| Novità
|
SETTORE:
ADOLESCENZA-PSICHIATRIA-PSICOANALISI |
Sessualità in
divenire. Adolescenti,
corpo e immaginario La sessualità oggi si "vede" ovunque, senza andarla a cercare; ci troviamo di fronte a un flusso costante di immagini più o meno velatamente riferite al sesso ma di sessualità non si parla. Forse la si balbetta, pressappoco, nelle pagine delle riviste, nelle conversazioni tra pari, nelle chat e nei forum. La reticenza nel riconoscere il giusto spazio a un argomento come la sessualità è il sintomo di un disagio diffuso, che diventa malessere nel momento in cui viene associata all'adolescenza. Il libro propone una ricostruzione articolata del processo di sviluppo della sessualità individuale, dall'infanzia alla tarda adolescenza. La riflessione, incentrata sul contesto italiano ma con raffronti ad altre realtà sociali, culturali e storiche, si sviluppa partendo da testimonianze raccolte sul campo attraverso la conduzione di interviste, focus group e l'analisi di materiale etnografico online. Lo scopo è dare la parola agli adolescenti per mostrare dall'interno il mutamento in atto, che per certi versi sta portando al superamento delle tradizionali dicotomie di genere. Alessandro Porrovecchio è dottore di ricerca in Scienze Umane e Sociali presso l'Università degli Studi di Torino, dove insegna Elementi di Sociologia e Sociologia della Comunicazione e dell'Informazione. I suoi interessi di ricerca si rivolgono, in particolare, alle culture del corpo, alla sociologia della sessualità, alla sociologia dello sport e al tema della medicalizzazione dei corpi. |
|
Adolescenti
e autoefficacia. Il ruolo delle credenze personali nello
sviluppo individuale Tra i più importanti progressi nella storia della psicologia, il concetto di autoefficacia ha dato un contributo decisivo alla descrizione di fenomeni quali la motivazione, l’apprendimento, l’autoregolazione e il successo scolastico. Questo saggio fondamentale di Bandura, padre della teoria cognitiva e del costrutto di autoefficacia, spiega come le credenze sulle proprie capacità personali influiscano sulla vita degli adolescenti, condizionandone il rendimento scolastico, i rapporti familiari, la regolazione emotiva e la propensione a comportamenti a rischio. Inquadrando lo sviluppo adolescenziale in una prospettiva agentiva, l’autore dimostra come le convinzioni di autoefficacia costituiscano una risorsa centrale in un’età in cui, tipicamente, si costruisce un senso di identità stabile e si compiono scelte decisive per il proprio futuro. Destinato a studiosi, psicologi, genitori e insegnanti, il volume intende essere un aiuto per chiunque voglia promuovere nei più giovani abilità che li rendano capaci di essere i creatori, anziché i prodotti, delle circostanze della propria vita, riuscendo a fare di imprevisti o condizioni già date opportunità di crescita e realizzazione. Albert Bandura, presidente della American Psychological Association, è noto in tutto il mondo per i suoi studi sull'apprendimento imitativo e per essere, tra i padri fondatori della psicologia cognitiva, quello che più ne ha esteso la portata in ambito educativo e psicoterapeutico. |
|
Cosa
farò da grande? Il
futuro come lo vedono i nostri figli Gli adolescenti in crisi si preoccupano più del futuro che
del loro passato.
Non è l'infanzia ma la crescita ciò che li fa più soffrire.
Il compito di tutti noi è quello di restituire loro dei futuri
possibili.
