| Novità
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SETTORE:
MULTICULTURALISMO |
| Il gioco
duro dell'integrazione. L'intercultura sui campi da gioco Quali sono i giochi preferiti dei bambini nati in Italia da genitori migranti? E come è possibile promuovere percorsi educativi interculturali che, partendo da giochi e sport, riescano a coinvolgere ragazzi migranti e italiani insieme, a scuola e altrove? Insegnanti ed educatori troveranno risposta a tali domande in questo libro, che esplora alcuni dei luoghi dove "si gioca" oggi l'integrazione in Italia. Ne emerge un quadro in cui si incontrano esempi concreti di cortili, parchi e piazze dove ragazzi italiani e stranieri, giocando insieme, imparano a conoscersi e apprezzarsi. |
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| Terapia
transculturale per le famiglie migranti Le famiglie migranti si rivolgono al Servizio di clinica transculturale quando i genitori sono depressi o sofferenti; quando i figli faticano a imparare e ad adattarsi alla vita scolastica, sono inibiti o aggressivi verso i compagni; quando tutti avvertono un malessere legato al ricongiungimento. Genitori e figli, in molti casi, vivono come "sospesi" tra il mondo di origine e quello di arrivo. In queste situazione può intervenire proficuamente il gruppo terapeutico multiculturale: il dispositivo di gruppo permette di spostare l'attenzione dai figli, che spesso esprimono la sofferenza di tutta la famiglia, alle generazioni precedenti. Il processo terapeutico passa attraverso la ricostruzione della storia migratoria, il racconto della vita al paese d'origine, il riconoscimento della migrazione come esperienza che porta alla perdita delle proprie sicurezze e della capacità di trasmettere i propri valori, e aiuta le famiglie a sentirsi meno "diverse", a riconnettere i mondi, a superare le scissioni, a ristabilire legami e radici, a dare senso a quanto accade e a trovare nuovi modi di mettersi in relazione con gli altri. |
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| Non uno
di meno. Le ragazze e i ragazzi stranieri nella scuola superiore Una nuova età, quella dell'adolescenza, ha fatto di recente la sua comparsa sulla scena della migrazione e le ragazze e i ragazzi venuti da lontano hanno fatto il loro ingresso nella scuola italiana. Si tratta per lo più di minori ricongiunti che hanno vissuto direttamente il viaggio di migrazione e che hanno quindi dovuto ricominciare da capo il percorso scolastico e di apprendimento in un'altra lingua, in un'altra scuola. L'inserimento di coloro che arrivano in età preadolescenziale e adolescenziale nel nostro Paese avviene in maniera massiccia negli istituti professionali e tecnici e spesso in situazione di ritardo scolastico. A partire da un'analisi attenta dei bisogni linguistici e scolastici degli studenti stranieri e dalle domande poste dagli insegnanti che lavorano nella scuola multiculturale, il testo propone indicazioni e suggerimenti concreti per accompagnare i percorsi di integrazione delle ragazze e dei ragazzi dell'immigrazione. Fa anche riferimento alle azioni e agli esiti del progetto sperimentale "Non uno di meno", condotto a partire dal 2005 nelle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Milano. |
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| La differenza
c'è. Gestire la diversità nell'organizzazione dei
servizi Da tempo le società multiculturali occidentali stanno affrontando la sfida della coesistenza di culture diverse. Non più solo nuovi arrivi, ma seconde e terze generazioni di persone che acquisiscono cittadinanza e allo stesso tempo rimangono portatrici di stili di comunicazione e di riferimenti valoriali diversi dal cosiddetto mainstream. Il diversity management, o gestione della diversità come strategia organizzativa, intende affrontare la complessità della coesistenza di culture diverse negli ambiti del lavoro e della scuola. Nato agli inizi degli anni Novanta negli Stati Uniti e poi diffuso nel Nord Europa, oggi approda anche in Italia. Questo volume intende presentare le potenzialità di tale approccio nel nostro Paese attraverso dati empirici e pratiche da testare. Coniugando la prospettiva interculturale dinamica ed elementi di change agentry delle organizzazioni, l'autrice sottolinea la necessità di intervenire su più livelli al fine di aprire il sistema a partire dalla valorizzazione delle sue risorse lavorative. Ida Castiglioni è ricercatrice e docente presso la Facoltà di Sociologia dell'Università Milano-Bicocca. |
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| Il tempo
dell'integrazione. I centri interculturali in Italia I centri interculturali in questi anni hanno rappresentato per gli operatori dei servizi, i volontari, gli insegnanti, i mediatori stranieri, l'ambito privilegiato per costruire insieme il cammino dell'integrazione. Ricostruirne il lavoro significa anche ripercorrere la "via italiana all'integrazione" degli ultimi vent'anni, in un panorama che ha visto cambiare profondamente paesaggi socio-culturali delle città, fisionomia dei servizi, soggetti e modi di intervento. La ricerca che fa da sfondo al volume ci restituisce un quadro vivace di progettazione e intervento e delinea la necessità, per i centri interculturali, di aprirsi a un orizzonte che miri, oltre che all'integrazione degli immigrati, all'inclusione dei futuri cittadini e a una modalità di coesione sociale e culturale che coniughi l'unità e la diversità. Il libro, rivolto a quanti operano in ambito interculturale e nei servizi con utenza immigrata, si configura come una guida pratica a supporto di coloro che intendono costituire un centro interculturale, rafforzarne l'azione e, più in generale, lavorare nei territori per sviluppare le risorse per l'intercultura, l'accoglienza e l'integrazione della popolazione straniera. |
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| Le radici
