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SETTORE:
DEVIANZA |
Il trattamento
della devianza giovanile. L’approccio
psicosociale orientato in senso ecologico e cognitivo comportamentale
Le spiegazioni dei comportamenti delinquenziali giovanili hanno visto negli ultimi quindici anni l'emergere di un nuovo paradigma, quello psico-sociale: un approccio esplicativo ai fenomeni devianti nel quale trovano spazio i temi dell'ecologia sociale, della teoria dei sistemi, della psicologia sperimentale e del filone cognitivo-comportamentale contribuendo a definire una psicologia della devianza con una sua dignità teorica. Risulta che i fenomeni devianti sono dei "comportamenti" appresi e mantenuti in contesti sistemici specifici come la famiglia, il quartiere, il gruppo dei pari, la scuola, a cui si va aggiungendo l'individuo stesso che viene compreso come uno dei sistemi in grado di interagire con gli altri ambienti e mantenere in tal modo le condotte problematiche. Questa modo di intendere la devianza ha aperto la strada a un diverso intervento sui fenomeni. Il volume illustra, anche attraverso la presentazione di diverse storie, perché si fa ma anche come si conduce un trattamento psico-sociale: dal momento dell'assessment, a quello della ricostruzione della impalcatura sistemica fino all'intervento che viene definito sia nelle sue diverse fasi che nelle procedure e nelle tecniche sistemiche, in quelle cognitive e comportamentali. |
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Io non
ho paura. Vol. 1 Storie di vittime e di bulli Si può morire di bullismo? Sembra incredibile ma è così. Francesco, Alessandra, Monica, Nicholas, Martina, Jonathan, ecc., tutti ragazzi normali, studiosi, educati e corretti, finiscono vittime loro malgrado di un gioco crudele. Dai ricatti quotidiani subiti da parte di ragazzi e ragazze più prepotenti, ai furti, alle minacce, alle percosse, alla crudeltà gratuita, alla propria vita che, a soli 15 anni, finisce tra i binari e le ruote di un treno: è la triste storia di Francesco, ucciso in modo premeditato da Fabio, che durante l’anno scolastico lo aveva sottoposto alle peggiori angherie. Il libro intende narrare queste storie, per portarle fuori dalle pareti scolastiche o dalle pagine di una sentenza di tribunale e sensibilizzare genitori ed insegnanti su un problema di cui spesso non si colgono i segnali o che si preferisce non vedere. |
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Io non
ho paura. Vol. 2 Capire e affrontare
il bullismo Il testo intende fornire a insegnanti ed educatori strumenti per capire ed affrontare i fenomeni di bullismo, nella scuola e fuori, partendo dall’analisi delle dinamiche che definiscono lo status dei bambini e dei ragazzi all’interno dei gruppi di cui fanno parte e ne regolano i rapporti interpersonali. Il bullismo può sorgere come conseguenza di tali dinamiche, soprattutto quando sui ragazzi gravano pressioni dettate dal loro ambiente famigliare, amicale o scolastico, e quando il mondo degli adulti veicola loro messaggi, impliciti o espliciti, che sottendono determinati sistemi valoriali. È imparando a leggere questi segnali precoci, già a partire dalla scuola primaria, che l’insegnante e il genitore possono prevenire lo sviluppo di atteggiamenti bullistici e aiutare le vittime ad acquisire fiducia nelle relazioni con i propri pari, superando le paure che troppo spesso accompagnano la loro esperienza scolastica. Il testo guida il lettore all’analisi di alcuni casi emblematici, narrati da insegnanti di scuola primaria e secondaria di primo grado che hanno affrontato il problema, allo scopo di aiutarlo a comprendere quali interventi di prevenzione e contrasto possono essere efficaci in relazione alle specifiche situazioni e contesti di riferimento. |
Il capro
espiatorio. Bullismo
e altre forme di violenza collettiva In questo libro si affronta il tema del capro espiatorio alla luce delle principali teorie psicologiche che si sono occupate del funzionamento dei gruppi (psicoanalisi, gruppoanalisi, rogersiana e gestaltica) e della teoria di Réné Girard. Nell’ultimo capitolo viene raccontata un’esperienza di bullismo e quali tecniche sono state utilizzate per migliorare la relazione all’interno del gruppo. Valentina Monaco Crea, psicologa e psicoterapeuta della Gestalt, ha lavorato in parecchi progetti per le scuole, alla commissione medica di verifica dell’I.N.P.S. e per un centro di riabilitazione per bambini disabili. |
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Promuovere
formazione in carcere. Itinerari di educazione formale e non
formale nei «luoghi di confine» Il libro intende riflettere sul tema della marginalità, dell'esclusione sociale a partire dal ruolo della Pedagogia in carcere e dei processi formativi rivolti a quei soggetti che vivono la condizione di reclusione, ma si indirizza anche ai professionisti che, a vario titolo, operano quotidianamente nei luoghi di detenzione. Il volume mette al centro un soggetto visto non solo come persona che delinque, ma come portatore di possibilità di cambiamento verso nuovi percorsi esistenziali. |
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Outsiders
Metropolitani. Etnografia di storie di vita sovversive Il volume costituisce il primo studio che analizza il radicalismo politico di estrema sinistra utilizzando le teorie socio-criminologiche "dell'etichettamento". La particolarità della ricerca è rappresentata dai risultati che tali teorie hanno prodotto applicate ai gruppi politici, risultati quali l'appartenenza di gruppo come collante, il tentativo di sovvertire l'ordine costituito, la radicalità di pensiero ed azione delle realtà analizzate. Particolarmente proficuo è stato anche il metodo utilizzato: l'etnografia e l'osservazione partecipante hanno consentito di entrare nel profondo delle vicende e dei meccanismi dei gruppi considerati. |
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Minima