"Il futuro di cui discuterò in queste pagine non coincide
esattamente con il significato che gli attribuiscono psicosociologi,
economisti, giornalisti e politici: la dimensione futura che cerco
di indagare è di ispirazione psicoanalitica, è l'idea
di ciò che auspicabilmente si riuscirà ad essere e fare
in un tempo detto futuro. L'autentico desiderio potrà esprimersi
ed essere realizzato nella misura in cui si saranno sviluppate le competenze
necessarie. Parlerò quindi del progetto di crescita, di cambiamento,
di realizzazione di ciò che si avverte come parte più autentica
del sé, discuterò della fantasia concernente la propria
evoluzione verso la pienezza delle capacità di amare e di farsi
amare, di lavorare creativamente ottenendo il legittimo riconoscimento
economico come espressione concreta dell'essere riusciti a rendersi
socialmente visibili dopo la lunga fase di dipendenza dalla famiglia
di origine. Proprio perché il futuro è sinonimo di crescita
della parte più autentica di se stessi e promette la prosecuzione
verso l'alto del processo di conoscenza delle proprie verità,
vederlo appannarsi e sparire nelle nebbie di un contesto sociale, economico
e culturale che si schiera contro la sua realizzazione, colpisce al
cuore il sistema motivazionale e crea un lutto doloroso: assieme al
futuro muore la speranza, l'autenticità, il piacere di vivere
per crescere e diventare se stessi" (G. Pietropolli Charmet). |
|
Adolescenti:
trasgressivi forse, cattivi no L’autore mette a disposizione dei genitori la propria esperienza sul campo per aiutarli nel loro difficile, ma bellissimo compito. Gli adolescenti non sono solo, né soprattutto, quei ragazzi che fanno parlare di sé per le trasgressioni di cui sono protagonisti. I “nostri” adolescenti sono molto di più e molto meglio. Stare con loro significa andare oltre l’apparente spavalderia per arrivare a scoprire quelle fragilità che si portano dentro e che rivelano solo se accostati in modo empatico e discreto. Ma come accostarli? Come arrivare a non deludere i loro bisogni e le loro attese, soprattutto quando vengono espresse in modo provocatorio, polemico e difficilmente comprensibile? L’autore cerca di dare una risposta a queste domande, prendendo spunto dall’ascolto dei tanti ragazzi, giovani e adolescenti, che ha avvicinato nel corso della sua esperienza e con i quali ha condiviso progetti, sogni, gioie e delusioni. Lorenzo Ferraroli, salesiano psicologo e psicoterapeuta, dirige il Centro di Orientamento Scolastico Professionale e Sociale – COSPES – di Arese, è docente invitato per Pedagogia sociale all’Università Pontificia Salesiana di Roma dove tiene il corso di Psicopedagogia della Rieducazione dei Minori, organizza corsi e convegni sulle dinamiche relazionali e sul disadattamento giovanile. |
|
La vocazione
psicoterapeutica. Come si diventa psicoterapeuti dell'adolescenza Come nasce, nella mente dello psicologo, il progetto di proseguire la propria formazione in senso terapeutico? Come si sviluppa e autonomizza il Sé professionale durante l'avventura formativa della Scuola di specializzazione? Attraverso quali strumenti si apprende il mestiere della psicoterapia, e in particolare quella rivolta agli adolescenti? Gli autori hanno sviluppato alcune riflessioni intorno a queste domande che accomunano gli aspiranti terapeuti, i neo-specializzati e i formatori. L'idea di fondo è quella di descrivere come nasce, si forma e trasforma uno psicologo in uno psicoterapeuta. Ne scaturisce un volume a metà tra il racconto e il manuale di psicologia dello sviluppo del Sé professionale, che passa attraverso il concepimento, l'infanzia, l'adolescenza del ruolo psicoterapeutico, delineando una trama di vicende che accompagnano la vocazione alla terapia dal desiderio alla realtà di un mestiere così affascinante e complesso. Il libro si rivolge agli studenti di psicologia che avvertono la propensione ad impadronirsi degli strumenti clinici, culturali e formativi per esercitare il ruolo psicoterapeutico, ma anche agli psicologi, educatori e assistenti sociali già coinvolti nel lavoro con gli adolescenti. |
|
Adolescenza