e le ali. Promuovere sviluppo in un mondo plurale Nella nostra società è in atto una trasformazione consistente: le nostre comunità stanno diventando sempre più plurali, luoghi in cui convivono lingue, culture e religioni differenti. Le nostre città, i nostri quartieri, i condomini dei caseggiati, sono ormai posti dove convivono diverse identità: questo fenomeno non può essere esorcizzato, perché è del tutto naturale che crei elementi di disagio e preoccupazione, come tutti i cambiamenti profondi nella storia. Tali problematicità vanno, invece, viste ed affrontate. Nato da questi presupposti, il progetto Le radici e le ali, promosso da Acli, Arci e Fis-CdO, ha cercato di creare le condizioni per cui le persone migranti siano protagoniste in prima persona della costruzione del nuovo patto di cittadinanza e della cultura di convivenza; questo ha significato investire in un percorso di responsabilizzazione, in cui i migranti stessi si sono proposti come soggetti attivi di un processo di promozione dei propri diritti e dei propri doveri. Il progetto si muove verso una nuova cultura dell'immigrazione, al di là dei soggetti esclusivamente bisognosi d'assistenza. Lavorare all'ampliamento delle possibilità di inclusione sociale è la vera sfida posta dall'immigrazione ed è la sfida di questo progetto. |
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| Maternità
e amore. Quello di cui hanno bisogno i bambini per crescere bene
qui e altrove Tutti dicono di amare i bambini, ma di quale amore? Il sentimento che si prova per i figli è univoco e uguale ovunque, oppure è declinato in forme ed espressioni diverse nelle varie parti del mondo? L'autrice, psichiatra infantile e operatrice di Medici senza frontiere, osserva la situazione dei minori nelle famiglie occidentali e in quelle provenienti da lontano, perché solo attraverso il confronto con altre civiltà è possibile comprendere il mondo dei bambini in maniera più completa e meno inquinata da pregiudizi. Un viaggio rivelatore che abbatte tante barriere e fa luce su temi complessi come il desiderio di maternità, il mestiere di genitore, i diversi modi di educare e proteggere i bambini, le differenze fra culture. Per individuare i reali bisogni dei piccoli in quanto persone e aiutare i genitori e l'intera comunità a considerare l'amore verso i figli in maniera più aperta. |
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| Comunicazione
interculturale. Immagine e comunicazione in una società
multiculturale Nei paesi europei il fenomeno migratorio sta progressivamente acquisendo una configurazione di stabilizzazione delle presenze dei migranti; in questo senso, il dibattito in campo politico-sociale orienta la propria attenzione sul concetto di radicamento. In questo contesto, l’Italia è sempre più luogo di residenza stabile per numerosi stranieri: il fenomeno migratorio è, nel nostro paese, relativamente recente e lancia quindi una sfida importante a una società che, nel tempo, si è trasformata da teatro di emigrazione a luogo di immigrazione. L’incontro con gli stranieri, soggetti che hanno un bagaglio culturale importante alle spalle, è sempre un momento di confronto, al quale è bene essere pronti perché risulti un’occasione di arricchimento reciproco, verso una comunicazione interculturale effettivamente dialogica. Ciò implica un ripensamento di contenuti e modalità empiriche delle discipline che si occupano di intercultura: è per questo che il testo affronta l’interculturalità da un punto di vista multidisciplinare, riflettendo sui nodi chiave di ogni singolo approccio disciplinare. |
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| La
mente multiculturale Oggi la mente monoculturale è un dispositivo essenziale per acquisire la cultura di appartenenza e per definire la propria identità, ma è anche un limite poiché induce a valutare altre culture come inadeguate o persino come una minaccia. Nelle attuali condizioni sociali occorre pensare a una mente multiculturale, capace di acquisire e gestire una molteplicità di modelli culturali fra loro differenti in termini di credenze, valori, emozioni e pratiche. La sfida del futuro è formare persone con una mente multiculturale, in grado di convivere in un mondo pluralista più tollerante, giusto e libero. |
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| Quando
l'altrove è qui. Costruire spazi di mediazione culturale
ed etnoclinica Quando l'altrove è qui - quando l'estraneo giunge da altri luoghi - diviene l'oggetto del discorso e dell'intervento dei servizi, delle istituzioni e delle organizzazioni. Tale incontro troppo spesso passa attraverso la classificazione in categorie generali: l'immigrato, lo straniero, l'extracomunitario. Il volume intende invertire questo processo e, attraverso la narrazione di esperienze, costruire una nuova prospettiva di interazione tra diversi mondi culturali. La proposta che emerge è che l'interazione tra noi e le persone di altri mondi può avvenire grazie alla mediazione culturale ed etnoclinica. Pratica che crea spazi relazionali in cui il qui e l'altrove, costituendosi l'uno di fronte all'altro, contribuiscono a fare sorgere narrazioni, storie culturali, familiari e personali in cui prendono vita le differenze e le specificità. |
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Uomini
senza qualità. La formazione dei lavoratori immigrati
dalla negazione al riconoscimento Articolato in più contributi tematici, il libro sostiene un approccio alla formazione intesa come leva del cambiamento della relazione tradizionalmente asimmetrica tra bisogni/ competenze dei lavoratori stranieri e loro effettivo inserimento nel mercato del lavoro. |
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Invisibili.
Minori migranti detenuti all'arrivo in Italia Ogni anno centinaia di minori giungono sulle coste italiane dopo un viaggio rischioso, soli o tra le braccia dei genitori. Provengono da Eritrea, Etiopia, Somalia, Tunisia, Marocco, Iraq e altri paesi in cui la violenza e povertà ne hanno causato la partenza. L'Italia li rende invibili, tenendoli nei centri di detenzione all'arrivo, negandone l'esistenza al loro interno, non pubblicando i dati che li riguardano. Le allarmanti denunce raccolte da Amnesty International in questo rapporto riguardano l'illegittimità e le insoddisfacenti condizioni della detenzione. |
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