione scientifica in italiano, si dimostra straordinariamente attuale per i contenuti e le modalità di trattazione. L’autore esamina i principali temi dello sviluppo infantile e dell’educazione — il comportamento, il pensiero, l’attenzione, la memoria, la socialità, le emozioni, le sfere socioaffettiva e sessuale, la morale, oltreché il ruolo e le funzioni dell’insegnante — con un costante riferimento alla realtà della classe e delle relazioni con gli alunni. |
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| Il ruolo del gioco in ospedale.
Dagli aspetti teorici alle sue applicazioni clinico-terapeutiche Leonardo Sacrato, Anna Maria Venerito, Emilio Franzoni Pisa, Edizioni del Cerro, 2007 (Studi e ricerche) ISBN: 8882162710 79 p. € 14,00 Settore PEDAGOGIA Nell'esperienza degli Autori descritta nel volume, in cui si presentano due casi clinici (una bambina straniera di 5 anni e un bambino italiano di 9) si è dimostrato fondamentale portare il gioco all'interno del contesto clinico-ospedaliero, vissuto dal bambino come un evento traumatico nel quale la malattia crea sofferenza sia fisica sia psichica. Il gioco durante il ricovero, che si tratti di gioco individuale o di gruppo, in camera o dinamico, può diventare uno strumento di guarigione in grado di distrarre dalla malattia, dal dolore psico-fisico e dall'estraneità del luogo; inoltre può aiutare il bambino nella creazione di relazioni interpersonali positive diminuendo l'ansia e aiutando a superare le difficoltà che l'ospedalizzazione comporta. Il volume, rivolto a medici, psicoterapeuti, psicologi e insegnanti, dimostra come il gioco e la capacità di fantasticare del bambino svolgano un'importante funzione equilibratrice nel complesso sistema della sua vita psichica, quindi dovrebbero rientrare pienamente nell'organizzazione e nei servizi offerti dall'ospedale. |
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| Scienza e formazione.
Manuale del laboratorio universitario di pedagogia Sandra Chistolini Milano, Franco Angeli, 2006 (Scienze della formazione) ISBN: 88-464-7119-9 288 p. € 27,00 Settore PEDAGOGIA Il laboratorio universitario rivolto agli insegnanti in formazione racchiude un concetto nuovo nelle scienze dell'uomo che cercano nella teoria la spiegazione dei fenomeni e la costruzione della conoscenza La scienza vuole che tutto ritorni all'origine per dimostrare che la ricerca non ha mai fine e che il pregiudizio più grande è quello del chiudersi alla scoperta. Un laboratorio si pensa e si fa, si costruisce e si elabora. Gli insegnanti conoscono questa pratica da sempre. Al divario tra il docente che fa lezione e lo studente che ascolta, questo manuale vuole offrire prospettive nuove di formazione intellettuale e manuale. |
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La scuola in ospedale La scuola in ospedale è ormai una realtà diffusa, anche se poco conosciuta. Le caratteristiche degli allievi, il contesto in cui opera, la professionalità richiesta ai suoi docenti fanno sì che essa, pur perseguendo gli stessi obietttivi delle scuole "normali", se ne differenzi per modalità di approccio, metodi e tipo di relazione insegnante-allievo. |
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Scuola per genitori.
Vita affettiva dalla A alla Z “Capire, anche quando è incomprensibile. Amare anche quando si vorrebbe odiare. Provare ad accettare anche quando sembra inaccettabile, abbattere qualsiasi muro, perché nell’uomo non c’è muro che davvero possa separare. Saltare quello più difficile che è nella nostra testa e spesso nel nostro cuore e non fa riconoscere l’altro da sé, imparare ad ascoltare soprattutto. Perché è questo che ci insegna Enza Ferri in questo bel libro che raccoglie molti dei suoi interventi di questi ultimi anni, scritti sulla spinta di una cronaca che spesso ci ha spiazzato” (dalla Presentazione di Franco Bechis). |
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Le sette paure di Ciripò.
Il gatto fifone-coraggioso che aiuta i bambini con le favole |
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Siamo seri! Proposte
per educare al ridere Un testo scientifico scritto in modo divulgativo per affrontare il mistero del ridere. L’umorismo è un generatore di consapevolezza per difendersi dalle manipolazioni. Ridere è anche un bisogno sociale che produce benefici alla salute, facilita le relazioni, la socializzazione, il ridimensionamento dei conflitti inutili. Queste pagine offrono esperienze e metodologie per sdoganare il ridere e promuoverlo dalla categoria del frivolo all’olimpo della serietà. In un’epoca in cui a qualcuno può sembrare che ci sia poco da ridere, la decisione più seria da prendere è investire sui giovani e sul ridere. Ricco di spunti per lavorare a scuola o comunque con gruppi giovanili, il libro presenta la figura del clown sociale, il metodo dello yoga della risata e contiene un piccolo manuale per imparare a fare il comico. |
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