e trauma. Il caso Sophie
di In Treatment Il volume presenta un commento al caso di Sophie dello sceneggiato televisivo In Treatment, incentrato sui trattamenti psicoterapeutici del personaggio di Paul Weston, psicoanalista relazionale interpretato dall'attore Gabriel Byrne. È costruito in forma dialogica: stralci dei dialoghi delle sedute di Sophie con Paul, dialoghi dei gruppi di lavoro che hanno discusso il film con l'autore, interventi di commento delle interazioni tra i protagonisti. Prendendo spunto dalla fiction, elabora considerazioni teoriche e cliniche che permettono di descrivere e analizzare in modo critico l'andamento di una psicoterapia breve con l'adolescente: i delicati passaggi della sua presa in carico, la negoziazione di obiettivi di lavoro condivisi, l'elasticità del setting e il processo di cambiamento. Il libro è anche un esempio dell'utilizzo degli strumenti audiovisivi nella formazione al lavoro clinico, uno strumento utile per sostenere o costruire percorsi formativi. L'originalità della particolare formula dialogica, unita all'approccio scientifico fondato sulla più recente letteratura rispetto al trauma e alla dissociazione, lo rendono accessibile e interessante non solo per gli studenti e gli addetti ai lavori, ma anche per quanti vogliano comprendere cosa sia oggi una psicoterapia con l'adolescente, come funzioni, cosa possa offrire. Cesare Albasi, professore associato di Psicologia clinica all'Università di Torino, psicoterapeuta (membro ASP), ha sviluppato il sistema diagnostico QFM ( http://utentiqfm.com/ ). |
|
Adolescenza,
tradizione, trasgressione. “Nelle pagine di questo volume si configura un modo di concepire il lavoro analitico molto vicino a una pratica di vita, in cui la malattia, prima ancora di essere una categoria disfunzionale da guarire, è sofferenza umana radicata nelle multiformi dimensioni dell’esistenza umana, ben raffigurate nell’immagine cara alla psicologia junghiana del rizoma. E la consapevolezza della complessità attraverso la quale va considerata ogni manifestazione della psiche, e non solo in adolescenza, tiene gli autori lontani da ogni tentazione riduzionistica e semplificatrice. (...) Coerentemente con la tradizione junghiana, non si parla certo qui dell’analista come una funzione astratta, ma come un soggetto incarnato, partecipe e fortemente implicato: vincolato nelle proprie possibilità dalla propria esistenza concreta, dai propri limiti e dalle proprie contingenze, ma nello stesso tempo tendenzialmente aperto (...) agli urti e alle disconferme offerte dall’esperienza” (dalla Prefazione di M. I. Marozza). Bianca Gallerano, socio analista del CIPA e membro della IAAP, è interessata, in modo specifico, dall’ambito della teoria della clinica. Lorenzo Zipparri, psichiatra e analista junghiano, membro ordinario della IAAP e del CIPA, ha lavorato nei servizi psichiatrici pubblici e si occupa attualmente di temi legati alle teorie della clinica e di ricerche sull’uso della psicologia analitica nei servizi pubblici. |
|
L'eros adolescente.
Affettività e sessualitànel vissuto adolescenziale Quali sono l'inquadramento teorico e l'approccio educativo più adatti per affrontare i temi dell'affettività e della sessualità in adolescenza? Quali informazioni e modelli proporre per consentire all'adolescente di confrontarsi in modo equilibrato col proprio corpo, gli affetti e le emozioni? La caratteristica distintiva della prospettiva delineata in questo libro e degli strumenti utilizzati dall'equipe di psicoterapeuti dell'IdO (Istituto di Ortofonologia) di Roma è quella di unire l'informazione scientifica alla relazione emotiva, con un'attenzione rispettosa dell'individualità e del vissuto del giovane. Per contattare veramente gli adolescenti è necessario addentrarsi nei loro spazi, materiali e digitali. E così un intervento che si articola - oltre che nella pratica clinica - nelle scuole con gli sportelli d'ascolto, e su internet, con uno spazio online di dialogo e consulenza, permette di guardare ai giovani come fruitori attivi dell'informazione, dotati di pensiero critico, capaci di operare scelte autonome e assumere comportamenti responsabili. Le domande e le perplessità degli adolescenti testimoniano il loro bisogno di essere ascoltati e contenuti da un adulto, più che la necessità di essere informati. L'espressione degli affetti e dell'amore a livello emotivo e a livello fisico tocca, in effetti, le radici dell'identità di ognuno e il fondersi di intimità, familiarità e confidenza trasforma la personalità che si sta sviluppando. |
