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SETTORE:
LAVORO SOCIALE |
Re-inventare
la famiglia.
Guida teorico-pratica per i professionisti dell'educazione Quali sguardi, quali azioni sono oggi utilizzate dai professionisti che entrano in contatto con le famiglie nei servizi educativi? Come possono interagire attivamente con la famiglia in modo tale che "tutti stiano un po' meglio", realizzando apprendimenti felici? Questo libro si propone come una guida, in primo luogo per gli educatori, ma anche per altri professionisti che incontrano quotidianamente la famiglia nel loro lavoro. Nei singoli capitoli (divisi in una prima parte dedicata agli sguardi metodologici e una seconda dedicata alle pratiche educative in diversi servizi) vengono raccontate esperienze educative sul campo, accompagnate da letture interpretative e indicazioni operative. Si cerca inoltre di sviluppare una "buona teoria", cioè un insieme coerente di concetti per osservare, valutare. raccontare, interagire e progettare nella e con la famiglia. Il testo, pensato per la formazione e l'auto-formazione, richiede al lettore di lasciarsi implicare, di mettersi in gioco, grazie ai materiali narrativi presentati e alla proposta di esercizi, domande e attività. Laura Formenti insegna Pedagogia della famiglia e Consulenza Famigliare presso la Facoltà di Scienze della Formazione, Università Milano Bicocca. |
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Manuale
di valutazione delle capacità genitoriali. APS-I:
Assessment of Parental Skills-Interview La valutazione della cosiddetta ‘genitorialità’ è un’area multidisciplinare (vi contribuiscono la psicologia clinica e dello sviluppo, la neuropsichiatria infantile, la psicologia della famiglia, la psicologia sociale e giuridica, la psichiatria forense) particolarmente feconda per le applicazioni operative che ne possono derivare a diversi livelli dell’intervento psicosociale, comprese le valutazioni specialistiche svolte in sede di CTU e nei servizi sociosanitari. Gli autori hanno messo a punto uno strumento denominato APS-I (Assessment of Parental Skills-Interview), rivolto alla valutazione delle funzioni e delle capacità genitoriali, che si propone di effettuare un assessment non tanto del profilo di personalità del genitore e/o delle sue capacità generiche, ma dei comportamenti specifici (attuali e “visibili”) che definiscono le “funzioni di base” legate all’esercizio concreto della genitorialità. Non va inteso come una scaletta di intervista, ma serve a indirizzare chi effettua la valutazione verso le aree più significative nel corso del colloquio con il genitore. Si configura come uno strumento utile non solo per effettuare le opportune valutazioni e per assumere decisioni in ambito giudiziario, ma anche per indirizzare gli interventi di supporto e di Parent Training in funzione dei punti di forza e di debolezza che sono stati individuati. |
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Apprendere
i contesti. Strategie per inserirsi in nuovi ambiti di
lavoro Il volume esplora alcune strategie utili per inserirsi in nuovi contesti di lavoro maturate nei servizi sociosanitari, in cui operano assistenti sociali, educatori, psicologi, ostetriche, logopedisti, medici, psichiatri. Si propongono percorsi specifici per adattarsi al nuovo ambiente, integrarsi in un gruppo di lavoro, tessere una rete di relazioni, conquistare autorevolezza, evitare possibili trappole ed effetti indesiderati: una serie di utili suggerimenti pratici ma soprattutto un metodo per riflettere sulla complessità delle organizzazioni in cui lavoriamo. Umberta Telfener insegna alla Scuola di specializzazione in Psicologia della salute dell’università “La Sapienza” di Roma. Tra i suoi testi, "Sistemica, voci e percorsi nella complessità" (Bollati Boringhieri 2003). |
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Resilienza
e creatività. Teorie e tecniche