criminalia. Storie di carcerati e carcerieri Tra errori, equivoci, beffe e un solido, sorridente pessimismo della ragione De Cataldo racconta una serie di suggestive storie di vita in brevi capitoli che si leggono d'un fiato. Scritto con curiosità e simpatia per un'umanità invisibile, rissosa, malmenata, coatta, che sopravvive a ogni perdita di illusioni, il libro di De Cataldo racconta il carcere italiano che si rivela ben presto un "infemaccio", dove nessuno o quasi vuole farsi redimere, volgendo in narrazione la sua esperienza di giovane magistrato e giudice di sorveglianza. Una galleria di sorprendenti personaggi, che in parte hanno ispirato i successivi romanzi dell'autore, ma anche un discorso impegnato sulla giustizia italiana e su tutto quello che lo stato e la società civile non devono fare se vogliono cambiare le regole del gioco. |
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Sembrano
proprio come noi. Frammenti di vita prigioniera Uno straordinario reportage sull’universo carcerario italiano. Con acutezza, humour e profonda umanità, Daniela de Robert ricostruisce e svela la quotidianità di una delle principali istituzioni totali del nostro paese, il carcere romano di Rebibbia. Scegliendo la via morbida di una narrazione attenta ai dettagli, agli effetti all’apparenza minori di un sistema di regole che postula la cancellazione dell’individualità e l’infantilizzazione dei detenuti, l’autrice racconta la vita in carcere «dall’interno», con un linguaggio mimetico, paradossale, sensibile alle profonde alterazioni spazio-temporali provocate dalla prigionia. |
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Sogni senza
sbarre. Storie di donne in carcere Per circa due anni Lella Ravasi Bellocchio ha incontrato, nel carcere milanese di San Vittore, un gruppo di donne di differenti età e paesi di provenienza, quasi tutte con figli. L’autrice ha lavorato con queste donne attraverso i loro sogni, in un “setting” molto particolare: una cella, sigillata da otto porte di ferro che ogni volta si chiudevano alle sue spalle. “Sogni senza sbarre” racconta l’esperienza dell’analisi in modo rivoluzionario, ponendo le basi per una nuova lettura e interpretazione della realtà femminile fuori e dietro le sbarre. |
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A quattordici
smetto Storie di ragazzi sotto i quattordici anni. Storie di immigrazione e di solitudine. Di giustizia e di ingiustizie. Di violenze da togliere il fiato. Di prostituzione, di stupri, di furti, di illusioni ferite. Anche di adozioni finite male. E a volte di riscatto... Livia Pomodoro offre lo spaccato di una realtà "invisibile", immersa in una quotidianità che suscita rabbia e smarrimento. Dodici storie contro la distrazione, per consegnare alla coscienza di tutti una amara verità che ha la forza, dura e struggente, della vita. |
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Gabbie
metropolitane. Modelli disciplinari e strategie di resistenza Questo è un libro che parte dal carcere, ritorna al carcere ma non è un libro sul carcere. È un libro sui modelli disciplinari, le forme del controllo e le pratiche militari adeguate alle trasformazioni sociali ed economiche dell'ultimo ventennio. Attraverso un lavoro etnografico di ricerca sul campo, essenzialmente basato su interviste e racconti orali, Quadrelli mostra la progressiva trasformazione del modello disciplinare. Un modello che oggi, lungi dall'essere meramente repressivo, si rivela produttivo e appetibile per i dispositivi di "governo della società". Ma scopo del libro è anche mettere in luce le nascenti resistenze al modello di società dominante e al ruolo politico che il carcere torna ad assumere. |
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Bulli marionette.
Bullismi nella cultura del disagio impossibile Il bullismo è una forma di oppressione in cui il bambino o l'adolescente sperimenta una condizione di profonda sofferenza e prevaricazione. Sempre più spesso di sente parlare di bullismo in relazione a gravi fatti di cronaca: ormai si sa che cos'è e se ne sono individuate le cause, psicologiche, sociali e culturali. Ma cosa si può fare in ambito scolastico per evitare che questi disagi emotivi e psicologici si trasformino in comportamenti violenti e socialmente pericolosi? Questo saggio si propone di fornire ad insegnanti, psicologi e quanti si trovano a dover affrontare queste tematiche, importanti suggerimenti su come affrontarlo, approfondendo le tecniche di intervento, per favorire un clima di convivenza e rispetto reciproco. |
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| Ragazzi
violenti Cosa può condurre un adolescente ad avere un comportamento violento fino all'omicidio? Chi sono i ragazzi violenti? La risposta non può essere una sola. L'aggressività è un fenomeno molto complesso, non sempre sinonimo di violenza e non sempre immediatamente collegabile a una diagnosi psichiatrica; perché dietro un comportamento violento è infatti necessario l'intervento di molti altri fattori genetici, biologici, familiari o sociali. |
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Per
non morire di carcere. Esperienze
di aiuto nelle prigioni tra psicologia e lavoro di rete Scopo di questo libro è quello di riaprire la questione del malessere prodotto o aggravato dalla condizione detentiva e di illustrare le iniziative intraprese per individuarlo, arginarlo e possibilmente contrastarlo, evitandone gli esiti estremi e più tragici: autolesionismi, tentati suicidi, suicidi. Nella prima parte psicologi, educatori e dirigenti di istituti penitenziari presentano un resoconto delle esperienze di aiuto più significative da loro realizzate. Su di esse, nella seconda parte, si pronunciano criminologi, giuristi, magistrati e sociologi. Nella terza parte, infine, esponenti regionali rispondono con proposte concrete alla richiesta di un'attenzione diretta del territorio alle problematiche del carcere. |