|
Adolescenza:
la fine dell'ingenuità L’adolescenza, una delle tappe più importanti del ciclo vitale umano, rappresenta un momento tragico della vita: “la fine della ingenuità” - termine che denota l’innocenza di chi è nato in un luogo dal quale non si è mosso; pertanto, manca di esperienza. Ingenuo è il primitivo, ciò che è dato, ereditato e non messo in discussione. Deriva dalla radice indoeuropea gn, che significa allo stesso tempo conoscere e nascere. Un momento tragico perché, in questa fase dello sviluppo umano, si ha bisogno di sacrificare l’ingenuità riguardante il periodo dell’innocenza della sessualità infantile e il rischioso luogo sconosciuto del gioco enigmatico delle identificazioni alienanti e imposte al bambino dagli altri. Tali identificazioni dovrebbero essere svelate ed elaborate durante questo periodo, affinché l’adolescente arrivi a conquistare un giudizio, un inedito riordinamento di ciò che ha ereditato, e così dare alla luce un progetto desiderativo proprio, sessuale e vocazionale. Kancyper, medico psicoanalista, sostiene che risulta ogni volta più necessaria la rivalorizzazione della qualità della flessibilizzazione albergata in tale periodo, per ottenere il cambiamento psichico; che in questa nuova tappa libidica si producono le trasformazioni psichiche, somatiche e sociali che rendono possibile all’adolescente l’apparizione di una mutazione psichica, in mezzo a un ciclone pulsionale e conflittuale. |
|
La
famiglia dell'adolescente. Il ritorno degli antenati Supportata da una complessa e articolata esperienza clinica con adolescenti psicotici, suicidari, tossicodipendenti e anoressici, la prospettiva transgenerazionale di Eiguer non presuppone soltanto l'importante indicazione tecnica di coinvolgere nel percorso terapeutico tutto il gruppo familiare dell'adolescente. Ma sottolinea piuttosto l'importanza e la necessità di ricercare nella storia di "quella famiglia" il nucleo relazionale patologico, sul terreno del quale germoglia e si sviluppa, da una generazione all'altra, la sofferenza dell'adolescente e della sua famiglia. L'adolescenza è il momento privilegiato nel quale le contraddizioni della storia transgenerazionale emergono e si propongono come responsabili dei disturbi individuali e collettivi. E ciò ha a che fare con la potente richiesta di identità di cui l'adolescenza è sempre portatrice. Tutta la famiglia è coinvolta in questo processo. Tutti si interrogano sul loro futuro e sulla loro identità. E quando ci si interroga sull'identità e sull'origine dell'individuo e poi su quella delle genealogie, si invocano gli antenati. Le riflessioni dell'autore fanno di questo testo un utile strumento per quanti - psicoterapeuti, educatori, insegnanti, famiglie - interagiscono e si relazionano con il complesso, ma anche tanto ricco e stimolante, mondo dell'adolescenza. |
|
Ragazzi
al limite. Seminari per conoscerli e aiutarli Il volume presenta una raccolta di seminari attraverso i quali uno scienziato sociale mette a disposizione l’esperienza professionale di una vita dedicata alla conoscenza e alla cura degli stati limite della mente nell’infanzia e nell’adolescenza, questione sempre più impegnativa nel panorama attuale della sofferenza psichica. Un testo unico nel suo genere: il linguaggio diretto e chiaro, rivolto senza mediazioni al cuore e non alla mente dei lettori; la lucidità e l’ampiezza della competenza dell’autore sul tema; la struttura dei contenuti utilizzabili a diversi livelli di fruizione, dalla superficie alla profondità; la scelta di adoperare anche la propria vita esposta generosamente al lettore al fine di veicolargli un “senso” dell’aiuto basato anche sul coinvolgimento