nei contesti di vulnerabilità L'idea del libro nasce dall'esperienza di educatori e psicologi in contesti di vulnerabilità e di emergenza, dove ci si relaziona con pericoli, dolori, gioie e speranze e dove è importante stimolare un processo di ripresa attraverso attività espressivo-simboliche e creative. È infatti testimoniato che le attività espressive - ad esempio la musica, il teatro, la pittura, la narrazione - possano favorire legami sociali, autostima, benessere psicologico e senso del bello, tutti fattori che incentivano lo sviluppo della persona in senso positivo, permettendo di superare il disagio, favorire l'espressione, la comunicazione e l'integrazione sociale. Il volume vuole proporre agli operatori strumenti e competenze psicologiche e/o pedagogiche per l'intervento in età evolutiva, con particolare riguardo al costrutto della resilienza. Il lavoro trae orientamento da tre ambiti d'indirizzo: in primo luogo quello che si sviluppa attorno al concetto di resilienza; un secondo indirizzo si riallaccia alla creatività come trama costitutiva di tutti i processi che portano l'individuo a superare il trauma e a farne occasione di crescita ed esperienza di sé; un terzo riferimento si rifà alla teoria di Winnicott sull'importanza del senso di continuità nell'esistenza senza il quale soprattutto i bambini perderebbero vitalità e difese. |
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Quando
ogni passione è spenta. La sindrome del burnout nelle
professioni sanitarie Da anni si studiano il disagio psicologico e lo stress degli operatori sanitari nell’intento di definirne cause e conseguenze sul piano assistenziale, organizzativo e individuale: tema tornato di moda per via dei recenti decreti sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Se, nelle professioni di aiuto, un certo grado di stress è ineliminabile, il superamento dei limiti innesca un inconsapevole meccanismo di difesa che porta allo spegnimento di ogni passione, ossia al burnout: segnale di un malessere diffuso nell’organizzazione, può essere compreso solo se lo si affronta in un’ottica che riguarda tutti: operatori, organizzazione, territorio, contesto culturale e contrattuale che caratterizza una data area geografica. Per tutelare e valorizzare il proprio patrimonio di risorse umane, le organizzazioni sanitarie dovrebbero dunque pianificare strategie di prevenzione a sostegno del personale in situazioni stressanti. Massimo Santinello è professore straordinario presso la Facoltà di Psicologia dell'Università degli Studi di Padova, Adriana Negrisolo è infermiera abilitata con funzioni direttive e laureata in Pedagogia. |
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Pedagogia
della prevenzione II compito della medicina è perseguire la salute dell'uomo nel senso più ampio e pieno del termine. In questo senso, la prevenzione è chiamata a un ruolo sempre più impegnativo. Fare il medico o l'infermiere oggi non è più solo una questione di conoscenze tecniche, ma è l'espressione di un complesso di saperi. Arduo e impegnativo è quindi il compito di chi deve provvedere alla formazione del personale medico e sanitario. In questo volume, i pedagogisti accademici più impegnati sul versante sociale e professionale delineano le basi della pedagogia della prevenzione, con particolare riguardo alla formazione delle figure professionali con laurea non a ciclo unico. Il lettore si può orientare in un percorso suddiviso per differenti risorse pedagogiche, ognuna delle quali offre altrettanti strumenti professionali: il colloquio clinico, l'apprendimento trasformativo degli stili dì vita, l'aiuto pedagogico nel contesto familiare, la prevenzione come assunzione di responsabilità. |
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Saggi di
welfare. Qualità delle relazioni e servizi sociali Attaccato da destra e difeso timidamente da sinistra, il nostro caro e vecchio welfare, orgogliosamente votato a proteggerci da tutti i nostri affanni, sta vivendo ora esso stesso un grave disagio. Per decenni i pensatori progressisti hanno sovrastimato ingenuamente la vera forza dei servizi sociali, attribuendo un ruolo abnorme alle tecniche cliniche. I pensatori liberisti, al contrario, li considerano soprattutto un peso per la finanza pubblica e teorizzano l’insidiosa strada dei mercati assistenziali. Entrambe le prospettive offrono soluzioni poco sagge, talora ingestibili, mentre i servizi sociali continuano a soffrire. Gli scritti di Folgheraiter offrono una diversa e più profonda visione. Essa risalta la "saggezza" delle molteplici componenti del sistema di welfare: quelle dei teorici, dei decisori politici, dei manager dei servizi, dei professionisti sul campo, degli utenti e dei familiari, dei cittadini motivati. Il benessere (welfare) non si produce nelle catene di montaggio del welfare formale (nel cosiddetto "sistema integrato di servizi sociali") ma emerge dalla premura, dalla razionalità e dalle buone motivazioni delle diverse personalità, professionali e non, emotivamente coinvolte nella "magica" impresa della sua costruzione. Il welfare è qualità delle relazioni umane che si sforzano di ricercarlo e farlo crescere. |
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Resilienza.