personale; la strategia di entrare nella tematica da tante porte diverse e inaspettate, allo scopo dichiarato di sorprendere l’anima del lettore fino a far vivere a quest’ultimo l’approccio agli stati limite della mente innanzitutto come un’esperienza interna. Tali forme estreme di sofferenza dell’anima costituiscono sicuramente una sfida difficile che tuttavia, con gli accorgimenti qui forniti dall’autore, siamo in grado di vincere. Tito Baldini, psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e membro ordinario dell’ARPAd, insegna psicoterapia dell’adolescenza presso l’ARPAd di Roma e l’ARPAd-Minotauro di Milano. |
|
Esiste
la psicoanalisi dell'adolescenza? L’adolescente può entrare in analisi, o deve accontentarsi di una psicoterapia? Esiste la psicoanalisi dell'adolescente? Strana domanda, dal momento che la pratica è piuttosto comune, stabilita quasi dalle origini (Dora, la giovane paziente di Freud, aveva appena 18 anni). L'idea di questo libro (che è stato preceduto da un colloquio organizzato da Manuelle Missonnier e Carnet Psy, il 7 febbraio 2009) è nata da una discussione tra quattro dei suoi autori - Jacques André, Catherine Chabert, François Marty e François Richard - proprio a partire dalle loro divergenze. Dora si è allungata sul divano di Freud, ma tre mesi dopo era già fuggita da quel luogo. Quello che lo "psicoanalista" vuole, l'adolescente necessariamente non lo vuole. L'esistenza delle psicoterapie psicoanalitiche degli adolescenti è una realtà, il beneficio che può derivare non è più da dimostrare, e allora. Bisogna credere che il quesito che l'adolescente pone alla psicoanalisi, alla sua pratica e al suo metodo rimanga aperto. L'adolescente è il paziente dello psicoanalista, l'adolescenza è l'analizzando della psicoanalisi. Jacques André, psicoanalista, professore di psicopatologia presso l'Università Parigi Diderot, dirige il Centro Studi di Psicopatologia e Psicoanalisi (CEPP). Catherine Chabert, psicoanalista, è professoressa di psicologia clinica e di psicopatologia presso l'Istituto di psicologia dell'Università René Descartes, Paris V. |
|
Sofferenza
psichica e cambiamento in adolescenza. Questo libro è dedicato a un aspetto particolare della cura di adolescenti con gravi disturbi psicopatologici: l’incontro e la collaborazione tra medici, servizi e educatori. Nato sulla base dell’esperienza decennale del "Centro semiresidenziale per adolescenti con gravi disturbi psicopatologici" di Bologna, il testo si rivolge a chi accompagna professionalmente, nella vita quotidiana, gli adolescenti in situazione di sofferenza psichica (educatori, infermieri, medici, psicologi, assistenti sociali). Il filo rosso che percorre tutti i contributi qui raccolti è la necessità di integrare l’approccio clinico e l’approccio educativo, nella convinzione che l’intervento in una situazione di sofferenza psichica è assolutamente diverso dall’intervento su una malattia o una difficoltà di altro tipo. |
|
Ri-svegliare
la scuola. Quando la scuola incrocia l'adolescenza Negli ultimi anni il clima psicologico e culturale nelle scuole medie inferiori e superiori è diventato sempre più difficile. Gli insegnanti appaiono smarriti di fronte alle nuove responsabilità che la società attribuisce loro al di là dell’insegnamento: prevenzione delle droghe, degli atti di bullismo, di tutto il disagio adolescenziale. Si aggiungono poi le difficoltà legate all’inserimento di allievi stranieri e il governo degli allievi più trasgressivi e meno abituati alle regole di un tempo. Ma lo sconforto degli insegnanti nasce soprattutto dalla consapevolezza di dover lavorare spesso con ragazzi che non hanno nessuna voglia di imparare. Si può “ri-svegliare” la scuola, cioè ridare vita, emozioni e senso al difficile lavoro quotidiano dei ragazzi e degli insegnanti? Sì, ma solo mettendo in rete tutti gli attori magari con l’aiuto di psicopedagogisti capaci di farli interagire positivamente. Queste pagine, nate da una positiva esperienza, mostrano che la scuola media può interpretare i valori positivi che emergono dalla nuova cultura giovanile e dai cambiamenti sociali in atto, e intendono stimolare una strategia di piccoli ma importanti passi per adattare la scuola alle nuove generazioni di adolescenti “internet nativi”, ragazzi dinamici, multi-tasking, con forte voglia di protagonismo, grande autostima, ma, al tempo stesso, anche molto vulnerabili. |
|
Hikikomori
e adolescenza. Fenomenologia dell’Autoreclusione Ragazzi che si isolano, auto-reclusi tra le pareti della loro stanza, circondati da videogiochi computer e fumetti. Tra i comportamenti adolescenziali che creano disagio psichico in chi li pratica e in chi sta loro vicino, senza dubbio l’“Hikikomori” - che in giapponese significa “isolarsi, ritirarsi” - stan diventando, negli ultimi anni, oggetto di riflessione e di studio. Questa espressione di disagio della nostra civiltà, così come molte altre di pertinenza dell’età giovanile, richiede un tipo di analisi che non riduca tali fenomeni a “indice di follia” – come accade già per i tentativi di suicidio, le fughe, i disturbi del comportamento alimentare, i comportamenti autolesivi comuni fra le giovani generazioni. Questo studio, primo in Italia sull’argomento, rilegge la sintomatologia Hikikomori non solo come forma di lotta contro il male di vivere, che segnala l’inadeguatezza, soprattutto durante l’età adolescenziale, della parola e del pensiero, ma anche in un’ottica trans-culturale, inquadrandolo nelle complesse coordinate dell’onore e della vergogna della cultura giapponese. Giulia Sagliocco psichiatra, psicoterapeuta, è docente e ricercatore di psicologia dell’età evolutiva presso la Scuola Sperimentale per la Formazione alla Psicoterapia e alla Ricerca nel Campo delle Scienze Umane Applicate – A.S.L. NA/1, Napoli. |
|
Il
lavoro clinico tra adulti e adolescenti I profondi processi di cambiamento sollecitati dall’adolescenza coinvolgono il mondo psichico del ragazzo e l’ambiente con cui si relaziona. In particolare i genitori sono chiamati a rivedere la loro funzione adulta e il loro ruolo di care givers. Allo stesso tempo la nostra società complessa pone ai genitori profondi interrogativi sulla loro adultità e sui riferimenti educativi, culturali e valoriali. La difficoltà di mantenere la giusta distanza fa emergere in loro, come nei loro figli adolescenti, vissuti di incomprensione, impotenza, minaccia e solitudine. L’incontro tra adolescente e genitori col terapeuta, gli operatori socio-sanitari e l’istituzione offre occasione per attivare e sostenere l’emergere delle risorse interne ed esterne necessarie a riorganizzare il mondo psichico e la relazione con l’altro. Gli autori, Jeammet, Pommereau e Kancyper, sottolineano l’importanza di allargare lo sguardo clinico al ruolo genitoriale, ai legami tra fratelli e al contesto socio-culturale di cui il ragazzo fa parte. Daniela Brambilla, psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico, socia di AreaG e membro della British Psychological Association, ha svolto attività didattica integrativa presso la Facoltà di Psicologia-Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove collabora per attività di ricerca presso la cattedra di Psicodinamica e assessment della genitorialità. |
|
L'adolescenza
come risorsa. Una guida operativa
alla peer education Che cosa vuol dire fare peer education? Quali vantaggi derivano dalla sua applicazione? Quali teorie ne sono a fondamento? Il volume risponde a queste e altre domande sulla peer education, una metodologia di prevenzione dei comportamenti a rischio — come l’assunzione di droghe o alcol, la guida spericolata, il bullismo — particolarmente diffusi tra gli adolescenti e di promozione del benessere psichico, fisico e relazionale. L’intento è quello di fornire indicazioni teorico-operative che permettano a educatori, insegnanti, psicologi e, in generale, agli operatori del sociale di costruire un buon intervento di peer education. Ampia attenzione è rivolta alle modalità attraverso cui organizzare la formazione dei peer educator e alla descrizione delle diverse tecniche di conduzione di gruppo che facilitino il coinvolgimento attivo dei partecipanti e un apprendimento di abilità, e non solo di conoscenze. |
|