Il pozzo dei desideri “Il concetto di resilienza non nasce in ambito psicologico bensì in fisica dei metalli e descrive la capacità di un corpo di resistere agli urti e ai colpi senza spezzarsi. Preso a prestito dalle scienze sociali indica la capacità di vivere e svilupparsi, anzi di uscire rinforzati e migliorati da traumi, disagi e avversità (...). Boris Cyrulnik nei suoi studi sulla resilienza capovolge il punto di vista comune del destino di chi, come i bambini maltrattati, è stato segnato da un trauma (...) L’esperienza artistica con i minori della comunità FA.TA. (Famiglie Temporanea Accoglienza) è in corso da alcuni anni e prende sempre nuove forme. Proprio come un’opera d’arte questo lavoro nasce da un’esigenza della direttrice della Comunità e mia, in qualità di conduttrice del laboratorio artistico, di esprimere se stesse, di proiettare all’esterno la convinzione che il bello educa e crea benessere; dalla passione per lo sviluppo armonico dei bambini; dalla convinzione di avere un impegno per cui il solo fatto di appartenere all’umanità ci rende responsabili della tutela dei più piccoli” (Gabriella Ferraro Bologna). |
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Medical
humanities e medicina narrativa. Nuove prospettive nella formazione
dei professionisti della cura La medicina narrativa valorizza la storia del paziente, che diventa un fondamentale strumento di conoscenza della malattia, essenziale per costruire un efficace progetto terapeutico. Esercitare una medicina narrative-based non significa tuttavia limitarsi ad ascoltare la storia del malato ma proporsi l'ambizioso obiettivo di costruire col paziente una "buona storia di malattia". Questo obiettivo richiede ai professionisti della cura nuove competenze di tipo narrativo. Come acquisirle? Attraverso le medical humanities, cioè mediante una formazione basata sulle storie, sia di finzione (romanzi, film) che non (racconti autobiografici). Il volume dedica ampio spazio a questo secondo tipo di storie, offrendo strumenti concreti per sviluppare le pratiche autobiografiche, cui la medicina narrativa è legata a doppio filo, sia dei pazienti sia dei professionisti della cura. |
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Pratiche
di civiltà. Capitale sociale ed esperienze formative Negli ultimi anni sono state compiute molte ricerche per esplorare la validità del concetto di capitale sociale e le implicazioni che la presenza di tale capitale ha sia sulla vita dei singoli sia sul tessuto sociale. In genere queste ricerche confermano come un buon livello della qualità della vita delle persone, una buona produttività economica, un buon funzionamento delle strutture politiche e delle istituzioni amministrative siano strettamente connesse alla presenza di capitale sociale. Questo libro raccoglie una serie di saggi che indagano il ruolo rivestito dalle relazioni nella formazione: dall’importanza della fiducia nella relazione educativa alla giornata scolastica integrata, dalle esperienze associative alla genitorialità, all’educazione familiare, dal comportamento prosociale al benessere economico. |
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La logica
sociale dell’aiuto. Fondamenti per una teoria relazionale
del welfare Il benessere emerge dalle relazioni sociali. Si tratti della riparazione dei disagi o della prevenzione degli stessi, è sempre il capitale sociale che fa la differenza ed eventualmente porta il «bene». La scienza delle diverse professioni di aiuto (sociali e sanitarie) ha posto attenzione per lungo tempo sulla relazione esperta, sul potere curativo del dialogo tecnico condotto da esperti accreditati, mentre le relazioni sociali naturali sono state perlopiù relegate al rango di «cause» dei disagi e delle patologie, mere produttrici del male che l’esperto è poi chiamato a sopprimere. Questo sottile travisamento -tipico della logica sanitaria classica- ostacola la reticolazione delle diverse forze attive nella produzione del benessere, quelle naturali e quelle professionali/istituzionali. Il volume approfondisce il paradigma sociale (relazionale) nelle pratiche di welfare e delinea le insospettabili potenzialità del «prendersi reciprocamente cura» (caring) accanto alle consuete modalità cliniche del «guarire» (curing). Attraverso una potente analisi concettuale fornisce il linguaggio e gli strumenti logici per accedere a uno stile di pensiero più raffinato e inclusivo, che consente di penetrare l’essenza dei problemi sociali e di predisporre sensate condizioni per la loro «soluzione». |
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